Le imprese della Xª MAS nascoste dall’oscurantismo antifascista

La furia oscurantista dell’antifascismo schizofrenico-paranoide si scatena contro la X Flottiglia MAS.
A La Spezia, presso il museo navale, vietata la vendita dei gadget a lei dedicati.

Si svilisce la figura di Teseo Tesei, inventore del siluro a lenta corsa e protagonista assoluto dell’attacco alla Baia di Suda che portò all’affondamento dell’incursore York. Si sputa sull’eroismo dell’impresa di Alessandria, avvenuta nella notte tra il 18 e 19 dicembre del 1941 ad opera di Luigi Durand de la Penne, Emilio Bianchi, Antonio Marceglia, Spartaco Shergat, Vincenzo Martellotta e Mario Marino  (ossia l’equipaggio del celeberrimo Scirè).

Sotto il comando eccezionale del Principe Junio Valerio Borghese affondarono, con i famosi “maialini”, la HMS Queen Elizabeth (33.550 t) e la HMS Valiant (27.500 t) danneggiando inoltre  la nave cisterna Sagona (7.750 t) e il cacciatorpediniere HMS Jervis (1.690 t).

Si dà volutamente un’immagine distorta della storia, sottacendo il fatto che le operazioni anti-partigiane compiute tra il 1943 e il 1945, durante la guerra civile, furono causate dal vigliacco omicidio di Umberto Bardelli (comandante del Battaglione Barbarigo) avvenuto ad Ozegna l’8 luglio 1944, e dalle infami esecuzioni sommarie di dieci Maró completamente disarmati in seguito all’assalto di un vagone ferroviario diretto a Parma, nel marzo dello stesso anno.

Gli alti comandi, come sta a dimostrare il Manifesto di Pacificazione, erano fervidamente contrari alle operazioni gappiste. Dopo il delirio iconoclastico di Emanuele Fiano, un’ulteriore occasione che i piccoli uomini colgono per mostrare al mondo la loro stupidità.