Cara Linkiesta, lei è incompatibile con la Patria, cosa si aspetta?

Bruciano le vittorie di Azione Studentesca, bruciano i successi a Firenze, roccaforte dell’antipatria da almeno 60 anni, della maggioranza di giovani finalmente identitaria che sfugge a un sistema di potere ormai consolidato.

La risposta a lor signori del giornale antifascista è semplice. È ovvio che non stiate “facendo abbastanza”. Non ne sarete mai in grado, datevi pace. Non avete mai avuto nulla a che fare con i concetti di difesa, di Patria, di identità, di tutela delle differenze planetarie.

Uno degli “amici” sedicenti democratici sempre aperti verso le opinioni altrui (ovviamente mi tolse dalla sua lista Facebook), qualche anno fa diceva che “nessun Paese festeggia la vittoria della prima guerra mondiale” e che “i momenti fondativi della Patria sono la Resistenza e la Repubblica“, cosa di cui siete peraltro convinti pure voi.

Sarebbe la cosa meno grave, se non rappresentaste una cultura che getta sterco sul 4 novembre che col Fascismo non c’entra nulla (ma forse vi rode ne sia stato un’origine culturale, altro discorso), se non ignoraste deliberatamente il 17 marzo (qualche parolina a caso non fa festa nazionale né primavera: per il resto, vale la parentesi di cui sopra).

Cioè, chissenefrega del Fascismo, il problema è che il Fascismo faceva proprie alcune istanze che sono la normalità in una comunità che voglia vivere e non solo sopravvivere, come del resto lo faceva l’Italia liberale, voi le rigettate tutte pur di non avere niente a che fare col Fascismo. È un corto circuito da cui non potrete uscire mai.

Siete incompatibili con i naturali istinti dei ragazzi appena nati, prima che la vostra propagandaccia ossessiva li conduca verso il pensiero dominante. Gli stessi che, per fare un esempio spicciolo ma molto utile, da piccini portano a tifare la nazionale italiana di calcio, e da adolescenti/universitari a smettere di curarsene perché “il nazionalismo ha prodotto tanti danni nella storia” (giuro, mi è stata detta sul serio una cosa del genere).

Qualcuno ha iniziato a prenderli dalla culla che finora è stato vostro monopolio, e voi raccogliete i cocci.

Rassegnatevi, non potete fare nulla.

(di Stelio Fergola)