In Siria Assad avanza su ogni fronte

Da mesi ormai la guerra civile siriana ha cambiato radicalmente passo: sia a causa di cambiamenti politici internazionali sia di eventi bellici. Innanzitutto con l’elezione di Trump i cosiddetti ribelli “moderati” hanno perso il completo appoggio in armi e dollari del Pentagono, che ha cambiato strategia appoggiando la causa curda nel nord del paese e concentrandosi nella riconquista di Raqqa. Dall’altro lato le forze governative siriane sono aumentate sempre più di numero grazie all’arrivo di numerosi volontari e alle vittorie del regime.

Il 31 Luglio le Tiger Forces hanno continuato l’avanzata sulla riva occidentale dell’Eufrate cacciando di giorni in giorno i terroristi del Daesh da numerosi villaggi, in direzione Deir ez-Zor. Delle forze del Califfato pochi sono gli uomini che su questo fronte si fermano a combattere, sono infatti estremamente demoralizzati ed in rotta completa. La morte di al-Baghdadi, le vittorie delle SAA (forze governative) e delle forze di sicurezza irachene ad est hanno fortemente minato il morale dei boia in nero. Il prossimo obiettivo delle forze speciali Tiger sarà probabilmente la città di Madaan, crocevia della regione a soli 67 km da Deir ez-Zor.

Nella città assediata la guardia repubblicana ha respinto un altro attacco dell’ISIS contro le posizione governative, infliggendo una grave sconfitta alle forze del califfato. L’ISIS in continuo difetto di uomini ha indetto in questa regione una nuova leva obbligatoria, arruolando tutti gli uomini fra i venti e i trent’anni per utilizzarli contro le forze lealiste.

Infine la tanto attesa offensiva contro al Suknah è iniziata il 2 agosto. L’attacco è stato inizialmente sferrato dalle truppe dell esercito siriano e dalle forze di Difesa Nazionale appoggiati dall’aviazione russa e siriana. Sorpresi dal soverchiante numero di nemici e dalla loro determinazione i miliziani dell’ISIS hanno retto male l’assalto sbandandosi. La prima parte dell’offensiva è stata così un trionfo e le truppe fedeli ad Assad sono riuscite ad entrare in città e conquistare due fortezze del Daesh ad est ed a sud della città.

Un nuovo assalto alla città vecchia è stato respinto dai terroristi, ma una manovra aggirante delle forze governative ha preso i miliziani del Califfato alla sprovvista cacciandoli definitivamente dalla città. Così dopo soli 5 giorni di combattimenti l’importante città di Suknah è di nuovo sotto la bandiera legittima del governo.

Ora le truppe siriane possono tagliare qualsiasi rifornimento alle forze dell’ISIS ad est di Hama, avanzando verso nord e congiungendosi con le Tiger Forces. Oppure tentare la via più rischiosa e avanzare a testa bassa verso Deir ez-Zor per liberarla dall’assedio. Ciò però porterebbe le forze siriane ad essere esposte a contrattacchi sui fianchi da parte delle milizie del Daesh ancora in azione.

Nonostante ciò l’intero esercito del Califfato in Siria è ora in gravissima difficoltà: la perdita di Suknah significa infatti anche che le truppe più ad est che ancora resistono non potranno più essere rifornite, e che nel giro di un mese o poco meno potrebbero essere tutti circondati sale truppe del presidente Assad.

(di Marco Franzoni)