Il fallimento dei governi europei nella gestione dell’immigrazione

La crisi migratoria iniziata nel 2015 sta sbriciolando l’Europa in pezzi. Mentre alcune nazioni stanno cercando di fermare il flusso di rifugiati, altre accettano centinaia di migliaia di migranti. 890 mila persone sono arrivate in Germania, e altri 160 mila migranti in Svezia solo nel 2015. Il Belgio ha aperto le sue porte a 45 mila migranti.

Fra tutti i differenti aspetti quello dell’integrazione è il più sensibile. Assorbire un così alto numero di persone ha creato seri problemi al mercato del lavoro. Solo una bassissima percentuale degli immigrati arrivati è infatti riuscito a trovarsi un lavoro, per lo più ruoli che prevedono una vasta istruzione e la padronanza di diverse lingue, fra qui quella del paese ospitante. La maggior parte dei migranti si è infine stabilita nelle periferie delle più grandi città.

In certi quartieri sono addirittura diventati la maggioranza: più dell’80% della popolazione è diventata africana o mediorientale in certe aree. Questi creano delle proprie comunità piuttosto che integrarsi, nonostante gli sforzi dei governi ospitanti di trovargli un luogo dove vivere, come rimuovere le croci dalle chiese cristiane. Una petizione in Svezia per cambiare il simbolo della bandiera da una croce ad una mezzaluna è da poco nata in internet . Nonostante questa petizione sia palesemente un troll, chi può dire quanto sia falsa in verità?

Questi fattori portano ad un aumento della criminalità, del caos nelle città, degli stupri e degli omicidi. Il numero di crimini in Svezia si è sensibilmente ridotto dal picco del 2011, ma il numero degli omicidi è salito sensibilmente, con 112 casi di violenza letale nel 2015 – più alto di quella registrato negli anni più recenti – e 33 sono ad oggi i morti in uno scontro a fuoco rispetto ai soli 17 del 2011.

Nello stesso tempo, in un report pubblicato a febbraio lo scorso anno, la polizia “ha identificato 53 aree residenziali in tutta la nazione che sono diventate luoghi insicuri per i cittadini svedesi. Secondo le fonti ufficiali del governo tedesco, gli immigrati illegali, richiedenti asilo e rifugiati sono sospettati di aver commesso 174.438 crimini nel solo 2017, più del 50% in più rispetto l’anno precedente. Esiste anche un caso particolare nel solo Belgio, dove uno stupratore marocchino – solito a derubare e drogare le proprie vittime – avrebbe assalito almeno 230 vittime nel solo 2015.

Il fallimento dei governi Europei nell’assorbire gli immigrati sta portando ad una grande agitazione. Almeno 10 sono stati gli attacchi confermati operati da migranti in Germania ogni giorno nel 2016. “Sweden Democrats”, un nascente partito anti-immigrati svedese, sta vedendo aumentare i suoi consensi, portandosi al secondo posto associando gli stranieri al crimine, in particolare quelli di origine musulmana. I sentimenti anti-immigrati sono ormai una realtà, tanto da dimostrare che la visione di un Europa unificata ed intollerante, una visione che tanti leader Europei continuano a proporre, è in ultima istanza una farsa.

(da South Front – Traduzione di Marco Franzoni)