Sir David Attenborough: gli oceani mai così in pericolo come oggi

Gli oceani della terra stanno vivendo la più seria minaccia mai vista nella storia, secondo quanto riporta Sir David Attenborough. I mari sono una parte vitale dell’ecosistema globale, e il futuro dell’intera vita sulla Terra dipende dalle azioni umane. Attenborough lancerà l’allarme nell’episodio finale del famoso documentario Blue Planet 2, snocciolando nei dettagli i diversi pericoli che stanno minacciando i mari del globo a partire dai cambiamenti climatici, l’inquinamento della plastica, la pesca illimitata e perfino i suoni. I precedenti documentari della BBC presentati da Attenborough sono stati alcune volte criticati per l’eccessiva attenzione riposta sui danni dell’uomo contro il nostro pianeta. Ma l’ultimo episodio della prossima serie, come ha promesso l’autore, sarà interamente dedicato a questo controverso tema.

«Per anni abbiamo pensato che gli oceani erano così vasti e i suoi abitanti così numerosi che non potevamo avere alcun effetto su di essi. Ma ora sappiamo che sbagliavamo», dice Attenborough. «È ormai chiaro che le nostre azioni stanno avendo un significativo impatto sugli oceani della terra. Questi sono in grave pericolo come non è mai successo prima nella storia dell’uomo. Molte persone ritengono che ormai gli oceani abbiano raggiunto un punto di rottura». L’autore continua: «Sicuramente abbiamo una responsabilità nella difesa del pianeta blu. Il futuro dell’umanità, e di tutta la vita sulla Terra, ora dipende da noi».

L’esecutivo della BBC è preoccupato che la serie sia stata troppo “politicizzata” e ha infatti avviato un esame generale delle puntate. Il produttore Mark Brownlow ha detto che era impossibile non osservare i danni causati agli oceani: «Noi non possiamo semplicemente ignorarlo – farlo vorrebbe dire non esporre un ritratto veritiero degli oceani. Noi non siamo là fuori per fare campagna elettorale. Noi vogliamo solo mostrare le cose come stanno, e sono alquanto scioccanti». I cambiamenti climatici stanno causando il surriscaldamento degli oceani, uccidendo così i coralli, vitali per l’ecosistema marino, le acque si stanno surriscaldando rapidamente ormai pure in Antartide.

Non solo riprese, ma anche interventi scientifici faranno da eco alle immagini, interventi quali quelli di Jon Copleu, dall’Università di Southampton e molti altri scienziati che appariranno nell’ultimo episodio. «Quello che mi sconcerta di più è che i dati dimostrano quanto tutto stia cambiando troppo velocemente». I rumori causati dalla pesca, il turismo, e l’estrazione di petrolio si stanno rivelando malevoli per il mondo marino. Steve Simpson, dell’Università di Exeter, che ha lavorato sui coralli in Asia, ha detto che «c’è un intero linguaggio sott’acqua che noi stiamo iniziando a studiare solo ora. Gli animali marini usano suoni per attrarre compagni, per spaventare predatori. Sott’acqua sentirai bolle, grugniti, gorgoglii e schiocchi». Nella serie vedremo anche come il motore di un motoscafo abbia disorientati dei pesci incapaci quindi di difendersi dai predatori. Il team di Blue Planet 2 ha trovato, ovunque abbiano girato la pellicola, della plastica, pure nelle più remote zone dell’isola della Georgia del Sud, un importantissimo logo di nidificazione degli albatross. Lucy Quinn, ricercatrice in Antartide, chiarisce come gli «oceani ci riforniscono di ossigeno, regolano la temperatura, provvedono al nostro bisogno energetico ed alimentare. È impensabile avere un mondo senza degli oceani in salute».

COMMENTO DEL TRADUTTORE

È interessante notare come la BBC si preoccupi che la serie non sia troppo “politicizzata” nel mostrare i danni dell’uomo sugli oceani. Il tutto mentre la stessa rete televisiva ha dato vita a una serie di documentari storici per bambini dove la storia della Gran Bretagna viene radicalmente modificata per avvalorare politiche immigrazioniste e no borders. Un doppiopesismo tipico di chi, al contrario di quello che vogliono farci credere, sia più avvezzo alle fake news di quanto possiamo immaginare. Se da una parte modificare, alterare e violentare la Storia di un Paese è ritenuto non solo accettabile ma necessario, mostrare i seri – e pericolosissimi – danni che l’uomo sta infliggendo non solo agli oceani, ma all’intero ecosistema globale, è qualcosa di “politicizzato”.

(da The Guardian – Traduzione di Marco Franzoni)