Le ambiguità dei curdi sostenuti dagli USA

La realtà della guerra sta dimostrando che le forze curde sono colluse con l’ISIS, proprio mentre l’Esercito Arabo Siriano attraversa l’Eufrate e minaccia di mettere fine al terrorismo internazionale all’interno della Siria una volta per tutte. Non è la prima volta che questa possibilità è stata provata dalla strategia militare dei curdi sul suolo siriano.

Nel giugno 2017, Sergej Surovikin, il comandante delle forze russe in Siria, ha detto ai media: “Secondo le informazioni affidabili disponibili, all’inizio di giugno i terroristi dell’ISIS sono entrati in collusione con il comando delle Unità Armate curde, le quali fanno parte dell’Unione delle Forze Democratiche, hanno lasciato le località popolate di Tada e al-Haman, situate a 19 Km a sudest da Raqqa che non offrono nessuna resistenza e condotte verso Palmira”.

Giugno 2017: Andrew Korybko ha descritto in dettaglio l’operazione di “pulizia etnica” in corso, condotta dalle fazioni curde appoggiate dagli USA:

“I servizi (giornalistici) hanno reso pubblico che gli USA stanno supportando le YPG-SDF attraverso l’uso illegale del fosforo bianco, che è un’arma chimica proibita. Combinato con i pesanti e indiscriminati attacchi aerei eseguiti contro la città, 160.000 civili sono stati costretti a diventare rifugiati e fuggire dalle loro case come sfollati interni. Una cifra che è più della metà della popolazione pre-bellica della città di 220.000 persone.

Ciò è ribadito da giornalisti indipendenti e da una dichiarazione che la direttrice associata di 21stcenturywire.com Vanessa Belley ha fatto a RT: gli USA non stanno facendo nessuno sforzo per proteggere i civili. Di fatto, si potrebbe cinicamente insinuare, l’esodo in larga scala della popolazione che avviene a Raqqa è realmente una pulizia etnica intenzionale della popolazione a maggioranza araba della città su una molto più grande scala di qualunque dei crimini analoghi di cui i curdi sono stati accusati prima”.

Negli ultimi giorni più informazioni sono venute alla luce che i punti alla collaborazione sul campo tra curdi e Stati Uniti e i militanti dell’ISIS orchestrati dagli USA. Il seguente rapporto da Al-Masdar News:

“Secondo il Ministero della Difesa russo, la Coalizione e le forze guidate di curdi stanno aiutando i terroristi dell’ISIS a est di Deir el-Zor attraverso una varietà di mezzi nel tentativo di evitare che l’esercito siriano e i paramilitari alleati liberino la regione.

Il generale maggiore Igor Konashenkov, un portavoce del ministero, ha osservato che i contrattacchi più potenti e i bombardamenti con l’artiglieria contro la testa di ponte dell’Esercito Siriano sulla riva orientale dell’Eufrate vengono da nord, dove le forze americane e curde mantengono le posizioni e non da sud, dove lo Stato Islamico non è ancora contrastato da nessuna forza.

Il generale russo ha anche segnalato atti di sabotaggio che sono stati commessi dalla cosiddetta coalizione anti-ISIS a guida USA contro l’Esercito Arabo Siriano. Secondo Konashenko, mentre le unità d’élite dell’Esercito attraversavano la riva orientale dell’Eufrate, il livello dell’acqua è salito drasticamente in diverse ore: questo può essere causato solo dallo svuotamento delle larghe dighe del fiume più a nord – dighe che sono sotto il controllo delle forze curde.

Infine, Konashenko ha anche menzionato i resoconti dai comandanti dell’Esercito Siriano che forze speciali USA e combattenti curdi stavano prestando assistenza medica ai militanti dell’ISIS, e che i comandanti hanno concluso che ciò appare essere il solo obbiettivo dell’offensiva a est di Deir el-Zor della Coalizione al momento”.

(da 21stcenturywire – Traduzione di Carlo Parissi)