Assad, dall’Arab Forum un discorso che rimarrà scolpito nella storia

DAMASCO – Il Presidente Bashar Al-Assad ha sottolineato che «Colpire l’appartenenza nazionale indebolisce la nostra prima linea di difesa, in quanto società, contro i tentativi di invasione culturale ed intellettuale che cercano di trasformarci in macchine inermi che agiscano secondo piani preparati all’estero».

Il Presidente Al-Assad ha espresso queste affermazioni durante un incontro con i partecipanti al Forum arabo martedì 14 Novembre 2017, svoltosi per affrontare il tema dell’alleanza reazionaria sionista-statunitense e sostenere la resistenza dei palestinesi che si è tenuto a Damasco con la partecipazione di alcune forze nazionali arabe ed altri personaggi affini. «L’arabismo è un concetto culturale che coinvolge tutti i gruppi etnici, le religioni e le comunità. È un’importante qualifica, a costruire la quale hanno contribuito tutti quelli che una volta insistevano nella regione, senza eccezioni», ha detto il Presidente Al-Assad, aggiungendo che «la lingua araba e il nazionalismo arabo uniscono tutti questi gruppi etnici, comunità e religioni e allo stesso tempo preservano le intime caratteristiche di ciascuno di essi».

Il Presidente ha continuato dicendo che risolvere i problemi cui deve far fronte la Nazione araba e ripristinare il primato dell’interesse nazionale richiede un duro lavoro, come per esempio quello di rendere noti alcuni passaggi attraverso i quali la nazione è stata presa di mira, compreso il tentativo di colpire il rapporto tra l’arabismo e l’Islam e quello di mettere Il nazionalismo arabo in una situazione di scontro con le altre nazionalità. Ha affermato la necessità di chiarire che non c’è contraddizione tra appartenenza all’arabismo ed appartenenza all’Islam, in quanto, anzi, i due elementi si rafforzano a vicenda, ed ha posto l’accento sull’importanza di rifiutare la contrapposizione tra l’orientamento etnico e quello nazionale, in particolare alla luce degli incessanti tentativi di dividere i paesi della regione su base etnica.

Ciò può essere fatto, ha detto il Presidente, sottolineando quanto l’arabismo comprenda tutti i gruppi etnici, le religioni e le comunità, asserendo che quindi l’eredità e la cultura araba rappresentano l’insieme del patrimonio e delle culture di tutti i popoli che hanno vissuto in questa regione dall’antichità ad oggi. Il Presidente Al-Assad ha sottolineato che l’azione nazionale è stata influenzata anche da un altro fattore, vale a dire le politiche di alcuni governi arabi che hanno agito contro gli interessi dei propri popoli servendo regimi stranieri ed agevolando l’aggressione di altri paesi arabi, creando così una reazione negativa da parte di molte persone nei confronti del nazionalismo e dell’arabismo. «Qui dobbiamo distinguere tra appartenenza all’identità e appartenenza ad un determinato sistema politico di cui rifiutiamo le logiche», ha detto il Presidente.

«In un’epoca dominata dalla globalizzazione l’arabismo ed il pensiero nazionale sono stati continuamente accusati dai loro nemici di essere arretrati ed antiquati, al fine di trasformarci in strumenti atti a servire gli interessi di istituzioni finanziarie potentissime guidate dagli Stati Uniti», ha affermato il Presidente Al -Assad, sottolineando la necessità di rimanere saldi nella propria identità e di sostenere lo sviluppo di idee e soluzioni per far fronte a questa sfida. Il Presidente Al-Assad ha chiarito che l’obiettivo principale della guerra a cui la Siria è stata esposta per sette anni era ed è quello di riportare indietro di secoli il Paese e l’intera area. Obbiettivo perseguito cercando di colpire il sentimento nazionale e l’appartenenza culturale al Paese ed alla regione tutta, mettendo gli arabi davanti a due opzioni: rinunciare alla propria identità e sottomettersi alle potenze straniere oppure adottare il pensiero estremista e trasformare le società arabe in entità conflittuali.

Il Presidente ha affermato che la guerra in corso, nonostante la distruzione a la rovina che ha causato alla Siria, non ha potuto indebolire la fede del popolo siriano in merito al fatto che la vittoria sul terrorismo e sui suoi strumenti interni ed esterni sarebbe arrivata, e che sarebbe stata conquistata attraverso i sacrifici dell’eroico esercito regolare siriano e grazie al supporto popolare di cui questo ha goduto. La guerra non avrebbe neanche mai potuto spezzare la volontà dei siriani di rimanere saldi nella propria identità, nella propria appartenenza nazionale.

Il Presidente al-Assad ha iniziato il suo intervento accogliendo i partecipanti al Forum, intervenuti per discutere delle importanti tematiche relative alle questioni panarabe, in quanto per i convenuti il panarabismo costituisce la propria stessa identità ed affiliazione oltre che rappresentare il passato ed il presente dei popoli e la base della loro esistenza. Ha fatto notare come i partecipanti al Forum fossero presenti in Siria durante la guerra che le è stata imposta, e che esiste una visione generale secondo la quale nonostante la tempesta che ha colpito in una certa misura diversi stati arabi tra cui Siria, Libia, Yemen e Iraq e la distruzione che ne è conseguita abbiano cercato di portare indietro di secoli la regione, l’obiettivo principale di tale attacco non era la distruzione, in quanto ciò che è stato distrutto può essere ricostruito.

Piuttosto, ha continuato, il vero obiettivo è stato quello di minare il senso di affiliazione reciproca del popolo arabo ed il sentimento di appartenenza al proprio ambiente, alla propria geografia, alla propria storia, ai propri principi ed al panarabismo. Sua Eccellenza ha affermato che indebolire l’affiliazione panaraba significa minare la prima linea di difesa disponibile contro qualsiasi tentativo di invasione culturale o intellettuale che cerchi di trasformare le persone in semplici macchine senza volontà che si muovano secondo piani confezionati all’estero.

«Ma allo stesso tempo, nel momento in cui questa “primavera araba”, così come veniva chiamata dai nemici, era tesa ad indebolire l’affiliazione, senza la debolezza del senso di appartenenza panaraba e la debolezza del sentimento panarabo tale “primavera” non avrebbe mai potuto essere in grado di prendere piede nella nostra regione araba, perché purtroppo nel corso del tempo alcuni segmenti delle nostre società, proprio dopo aver perso questo senso di affiliazione, hanno dimostrato di volersi muovere in altre direzioni», ha detto il Presidente al-Assad, aggiungendo che questi segmenti si sono diramati in due direzioni quando gli eventi sono iniziati.

Si sono gettati nelle mani degli stranieri, indipendentemente dal Paese straniero in questione, oppure hanno abbracciato l’estremismo islamista come sostituto dell’identità araba, nonostante questo rappresenti un’identità anormale e deviante che non ha nulla a che fare con l’Islam o qualsiasi altra religione. «In sintesi, i nemici sono riusciti negli ultimi decenni a far sì che la situazione raggiungesse il suo stato attuale e riuscisse ad indebolire parzialmente la società, dividendola in gruppi, alcuni dei quali distanti dagli altri ed alcuni discordanti, o in controversie e contrapposti tra loro».

«D’altro canto, questi incontri e le iniziative del mondo panarabo sono persistiti per tutti questi decenni, decine e forse centinaia di eventi sono stati tenuti, ma il risultato oggi è che la situazione per la condizione panaraba sull’arena araba è molto più debole di quanto non fosse decenni fa. Quindi, ci incontriamo di nuovo per aggiungere un’altra riunione a una serie di riunioni? Ci incontriamo per ricordare i bei giorni o lamentare la sfortuna o per glorificare qualcosa che non sta vivendo i suoi giorni migliori, cioè la condizione panaraba? Ci incontriamo solo per rilasciare dichiarazioni politiche, per quanto importanti? È necessario parlare di politica costantemente, e rilasciare dichiarazioni riguardo a ciò che sta accadendo, ma le dichiarazioni politiche da sole non possono ripristinare il lustro di questa entità, della quale stiamo discutendo».

«Stiamo affrontando un problema reale, che presenta molteplici aspetti, approcciare uno solo di questi aspetti e trascurare gli altri significa che non raggiungeremo alcun risultato e che questi incontri rimarranno piattaforme verbali che non avranno alcun esito», ha detto il Presidente al-Assad. Sua Eccellenza ha aggiunto che si dovrebbe iniziare con l’identificazione del problema, poi discutere della sua soluzione o della sua cura e sui possibili metodi per raggiungere questa cura, e che ciò richiede principalmente una profonda concentrazione sulle debolezze e sui metodi usati dai nemici del panarabismo, in quanto queste potranno aiutare a trovare un modo per affrontare tutti gli elementi che compongono il quadro. Perché ciò che sta accadendo, ha proseguito, non è qualcosa di improvviso, è il risultato di un processo a lungo termine sviluppato nel corso dei decenni, e i suoi effetti oggi sulle società sono profondi e su vasta scala.

Il Presidente ha inoltre sottolineato che questo problema non è superficiale o transitorio, poiché l’Occidente è stato abilissimo nel suo lavoro, soprattutto nel creare delle trappole, ma ha anche aggiunto gli arabi sono stati altrettanto bravi a cadere in queste trappole, ed ha osservato che l’Occidente ha perseguito i suoi obbiettivi concretamente ed è stato estremamente attivo nel conseguirli, mentre gli arabi hanno sempre basato le loro visioni sui sentimenti, dimostrando di essere troppo emotivi. «Pertanto, mentre sto moderando una conferenza panaraba, devo discutere alcuni punti che considero prioritari, e forse la vostra presenza può determinare una visione più completa e approfondita attraverso le nostre discussioni. Quindi, discuterò alcuni temi prima di parlare di qualsiasi altra cosa relativa alla crisi o alla politica», ha detto il Presidente al-Assad.

Ha sottolineato che il primo grande problema da affrontare per il panarabismo è la volontà di mettere in discussione la relazione tra Islam ed arabismo, in quanto alcuni hanno accusato l’arabismo di essere laico o addirittura ateo, legando insieme questi tre concetti e dicendo ai semplici cittadini che avrebbero dovuto scegliere tra la fede e l’ateismo. Avendo questi naturalmente scelto la fede, si sarebbero opposti a qualsiasi affiliazione diversa dalla fede e dall’Islam. Così l’arabismo diventa l’affiliazione dalla quale si sono allontanati a causa di questo modo di pensare e di questo errata esposizione della relazione tra arabismo ed Islam. Sua Eccellenza ha continuato notando che la prima avanguardia di questo metodo sono stati i cosiddetti Fratelli Musulmani, i quali furono piantati in Egitto dagli inglesi durante la prima metà del XX secolo e successivamente trasferiti in altre zone, e che nel corso del tempo si sono messi alla testa di qualsiasi cosa si sia opposta agli interessi del popolo arabo e dell’affiliazione panaraba.

Il Presidente al-Assad ha detto che esiste una connessione organica tra arabismo ed Islam, e che certamente non c’è alcuna contraddizione tra di essi, sottolineando che è sbagliato credere che si debba essere o arabi o musulmani. «Quindi, indebolire questa relazione attraverso l’estremismo islamico mina l’arabismo. Essi hanno deviato l’Islam e lo hanno spinto verso l’estremismo. L’Islam si è separato dall’arabismo, ed entrambi si sono indeboliti. Qualcuno potrebbe chiedere perché sto parlando di arabismo e di Islam e non di arabismo e Cristianesimo.

Direi che, naturalmente, il tipo di relazione è la stessa; il rapporto tra nazionalismo e religione, ma il colonialismo ed i nemici del panarabismo non l’hanno spuntata in quella direzione, si sono invece concentrati sull’arabismo e sull’Islam», ha spiegato. Il Presidente al-Assad è poi passato al secondo punto, dicendo che il panarabismo è stato messo contro altre “nazionalità” e che, seppure discutere quali siano queste nazionalità richiederebbe argomentazioni separate, è certo che alcune di queste sono state stanziate in regioni diverse nel corso della storia, ma nonostante ciò non hanno mai combattuto tra loro, quindi, si è domandato, perché questo conflitto sta ora emergendo? Sta accadendo, ha risposto, perché quando gli stati arabi hanno conquistato la loro indipendenza il colonialismo ha seminato i germi della sedizione tra quelle nazionalità, e questi semi sono stati nutriti dai nemici del panarabismo, oltre che da alcuni sostenitori del panarabismo attraverso le loro posizioni superficiali e la loro ignorante condotta.

Sua Eccellenza ha detto che questo seme è cresciuto e si è radicato ed averci a che fare ora richiede degli sforzi doppi, aggiungendo che questi nemici del panarabismo hanno raggiunto tale obiettivo conferendo al panarabismo una natura etnica, dicendo che sia esclusivamente a retaggio dell’etnia araba, e che chi decida di non farne parte deve trovare altrove un’identità, creando così una frattura tra i gruppi che sono coesistiti nel corso della storia ed alimentando un sentimento nascosto che stiamo vivendo insieme a causa dei confini e delle condizioni politiche, facendo sì che ognuno vada per la propria strada.

«Si sono concentrati sulla questione etnica e hanno portato via dal panarabismo gli aspetti civili più importanti che sono legati all’aspetto culturale, alla lingua, alla geografia, alla storia e ad altre cose», ha aggiunto. Il Presidente al-Assad ha detto che un altro fattore legato alle condizioni politiche nel mondo arabo ha influenzato il processo panarabo, e questo fattore è rappresentato dal risultato del cattivo lavoro politico di alcuni stati arabi che esistevano prima della guerra che sono risultati più attivi dopo l’inizio degli eventi, in particolare quando gli stati arabi e la Lega araba hanno fornito appoggio all’intervento che ha portato alla distruzione della Libia, e che provarono a fare lo stesso con la Siria. Ma le condizioni politiche erano cambiate, ha proseguito, quindi questi tentativi non ebbero esattamente successo.

«Tuttavia, questo ha spinto molti cittadini in diversi luoghi e qui in Siria in particolare a considerare che se panarabismo ed arabismo fossero stati questi, allora non li avrebbero voluti. Se questi sono gli arabi, allora non vogliamo essere arabi, vogliamo essere qualcos’altro. Bene, qual è l’alternativa? Non c’è alternativa. Queste persone stanno reagendo alla cospirazione di alcuni stati arabi su altri stati arabi, e non hanno fatto distinzione tra affiliazione a un’identità specifica e affiliazione a un sistema politico» ha detto, aggiungendo che ci sono state delle reazioni nei confronti di alcune cause arabe, come quella palestinese, per via del tradimento da parte di alcuni palestinesi verso gli stati ed i popoli arabi che li avevano ospitati e difesi, portando molti ad affermare che l’intera causa palestinese avrebbe potuto andarsene all’Inferno, indicando come ciò attesti l’immaturità del senso di affiliazione tra queste persone.

Sua Eccellenza ha poi affrontato un altro punto importante, il fatto cioè che il panarabismo fosse stato accusato di essere sinonimo di arretratezza, un’ipotesi avanzata nel XIX secolo ed all’inizio del XX, in particolare con l’avvento dell’era della globalizzazione, dei canali satellitari e di Internet e che, secondo questa ipotesi, staremmo vivendo in un unico mondo con principi, interessi ed economia unici, quindi qualsiasi forma di nazionalismo sarebbe un’idea retrograda.

«Certo, questa è l’idea posta dalla globalizzazione che alla fine mira a farci appartenere tutti alle istituzioni finanziarie che guidano il mondo e che sono praticamente concentrate negli Stati Uniti, attraverso le quali gli USA guidano la politica, l’economia e tutto il resto», ha detto il Presidente al-Assad, aggiungendo come questi abbiano cercato di sostenere che l’arabismo sia solo una moda passeggera, similmente a ciò che accadde con la caduta dell’Unione Sovietica, quando si volle ritrarre socialismo e comunismo come dei concetti arretrati.

«Ora, dopo circa due decenni e mezzo, le cose hanno iniziato a cambiare e i complessi di inferiorità si sono dissolti. Noi in Siria non abbiamo mai sofferto di questo complesso di inferiorità, in nessun momento, noi non abbiamo paura di dire che anche se questa lingua è la lingua del XX o del XIX secolo, anche se fosse la lingua del I o X secolo, noi la parleremo oggi, domani e dopodomani, e non avremo mai alcun complesso di inferiorità. Al contrario, gli eventi hanno dimostrato che la mancanza di questa identità ha rappresentato uno dei maggiori problemi, e che oggi è necessario aderirvi», ha affermato. Sua Eccellenza ha poi iniziato a discutere del processo panarabo e dei movimenti politici, delle figure e dei partiti che per decenni hanno lavorato in circostanze durissime, così come allo stesso tempo la Siria ha sostenuto il panarabismo per molti decenni. C’è stata una crescita di animosità nei confronti della questione panaraba in altri stati, perché questo lavoro spesso ha generato posizioni politiche su varie cause arabe non condivise da alcuni.

Il Presidente al-Assad ha detto che ci sono molte persone nella società che appartengono al panarabismo che non vi sono concordi politicamente, o hanno altre visioni politiche, o non amano essere coinvolti nel lavoro dei partiti politici, e che per loro l’affiliazione araba è un’affiliazione di carattere sociale e civile, ed ha aggiunto «Ciò pone la domanda: quali sono gli aspetti non politici del processo panarabo? Questo è un aspetto molto importante». Sua Eccellenza ha detto che l’arabismo è una condizione civile, e la cosa più importante in una condizione civile è la cultura che essa trasporta, e la cultura è espressa dal linguaggio. Senza la lingua, ha detto, la cultura si trasforma in un grande generatore che produce molta elettricità, generatore che però non avrà i fili per condurre questa elettricità verso le città, le fabbriche o qualsiasi altro luogo.

«Qui in Siria non abbiamo grossi problemi che ci affliggono. Dopo tutto, l’istruzione in Siria, compresa la fase universitaria così come tutte le altre fasi, è in lingua araba. Sosteniamo le lingue straniere, ma la lingua araba rimane la nostra base perché comprendiamo il significato della lingua», ha aggiunto il Presidente, sottolineando che l’alienazione dell’identità e la dissoluzione delle culture iniziano con la cancellazione della lingua e si diffondono poi su altri aspetti. Il Presidente al-Assad ha detto che la Siria ha sofferto la guerra per sette anni, e la guerra indebolisce qualsiasi Paese, non importa quanto sia forte o grande, e che questa guerra abbia esaurito la Siria, senza però causarne il crollo. Ancora più importante, ha continuato, non ha influito sulla fiducia dei siriani in merito all’inevitabilità della vittoria sul terrorismo.

«L’essenza di quella guerra è rappresentata da due fattori: in primo luogo, le persone che hanno perso la loro affiliazione, principalmente l’affiliazione panaraba e l’affiliazione nazionale, hanno perso la loro identità, l’etica e con queste hanno perso la Patria. Questa è la base su cui si appoggia la fazione straniera.

Possiamo parlare di cospirazioni per giorni e giorni, ma queste cospirazioni non avrebbero mai trovato spazio in Siria senza l’esistenza di questi gruppi». «D’altra parte, l’altro fattore è rappresentato dall’esercito arabo siriano, che ha combattuto ed ha fatto grandi sacrifici per mantenere al sicuro la Patria», ha detto Sua Eccellenza, aggiungendo che l’esercito arabo siriano, prima di essere un esercito nazionale, è un esercito basato su un chiaro credo condiviso e fortemento rivendicato da tutti i suoi membri, che ha funto da collante tra il popolo e l’esercito stesso.

Questo credo, ha proseguito il Presidente, si è rafforzato nei decenni, sottolineando che nessun esercito avrebbe potuto resistere ad una tale guerra, non importa quanto supporto esterno avesse, senza il sostegno popolare. «Questo aspetto, che è la forza dell’esercito alimentata attraverso il suo credo, è stato compreso dai nostri nemici. Tutto il lavoro politico, le conferenze, i dibattiti sui governi di transizione e sul federalismo, tutti i concetti che sono stati espressi possono essere riassunti in una singola elemento, il tentativo di colpire il forte valore simbolico assunto dall’esercito» ha detto, aggiungendo che il medesimo tentativo si è rivolto anche ad altri obiettivi, come le istituzioni e la società, perché tutta la guerra, ha aggiunto, ha lavorato per far abbandonare la nozione di panarabismo, a partire dalla costituzione, per arrivare a far denominare la Siria “lo stato siriano” e fare del suo esercito l’esercito ”siriano”.

«Qual è l’etichetta che gli hanno affibbiato? Un esercito professionale, il che significa che l’esercito che ha effettuato tutte quelle battaglie sarebbe un esercito di uniformi, un gruppo di dilettanti a cui piace il gioco della guerra e che è andato a combattere solo per il gusto di farlo, non importa contro chi, proprio come fosse un hobby! Questa è l’idea che stanno cercando di commercializzare. Per loro, gli eserciti professionali sono gli eserciti che rimangono all’interno del Paese ed attendono un segnale dall’esterno per muoversi ed effettuare dei colpi di stato contro i governi nazionali. Secondo loro, l’esercito professionale è quello che copre i governi per procura quando rinunciano alla sovranità e lavorano contro il proprio popolo», ha detto il presidente al-Assad.

«Oggi, dichiaro dopo 7 anni di sacrifici, che noi non penseremmo neanche per un secondo a fare concessioni sul credo e sull’appartenenza panaraba della Siria solo per placare gli avanzi dei Fratelli Musulmani del XXI secolo, o di Daesh o di al-Nusra o di qualsiasi altro gruppo fuorilegge o di altri gruppi che nella nostra regione lavorano nell’interesse degli americani e dell’Occidente», ha detto Sua Eccellenza. Il Presidente ha affermato che se si vuole rafforzare il processo panarabo e vederne i risultati, è necessario riunirsi e discutere varie questioni attraverso un dialogo costante, osservando che in passato i sostenitori del panarabismo non sono stati grandi sostenitori del dialogo; aggiungendo :

«Credo che il punto di partenza inizi con il dialogo con i gruppi che si sono smarriti, con gli altri che si sono messi o che sono stati messi dalle condizioni in una posizione che contraddice la loro naturale appartenenza, in una posizione che contraddice i loro interessi e l’interesse della loro Patria, nella maggior parte dei casi a loro insaputa. Cercare di recuperarli è il corretto inizio del lavoro da svolgere per rafforzare il processo panarabo».

Il Presidente al-Assad ha detto che queste persone sono come cellule cancerogene che erano in origine cellule normali che sono state però modificate dalle circostanze e sono divenute nemiche delle cellule sane all’interno del corpo, e fungono da carburante per una mistura velenosa composta dall’Occidente, ma noi, ha continuato, dobbiamo contrastare questo veleno attraverso il dialogo. «Innanzitutto, dobbiamo rivolgerci al gruppo che è convinto della contraddizione tra Islam ed arabismo, dobbiamo dire loro che non c’è contraddizione tra questi due concetti, confluiscono l’uno nell’altro, rafforzandosi a vicenda», ha detto, sottolineando che essi non possono separare l’arabismo del profeta Maometto dalla sua religione, né possono separare il contesto religioso del Corano dalla lingua araba, come potrebbero quindi separare l’arabismo dall’Islam?

«È ora necessario confutare la questione etnica. Ci sono persone che parlano di federalismo, nazionalismo e federalismo su base nazionale. Dobbiamo affermare che il concetto di arabismo è un concetto civile inclusivo, che comprende tutti, il che significa che l’arabismo trascende l’appartenenza etnica, l’elemento culturale include tutti, include tutte le etnie, le religioni e le sette», ha detto il Presidente, affermando che l’arabismo è una condizione civile alla quale tutti i membri della regione hanno contribuito, facendone la somma del patrimonio e delle culture di tutti i popoli che hanno vissuto nella zona dall’antichità ad oggi.

«La cosa più importante è la lingua che ci riunisce tutti. Parliamo tutti arabo in questa regione, non altre lingue, anche se altre lingue ci sono. Perciò la lingua araba e il panarabismo sono ciò che unisce tutte le religioni, le sette e le etnie, e allo stesso tempo conservano le caratteristiche di ciascuno» ha aggiunto, osservando che dopo il fallimento del terrorismo nella regione i nemici hanno iniziato a concentrarsi sul dato etnico e nazionale. Per quanto riguarda coloro che hanno rinunciato all’arabismo come reazione alle politiche di alcuni stati arabi, il Presidente al-Assad ha sottolineato che la cospirazione di questi stati contro le cause arabe e il popolo arabo non significano che questi stati appartengano all’arabismo, e che l’affiliazione ad un’identità non significa affiliazione ad un sistema politico.

«Se cospirano contro di noi, questo non significa che dovremmo scappare dalla vera affiliazione e consegnarci a coloro che non hanno nulla a che fare con l’arabismo, con la religione o con le società di questa regione», ha detto, sottolineando che la mancanza di affiliazione non serve a nessuno, perché i problemi attuali, come la divisione settaria ed etnica, sono principalmente causati dalla mancanza del sentimento panarabo, perché, ha aggiunto, le persone cercano istintivamente l’affiliazione, e quando l’affiliazione adeguata non è disponibile allora se ne cercherà un’altra, meno nobile, che porterà alla divisione delle menti, alla divisione geografica e alla distruzione della Patria. «Per quanto riguarda il collegamento tra l’arabismo e l’arretratezza, noi dovremo essere i leader che proporranno le idee necessarie per sviluppare un programma adatto a questa epoca, adatto agli interessi dei popoli» ha concluso il Presidente.

(da Sarah Abed – Traduzione di Giovanni Rita)