Il socialismo spaziale della DDR: l’epopea di Sigmund Jähn

Sigmund Jähn, dagli appassionati di cinema e dalle nuove generazioni, viene ricordato come l’eroe dell’infanzia di Alex Kerner nel capolavoro di Wolfgang Becker, Goodbye Lenin; un signore un po’ arzillo che trascorre la sua meritata vecchiaia a Strassberg, cittadina poco fuori l’area metropolitana di Berlino.

Ma esattamente 39 anni fa, il 3 settembre 1978, scrisse una pagina memorabile di storia, riuscendo ad atterrare sano e salvo sulla Terra dopo un volo nello spazio di 7 giorni, 20 ore, 49 minuti e 4 secondi a bordo della navicella Soyuz 31 e in compagnia di Valerij Fëdorovič Bykovskij, cosmonauta sovietico famoso per aver partecipato al programma Sojuz, avente come chiaro obiettivo quello di portare l’uomo sulla Luna.

Nato nel 1937 a Morgenröthe-Rautenkranz – oggi Muldenhammer -, piccolo paese della Sassonia, dopo il servizio militare nell’aeronautica della DDR, Sigmund Jähn divenne controllore di volo nelle basi dell’Unione Sovietica situate sul territorio della Germania dell’Est. La sua abilità eccelsa nel mestiere gli valse l’inserimento nel programma Intercosmos, ideato nel 1976 dall’URSS per favorire la cooperazione aero-spaziale con i cosiddetti “Paesi satelliti”.

In quest’ottica è da inquadrare la missione citata poc’anzi, avuta inizio il 26 agosto 1978 dalla base aerea di Baikonur, in Kazakistan. Fu il momento di massimo splendore della DDR, che ne risaltò il mito dell’eccellenza e dell’efficenza. Non solo, fu occasione anche di divertimento e goliardia, come sta a testimoniare il “matrimonio cosmico” tra Sabbiolino, il cartone animato in voga tra i bambini della Repubblica Democratica Tedesca, e Mischa, l’eroina sovietica, seguito da milioni di cittadini sulla TV di Stato.

Per Sigmund, tenente colonnello di primo grado, fu il primo ed ultimo lancio nel cosmo per il quale fu decorato con la massima onoreficenza dell’URSS. Congedatosi con onore alla Volksnationalarmee nel 1990, dopo la riunificazione continuò la sua opera di consulenza per le agenzie spaziali europee, tedesche e russe che gli valse l’intitolazione a suo nome dell’asteroide 17737, scoperto nel 2001.

(di Davide Pellegrino)