Italia in attivo da 22 anni, ma il debito continua a salire

Il debito pubblico italiano continua a salire. Secondo la Banca d’Italia è di 2.283,7 miliardi, in aumento di 4,4 miliardi rispetto al mese precedente quando aveva registrato un ribasso di 21,3 miliardi.

Costi altissimi nelle amministrazioni pubbliche (16,5 miliardi), si dice. Qualche compensazione per un tesoretto del ministero del Tesoro di 11,3 miliardi, ma nulla più. Forse, diremmo noi, sono le magie dell’Unione Europea.

Come questo non corrisponda alla reale condotta di un Paese a cui la sinistra continua ad attribuire non si sa bene quali “colpe”, è infatti desumibile dai dati sull’avanzo primario, ovvero la differenza tra le entrate fiscali e le spese complessive dello Stato. Secondo i dati della Commissione Europea, i conti pubblici italiani sono tra i più alti del mondo per attivo e i più stabili negli ultimi 23 anni tra gli Stati Membri dell’Unione Europea.

In altre parole, continua a persistere il dominio delle solite zavorre: interessi, interessi e ancora interessi. Ma ci raccomandiamo: nessuno tocchi l’Unione Europea e la perdita di sovranità monetaria. Il ministro dell’Economia Piercarlo Padoan, intanto, assicura che “lo ridurremo in maniera aggressiva”.

Dopo oltre vent’anni di cinghia tirata e di conti in attivo, ciò sintetizza la truffa che ha distrutto l’economia di un Paese. Che prosegue anno dopo anno: ma anche mese dopo mese e giorno dopo giorno.

(La Redazione)