Rassegnatevi, lo Ius Soli si farà: bisogna solo vedere “quando”

Telegiornali, quotidiani e siti web dicono tutti, grosso modo, la stessa cosa: “slitta la riforma sulla cittadinanza”. Adesso non ce la si fa, con tutta probabilità.

Ma il verbo utilizzato parla chiaro. Nemmeno la buona pace di illudere sul dubbio, nemmeno la possibilità di un’altra opzione. Strada obbligata, perché “slitta” qualcosa che prima o poi verrà approvato, e lo ius soli rientra chiaramente in quelle leggi volute fortemente dalla casta, come la riforma Fornero sulle pensioni, il Fiscal Compact ed altri “provvedimenti” ben indifferenti al sangue, alla salute – anche psicologica – del popolo italiano.

Quindi, se per caso fate parte dell’oltre 60% degli italiani contrari all’invasione certificata, rassegnatevi e non rompete le scatole: si sta già decidendo contro di voi, contro il vostro futuro, una legge contro cui non potrete far nulla di nulla, nemmeno con un referendum abbozzato in cui nella migliore delle ipotesi si farà di tutto (leggete bene, di tutto, come già avvenuto in passato) per distrarvi, puntare sulla vostra quotidianità non certo basata sulla preparazione politica ma su sano e onesto lavoro, e fregarvi per l’ennesima volta.

Se per caso fate parte degli oltre 18 milioni di italiani che sono a rischio povertà, come ha dichiarato l’Istat proprio oggi, beh, rassegnatevi ugualmente: di voi non interessa a nessuno. Ci sono i sinistri che sono pronti a obbligarvi alla società aperta e multiculturale, perché loro hanno deciso che la civiltà è quella e soltanto quella, non si discute e voi poveri retrogradi razzisti non avete alcun diritto di contestarli.

Lasciate perdere, andate a votare per farli contenti ma sappiatelo bene: lo ius soli esiste, de facto, da almeno 20 anni. 6 milioni di cittadini naturalizzati dall’inizio degli anni Novanta ad oggi sono numeri non così lontani dagli 11 che gli Stati Uniti “iusolizzati” introducono nella loro società dagli anni Sessanta agli Ottanta.

Numeri pazzeschi che tutt’oggi rendono l’Italia un Paese che importa stranieri in barba a qualsiasi regola o minimo valore umano, qualsiasi diritto dei propri cittadini, anche se sono in povertà, in miseria o alla fame. Anche senza ius soli.

State cheti e aspettate la mazzata definitiva. E non v’illudiate, non potrete fare nulla per impedirlo. È la stessa democrazia che lo impone.

(di Stelio Fergola)