Le unità d’élite cinesi a fianco di Assad

Secondo molteplici rapporti, la Cina sta pianificando di mandare in Siria unità militari di élite per consigliare e assistere l’Esercito Arabo Siriano nel tentativo di schiacciare l’insurrezione terrorista. Il bersaglio delle unità d’élite cinesi sarebbe i combattenti stranieri jihadisti provenienti dalla Repubblica Popolare, in aumento nel nord della Siria fin dall’inizio dell’intervento saudita-americano.

Se venisse confermato, non sarebbe la prima volta che la Cina – uno dei cinque Stati con diritto di veto al Consiglio di Sicurezza – manda assistenza al governo di Assad: secondo precedenti rapporti da Middle East Eye, la Cina ha iniziato silenziosamente a mandare in Siria soldati in funzione di consiglieri all’inizio di quest’anno, per assistere le forze governative coi sistemi militari, l’intelligence, la logistica e la sanità. Questo nuovo fatto, però, segna un incremento notevole e pubblico nella qualità delle operazioni cinesi nella regione, visto che Pechino ora manderà forze speciali che lavoreranno fianco a fianco con le truppe governative e, probabilmente, coordinate coi russi.

Alcune fonti hanno riferito al giornale saudita “New Khaleej” che il Ministro della Difesa cinese intende mandare due unità note come “Le tigri della Siberia” e “Le tigri della notte” – entrambe unità d’élite per operazioni speciali – per aiutare il governo siriano a combattere contro l’insurrezione jihadista.

La notizia arriva dopo un incontro ad alto livello, avvenuto in Cina la settimana scorsa, tra il Consigliere presidenziale siriano Bouthaina Shaaban e il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi, che ha lodato gli sforzi di Damasco per combattere i combattenti stranieri del “Movimento Islamico del Turkestan Orientale” (conosciuto anche come “Partito Islamista del Turkestan”). Questo gruppo separatista è stato fondato da uiguri ed ha la sua base nella provincia occidentale cinese dello Xinjiang.

Il movimento militare separatista uiguro è da lungo tempo una spina nel fianco per Pechino, che ha iniziato a combatterlo appena dopo l’11 settembre, quando vari rapporti hanno evidenziato come gli alti esponenti di al-Qaeda, tra cui lo stesso Osama Bin Laden, sostenessero attivamente gli estremisti uiguri e le loro operazioni. Svariati gruppi islamisti uiguri hanno rivendicato attacchi terroristici in diverse città cinesi nel corso degli anni, il più noto a Shanghai, pochi giorni prima che iniziassero le Olimpiadi di Pechino del 2008.

Quando l’opposizione armata in Siria ha iniziato a conquistare territorio attorno ad Aleppo ed in altre zone settentrionali nel 2013, migliaia di cinesi musulmani si sono arruolati come combattenti stranieri e sono arrivati in territorio siriano passando per la Turchia meridionale. Ai tempi, questo causò una piccola guerra diplomatica tra i governi turco e cinese, con l’intelligence cinese che chiedeva che la Turchia meridionale non diventasse un terreno di sosta per i miliziani uiguri che la Cina stava inseguendo – cosa che le autorità di Pechino temevano.

Il risultato finale è stato un ulteriore avvicinamento tra i governi cinese e siriano, sulla base dell’impegno comune alle operazioni antiterrorismo e sulla resistenza ai tentativi internazionali di cambio di regime – relazioni che sono state formalizzate pubblicamente quando, nell’agosto 2016, un ammiraglio cinese ha visitato Damasco per firmare dei memorandum d’intesa che includevano operazioni militari congiunte contro il terrorismo, tra cui meccanismi per rintracciare i combattenti uiguri reclusi nelle prigioni siriane.

Infatti, non c’è nessun segreto che nel corso dei 6 anni di guerra in Siria, le potenze internazionali che hanno operato dai paesi confinanti – specialmente dalla Turchia – hanno permesso che le aree di confine rimanessero fortemente porose, facilitando così un ingresso straordinario di jihadisti da dozzine di paesi.

Come conferma il Rapporto sul Terrorismo del 2014 del Dipartimento di Stato USA, il numero di terroristi stranieri entrati in Siria negli anni passati non ha precedenti in nessun conflitto prima d’ora: “Il numero di terroristi stranieri che sono arrivati in Siria – in totale più di 16.000 terroristi da più di 90 paesi, dati di fine dicembre [2014] – ha superato il numero di terroristi stranieri che sono giunti in Afghanistan e Pakistan, Iraq, Yemen e Somalia in qualsiasi momento degli ultimi 20 anni”. Secondo molti studi sulla lotta al terrorismo e fonti diplomatiche provenienti dalla Siria, fino a 5.000 cinesi uiguri con le loro famiglie si trovano attualmente in Siria, in gran parte nella provincia di Idlib, controllata da al-Qaeda.

Il Dipartimento di Stato USA considera inoltre il Partito Islamista del Turkestan un’organizzazione terrorista, designata tale dagli Stati Uniti fin dal 2002. Tuttavia, gli USA e la Cina per molto tempo sono stati in schieramenti opposti riguardo alla votazione dell’ONU sulla Siria, con Pechino che ha apposto costantemente il veto alle misure e alle risoluzioni che propugnavano azioni punitive contro Damasco.

Da quando le forze jihadiste hanno occupato Idlib nel 2015, il Partito Islamista del Turkestan è diventato una delle maggiori forze combattenti nel nordovest della Siria. I gruppi estremisti di origine asiatica sostengono attualmente le operazioni militari di Hayat Tahrir al-Sham (ex Jabhat al-Nusra, braccio armato di al-Qaeda in Siria) a nord della città di Hama, secondo diversi rapporti provenienti da fonti dell’opposizione. Ciò può avere spinto la Cina a valutare un’azione militare più diretta ed aggressiva contro il Partito Islamica del Turkestan in Siria prima che i suoi combattenti abbiano l’opportunità di ritornare nell’Asia orientale.

La Cina si è successivamente posizionata come attore principale nella ricostruzione della Siria. Secondo la Reuters, il Ministro degli Esteri cinese ha recentemente promesso che la Cina guiderà gli sforzi internazionali per la ricostruzione, dicendo alla delegazione siriana che ha visitato Pechino la scorsa settimana, che “la Cina spera che la controparte siriana colga l’opportunità, mostri flessibilità, e promuova il dialogo e il negoziato per ottenere risultati concreti […] La Comunità internazionale dovrebbe enfatizzare e sostenere attivamente la ricostruzione della Siria. La Cina farà i propri sforzi per questo obiettivo”.

Russia, Cina ed Iran si sono posti come gli attori principali nella ricostruzione della Siria, una volta che il paese sarà ripulito dall’insurrezione jihadista, anche se le sanzioni aggressive da parte dell?Occidente dovessero continuare a colpire le istituzioni siriane.

(da The Duran – Traduzione di Leonardo Olivetti)