Le shieldmaiden vichinghe: mito e realtà della donna guerriera

La necropoli della località svedese di Birka è forse una delle più famose e importanti di epoca vichinga. Nel sito sono infatti state rinvenute circa 3.000 tombe, alcune delle quali particolarmente significative per lo studio degli antichi popoli scandinavi. Una delle sepolture più studiate è forse la Bj 581 e doveva molto probabilmente appartenere a un guerriero famoso e rispettato. Nella tomba sono state infatti ritrovate numerose armi – una spada, un’ascia, una lancia e un arco dotato di frecce – due scudi e un gioco da tavolo. Gli archeologi hanno anche riportato alla luce i resti di due cavalli, abbattuti e sepolti assieme al guerriero defunto. Per decenni gli studiosi di storia vichinga si sono interrogati sull’identità della persona seppellita, ipotizzando che si trattasse di un qualche famoso condottiero. Nel 2017 un team di archeologi dell’Università di Uppsala ha infine deciso di sottoporre i resti della tomba Bj 581 a un test del DNA. Quello che hanno scoperto è stato a dir poco incredibile; l’importante guerriero seppellito a Birka sarebbe infatti una donna!

La sensazionale scoperta ha rinvigorito il decennale dibattito sulla storicità delle donne guerriere nella società norrena. Sebbene siano infatti numerose le saghe che descrivono la presenza di persone di sesso femminile all’interno delle armate vichinghe, non si era mai trovata prima d’ora una prova concreta e reale di ciò. Numerosi studiosi erano dunque arrivati a ipotizzare che le leggende sulle donne combattenti fossero – appunto – solamente leggende. Oltre al caso di Birka, infatti, non sarebbero state trovate altre sepolture femminili con la presenza di armi e quasi nessuno scheletro di donna studiato sembra presentare tracce di ferite da battaglia. Bisogna però aggiungere che se il test del DNA sulla tomba Bj 581 è stato fatto solamente quest’anno è perchè prima si dava per scontato che fosse un uomo. Potrebbero quindi esistere altre tombe di guerrieri considerati maschi, ma in verità femmine?

Senza addentrarci troppo nel dibattito sulla storicità – tutt’ora caldo e privo di soluzione – cerchiamo invece di conoscere meglio l’aspetto semi-leggendario delle famose donne guerriere scandinave. Nelle saghe nordiche esse sono comunemente chiamate skjaldmær, un termine norreno che viene spesso tradotto con la parola inglese shieldmaiden. Queste “vergini scudo” erano giovanni donne che avevano scelto di vivere e combattere come uomini, accompagnando i guerrieri nelle loro guerre e nei loro saccheggi. La shieldmaiden si ricollega a una tradizione tipicamente germanica; ben prima dell’età vichinga infatti, simili donne sono descritte combattere anche fra i goti e gli alamanni. Non è infine difficile trovare paragoni e similitudini fra queste guerriere di sesso femminile e le leggendarie Valchirie.

Lo storico Sassone Grammatico – autore delle importanti Gesta Danorum – riporta nei suoi scritti il resoconto della semi-leggendaria battaglia di Bråvalla, combattuta fra le forze svedesi di Sigurdr Hringr e quelle danesi del re Harald Wartooth. Per l’occasione, il monarca danese avrebbe schierato nel suo esercito anche ben 300 donne combattenti. Sassone riporta il nome di tre di queste shieldmaiden: la loro comandante Veborg, la principessa Hed – figlia di Harald – e la slava Wisna. Nonostante la ferocia e il coraggio dimostrato in battaglia dalle guerriere, i danesi vengono sconfitti e Harald Warthooth ucciso. Con lui muoiono anche Veborg, Hed e Wisna. Altre shieldmaiden vichinghe sono inoltre citate in diversi racconti irlandesi; la più famosa è forse Inghen Ruaidh – la ragazza rossa – che condusse una flotta norvegese in Irlanda e compì numerosi saccheggi.

Giovanni Scylitzes, storico bizantino dell’XI secolo, ricorda come numerose donne avessero combattuto fra le truppe del re di Kiev Sviatoslav. Questi – sovrano Rus di origini svedesi – aveva tentato uno sfortunato attacco all’Impero Bizantino che si era risolto in un massacro degli assalitori. Finita la battaglia, i bizantini avevano spogliato e saccheggiato i cadaveri dei Rus, scoprendo con profonda sorpresa che molti di essi erano donne vestite alla maniera maschile. La Greenland Saga – che racconta le imprese di Erik il Rosso e di suo figlio Leif il Fortunato – descrive alcune guerriere di sesso femminile impegnate a combattere i nativi americani. Una di queste è proprio la figlia di Erik, Freydis. La saga la racconta – incinta e coi seni al vento – mentre impugna una spada e insegue i nemici in fuga.

Concludiamo questa rassegna citando forse le due shieldmaiden più famose: Lagertha e Brynhildr. La prima è diventata famosa soprattutto grazie alla bella attrice ucraino-canadese Katheryn Winnick, che l’ha interpretata nella serie TV di successo Vikings. A differenza di quella televisiva, la Lagertha semi-leggendaria sarebbe stata una famosa guerriera originaria della Norvegia. A parlarcene è sempre Sassone Grammatico nelle sue Gesta Danorum. Di famiglia reale, partecipa attivamente alla guerra contro il re svedese Frø. E’ proprio il suo coraggio in battaglia ad attirare l’attenzione dell’eroe Ragnarr Loðbrók, che se ne invaghisce e decide si sposarla. Prima di accettare, la shieldmaiden norvegese decide di sottoporre il guerriero danese a una prova di forza e coraggio: uccidere un orso e un mastino feroce. Ragnarr ci riesce e i due eroi convolano a nozze. Nozze che però si rivelano brevi e sfortunate. Dopo aver partorito due figlie femmine, Lagertha viene abbandonata dal marito che le preferisce la principessa svedere Thora.

Brynhildr è la famosa Brunilde del Canto dei Nibelunghi. Appare però anche in un celebre poema scandinavo – la Volsunga Saga – dove è descritta come una celebre shieldmaiden e come figlia del re svedese Buðli. Brynhildr era in verità una valchiria, caduta in disgrazia davanti al dio Odino e condannato per questo a vivere da comune mortale. Di lei si innamora – ricambiato – l’eroe Sigurdr/ Sigfrido, uccisore del drago Fafnir. Dal loro amore nascerà Aslaug, che in seguito diventerà la terza moglie di quel Ragnarr Loðbrók che abbiamo incontrato poco fa. Brynhildr ritorna poi in altre saghe successive, dove appare come regina d’Islanda, come valchiria, come regina dei Burgundi e via dicendo. Resta comunque fortemente presente la sua connotazione di shieldmaiden e di donna guerriera.

Come possiamo vedere, se parliamo di shieldmaiden risulta estremamente difficile distinguere la realtà dalla leggenda. Episodi reali e documentati si mischiano a eroi leggendari e figure mitologiche, rendendo impossibile capire cosa sia il vero e cosa sia il falso. Non dobbiamo però dimenticare che la Storia ci ha tramandato il ricordo di numerose donne guerriere. Donne vissute realmente, e spesso anche in epoche e contesti già ampiamente cristianizzati. Pensiamo ad esempio alla principessa sassone Æthelflæd – figlia di Alfredo il Grande – che guidò personalmente la resistenza del suo popolo contro gli invasori danesi. Alla normanna Isabella di Conches, che combatteva contro i francesi indossando l’armatura dei cavalieri. Alla “nostra” Matilde di Canossa, in prima linea contro le truppe dell’imperatore Enrico IV, o alla regina Eleonora d’Aquitania che seguì il marito nella Seconda Crociata. Senza dimenticare forse la più famosa donna guerriera della storia europea, quella Giovanna d’Arco che prese parte personalmente a diverse battaglie durante la Guerra dei Cent’anni.

(di Andrea Tabacchini)