Che esaltanti elezioni!

Se non sbaglio, nella maggior parte dei referendum, in cui si chiede un parere agli elettori, quando non si supera il 50% dei voti espressi la consultazione viene considerata nulla, perché evidentemente il disinteresse per essa è decisamente maggioritario. E in questo tipo di “democrazia” si contano appunto le teste (raramente pensanti) che esprimono la loro convinzione. Sembrerebbe quindi atteggiamento serio e responsabile non tenere conto delle elezioni in Sicilia (46% degli elettori al voto) e ad Ostia (due terzi di astenuti). Invece, pur manifestando qualche preoccupazione per questo fatto, si sta assistendo da due giorni (e si continuerà ancora, siamone sicuri) a intense e “dotte” disquisizioni sui vincitori e i perdenti. Tra l’altro, ormai da tempo immemorabile non vengono riportati i voti bianchi e nulli. Credo si tratti di cifre molto modeste, comunque era bene fornirle.

In ogni caso, la disaffezione degli elettori è manifesta. Tuttavia, osservando (in Sicilia) la discrepanza tra voti per il candidato presidente e la somma delle liste che lo appoggiavano (i “5 stelle” ne avevano una sola, la loro), si constaterebbe che una somma ragguardevole di voti espressi sulle liste di “centro-sinistra” si sarebbe riversata sul pur perdente candidato “grillino”. Nel “centro-destra”, invece, liste e candidato (vincente) andrebbero di pari passo. Molti giornalisti e commentatori ne hanno concluso che probabilmente anche gran parte della enorme massa di astenuti sono “sinistri” del tutto malcontenti dei loro rappresentanti ufficiali. Può certo essere. Tuttavia, la questione centrale è la disaffezione crescente verso questo ceto politico, scadente come mai si è verificato nel nostro Paese; e del resto sembra di poco migliore (cioè meno peggiore) in tutta Europa, sintomo di una decadenza veramente preoccupante e che non si sa se sia rimediabile o meno, comunque non in tempi brevi.

Non starei a trarne indicazioni di breve momento, soprattutto relative alle prossime elezioni. Poche considerazioni, tanto per dire qualcosa. Le difficoltà di Renzi sembrano accresciute, ma starei attento a considerarlo ormai fuori gioco o quasi. L’aver incontrato pochi giorni fa Obama (notiziola ritenuta di poco conto) mostra che il leader piddino gioca sulla possibilità che il vecchio establishment americano riesca a far fuori infine Trump; e lui allora apparirà come un “fedele nei secoli”. Si continua a far finta che siamo indipendenti e invece, come ha detto Bannon con sincerità legata ad una nuova strategia, noi (e non solo noi) siamo un “protettorato” del Paese ancora predominante. Chi vincerà alla fine nel contrasto acuto che laggiù si è aperto riconoscerà quali dovranno essere i migliori governanti nei “protettorati”. D’accordo: Bannon ha anche affermato che gli Usa non hanno più vero interesse a questi protettorati; ma qui ha detto una piccola bugia, volendo in realtà significare che una eventuale vittoria e permanenza del neopresidente richiederà buoni rimaneggiamenti nel personale politico europeo (e italiano in specie). Mentre si affrancheranno probabilmente in tempi medi Giappone e Corea del Sud, andando in tal caso ad accrescere il multipolarismo nel sistema delle relazioni internazionali.

Tornando a noi, ci saranno forse maggiori difficoltà per le possibili soluzioni governative in Italia se le prossime elezioni si faranno presto e andranno a finire come indicato dalle attuali previsioni, che potrebbero però cambiare, anche se non in senso diametralmente opposto. Al Pd non sembra conveniente restare attaccato a coloro che stanno alla sua “sinistra”, malgrado questa speri in un minimo di rinascita se avrà tra le sue fila Grasso. Non è escluso che a Renzi si prospetti la necessità di non porsi quale premier per favorire un qualche accordo al fine di varare il famoso governo raffazzonato “per il bene del paese”. Anche Pd e F.I., da soli, dubito però che ce la faranno a costituire una maggioranza. E del resto Toti (figura rilevante nel secondo partito) non sembra favorevole a liquidare la Lega, che del resto, dati i numeri dei parlamentari, sarà probabilmente necessaria alla costituzione del suddetto governo. Nemmeno Berlusconi, immagino, sarebbe credibile come premier; dovranno trovare un compromesso. Forse qualche “tecnico” (tipo Draghi), ma non necessariamente.

Sia chiaro che, per quanto mi riguarda, penso male di tutte le attuali formazioni politiche. Tuttavia, spero fallisca l’attuale campagna concentrica – e veramente esasperata perché si avverte che il suo fallimento renderebbe più deboli Pd e “centro-destra”, rendendo quindi più complicato e comunque precario un loro accordo – condotta da F.I. e “centro-sinistra” contro i “5 stelle”. In questa situazione – finché non si capisce che le elezioni non risolvono i nostri problemi – è allora bene che questi ultimi, pur limitati e piuttosto inetti (e anche un po’ ridicoli), restino in sella e rendano numericamente difficile il cosiddetto “inciucio”. Anche perché – dopo tutte le chiacchiere sul “nano” quale argine al populismo e destra “estrema”, ecc. – vedere che Pd e F.I. non bastano e che bisogna trascinarsi dietro Lega (e quindi anche FdI) creerebbe un forte malumore in settori non indifferenti del partito di Renzi; e anche dall’altra parte, molti elettori leghisti e fratellitalioti non sarebbero molto soddisfatti. Insomma, si creerebbe una situazione interessante; soltanto, però, se i pentastellati resisteranno all’attacco concentrico. Oltre che pasticcioni, sono pur essi fondamentalmente legati alla politica estera di sottomissione sostanziale agli Stati Uniti (chiunque comanderà in questo paese); ma l’importante, nel breve periodo, è che non vada in porto il disgustoso e pestilenziale “mercanteggiamento” tra sedicenti “sinistri” e “destri”.

L’Italia deve restare in questa situazione di disagio dovuto al malgoverno con crescente disaffezione della popolazione verso gli attuali politicanti. Non ci sarà la stessa astensione delle elezioni siciliane e ostiensi, ma l’importante è che questa si attesti alle elezioni politiche intorno al 40% almeno. Sarà soprattutto dovuta a elettori “di sinistra”? Questo lo vedremo. Certamente, non mi convince chi si illude su formazioni come “Casa Pound”. Non c’entra nulla il populismo o il fascismo, accuse di puro comodo e solo irritanti per la loro malafede. Il problema è che occorrono nuove idee trascinanti e poi la nascita di organizzazioni politiche, che sappiano cavalcare il malcontento senza manovrine e ideuzze per raccogliere un po’ di voti e inviare qualche loro caporione a prendersi quel bel gruzzolo con cui sono retribuiti i parlamentari. Occorre ben altro “orientamento”. Per il momento, però, non si constata la nascita di vere nuove organizzazioni “di sfondamento”. Quindi, speriamo semplicemente che continui ad aggrovigliarsi la situazione politica, rendendo vani i tentativi di una tranquilla governabilità da parte dei maneggioni attuali ai danni della popolazione italiana. Deve crearsi una crescente ingovernabilità; questa la speranza per gli anni a noi più prossimi. E poi speriamo…..

P.S. Ho sentito da poco in TV le dichiarazioni di Berlusconi secondo cui “hanno vinto i moderati”. Lega e FdI si sentono tali? Il “nano” vuol mettere il cappello sulla vittoria e precostituirsi la posizione di decisivo intrallazzatore per garantire il prossimo governo italiano, dandosi da fare anche in sede europea per rendersi sempre più ben accetto all’interno del “partito popolare” del continente quale argine nei confronti del populismo e delle “destre estreme”.

(di Gianfranco La Grassa)