UK: denaro pubblico per evitare l’espulsione agli stupratori di Rochdale

Pochi di voi, dal momento che i media non dimostrarono grande interesse per la vicenda, ricorderanno quanto accaduto a Rochdale, nel Nord dell’Inghilterra, dove per anni una gang di pedofili sfruttò un numero incalcolato (almeno cinquanta) di ragazzine minorenni.

Il caso destò sensazione anche perché i pedofili erano tutti pakistani (unica eccezione un afghano), le vittime quasi tutte bianche, e la polizia per lungo tempo ignorò le denunce per timore di essere tacciata di razzismo. Anche gli assistenti sociali ricevettero oltre cento segnalazioni, ma non le passarono nemmeno alla polizia. I genitori di una quindicenne che denunciava gli abusi si sentirono rispondere che loro figlia aveva “fatto una scelta di vita”.

Nel 2012 alcuni membri della gang sono stati finalmente condannati. Quattro di loro, quelli in foto, hanno ricevuto condanne per stupro e prostituzione di minori: due hanno già finito di scontare la blanda pena e sono uomini liberi. Tutti e quattro si sono visti revocare la cittadinanza da Theresa May e ora stanno lottando nelle aule dei tribunali per evitare l’espulsione in Pakistan, “perché violerebbe i loro diritti umani”.

Il Daily Mail ha appena rivelato che i quattro hanno già goduto di oltre un milione di sterline di aiuti pubblici per le loro spese legali, e continueranno a essere sostenuti anche in questo procedimento contro l’espulsione.

Tutti hanno diritto a essere difesi da un avvocato, ma l’entità della cifra che si sta spendendo per quattro criminali del genere ha destato sensazione. Tanto più che lo Stato ha negato la richiesta di aiuto per le spese legali avanzata dai genitori di Charlie Gard, che pure rientravano nei limiti reddituali, perché il settore della loro disputa non era incluso tra quelli che ricevono sostegno.

(di Daniele ScaleaCentro Machiavelli)