I Templari, dal mito alla storia

Nell’immaginario popolare moderno quello dei “Pauperes commilitones Christi templique Salomonis”, ovvero dei “Poveri compagni d’armi di Cristo e del tempio di Salomone”, alias “i Templari”, è un ordine segreto, ammantato di misteri e nebulosi intrighi. Per alcuni sono stati eretici adoratori del demonio, per altri coloro che hanno trovato e nascosto il santo Graal. Più volte li abbiamo visti in fumetti e film, come il famoso fumetto bonelliano Martin Mystere, dove i templari hanno da tempo scoperto l’America, o nel celebre film “Il mistero dei templari”, con Nicholas Cage. Ma chi erano davvero questi cavalieri?

L’ordine cavalleresco dei templari nacque in Terrasanta nel turbolento periodo della riconquista di Gerusalemme, città santa che era stata conquistata dalle nuove forze arabe musulmane. In seguito alla morte del profeta Maometto, infatti, i primi califfi estesero con il ferro ed il sangue il nuovo credo religioso sconfiggendo a più riprese i bizantini –assediarono pure Costantinopoli nel 717- e distruggendo l’antichissimo impero persiano-sassanide. Per riconquistare le terre perdute, l’imperatore di Costantinopoli chiese aiuto al Papa Urbano II, che indisse una “crociata”. Migliaia si misero in cammino per riconquistare le terre perdute da Cristo e occupate da Allah: fiamminghi, normanni (dal nord della Francia e dal Sud Italia), bretoni, tedeschi, francesi ed italiani partirono mossi dalla fede e dallo spirito di conquista. Le speranze di vittoria erano nulle contro i turchi e i fatimidi d’Egitto, eppure contro ogni aspettativa i “franchi”, come li chiamano le cronache arabe, vinsero e fondarono quei regni che verranno definiti come “regni latini d’oriente”. Nacque così “Outremer”, i regni d’oltremare latini incastonati fra le dominazioni islamiche e l’impero bizantino: il Regno di Gerusalemme, la Contea di Tripoli, il Principato di Antiochia, la Contea di Edessa ed il Regno di Armenia-Cilicia. Ora sorgeva un altro problema: molti dei cavalieri sopravvissuti alla riconquista della Terra Santa tornarono in patria, lasciando così senza difese i nuovi regni d’oltremare e i pochi cavalieri e soldati rimasti. Da questa esigenza nacquero gli ordini cavallereschi. Nei primi anni della nuova dominazione cristiana il flusso di pellegrini, (che sotto il periodo islamico non si era mai interrotto), aumentò a dismisura, così tanto che divennero un facile obiettivo per i predoni islamici. Così intorno al 1118-1119 un pugno di cavalieri decise di fondare quello che sarebbe divenuto il nucleo originario dell’ordine templare, dandosi il compito di assicurare l’incolumità ai numerosi pellegrini europei. Secondo la storiografia francese furono Hugues de Pays e Goffredo di Saint-Omer, insieme ad altri combattenti, a fondare i Templari. L’ordine venne ufficializzato nel 1129 assumendo una regola monastica, grazie all’influente appoggio di Bernardo di Chiaravalle, filosofo e teologo cristiano. Un ordine cavalleresco con regole monastiche, ecco la grande differenza e peculiarità dei templari. Colui che avrebbe preso la croce templare avrebbe rinunciato a ogni eredità e ricchezza, ad ogni gloria ed onore personale e avrebbe vissuto nella preghiera e nella difesa dei più deboli, per garantire così il pacifico pellegrinaggio dei devoti cristiani in Terra Santa. Da subito questi onorevoli e nobili cavalieri accrebbero la fama e la gloria della croce rossa in campo bianco, da loro scelto come simbolo dell’ordine. Insieme all’ordine templare nacquero anche il famoso ordine degli Ospedalieri e dei cavalieri Teutonici (che si trasferiranno poi nell’odierna Prussia). Difficile ricostruire, causa la mancanza di documenti e fonti, i primi anni di vita dell’ordine dei templari. Ecco le parole di Guglielmo di Tiro nella sua “Storia delle gesta in Oltremare”: « Nello stesso anno (1118), alcuni nobili cavalieri, pieni di devozione per Dio, religiosi e timorati di Dio, rimettendosi nelle mani del signore patriarca per servire Cristo, professarono di voler vivere perpetuamente secondo le consuetudini delle regole dei canonici, osservando la castità e l’obbedienza e rifiutando ogni proprietà. Tra loro i primi e i principali furono questi due uomini venerabili, Ugo de Paganis e Goffredo di Santo Aldemaro… »

La storia dei Templari in Terra Santa è strettamente connessa a quella delle crociate e delle guerre contro i vicini islamici. Mentre l’ordine iniziava a radicarsi anche in Europa attraverso lasciti, eredità e donativi, la maggior parte dei Cavalieri templari combatteva in Palestina. Grande fu l’impresa dei Templari durante la seconda crociata, che riuscirono a salvare Re Luigi VII di Francia caduto in un’imboscata ad opera dei Turchi. La penuria di rinforzi dall’occidente e l’inimicizia dei bizantini e dei vicini islamici potarono l’Ordine a convertirsi in un esercito ben strutturato. Più volte la disciplina Templare salvò gli eserciti cristiani dal massacro come a Cadmos e Inab. Mentre combattevano per mettere al sicuro i regni d’Outremer, i Templari edificarono anche una serie di numerosi castelli in TerraSanta, diventando via via sempre più indipendenti grazie anche a editti come la bolla “Omne Datum Optimum”, del 1139, e le successive “Milites Templi” (1144) e “Militia Dei” (1145). La comparsa di Salah ad Din, il “feroce Saladino”, grande stratega musulmano, riuscì a ricompattare le file musulmane e a dargli ordine e disciplina. Egli nella battaglia di Hattin massacrò le truppe cristiane e successivamente nel 1187 conquistò Gerusalemme. La rovina e la caduta dei regni d’Oltremare significava anche la ritirata dei templari dalla Terra Santa, cosa che li portò ad essere attivi nella sola Europa, preparandone il triste destino, fra le invidie ed odio per le loro ricchezze. Il re di Francia, Filippo il Bello, era infatti desideroso di saldare i propri enormi debiti con i banchieri europei usando il patrimonio dei Templari, al tempo vastissimo. Per fare ciò si alleò con il Papa ed il 14 settembre 1307 il re inviò messaggi sigillati a tutti i balivi, siniscalchi e soldati del Regno ordinando l’arresto dei templari e la confisca dei loro beni, che vennero eseguite il venerdì 13 ottobre 1307. Le accuse mosse contro il nobile ordine dei difensori del Tempio erano infamanti: sodomia, eresia, idolatria. Vennero addirittura accusati di adorare una misteriosa divinità pagana, il Bafometto, che non era altri se non il Demonio, e di praticare una sorta di sodomia rituale. Le torture fecero sì che la maggior parte dei cavalieri confessarono queste false accuse. Il 22 novembre 1307 il papa Clemente V, di fronte alle confessioni, con la bolla Pastoralis præminentiæ ordinò a sua volta l’arresto dei templari in tutta la cristianità. Finì così l’orgoglioso ordine dei Templari che tanto combatté in difesa dei deboli e dei cristiani perseguitati. Da poco portata alla luce dalla studiosa italiana Barbara Frale, una pergamena di Chinon dimostra che Papa Clemente V intendesse perdonare i templari nel 1314 assolvendone il maestro e i cavalieri, portando chiarezza nella confusa storia della fine dei Templari. Nonostante la loro rovinosa fine ancora oggi sopravvivono varie organizzazioni che proseguono la missione etica dei cavalieri del Tempio, non più brandendo una spada o una lancia, bensì aiutando i poveri ed i bisognosi, compiendo opere di carità cristiana verso gli emarginati della società. Le accuse infamati di adorazione del Demonio hanno caratterizzato la loro percezione moderna, facendo forse dimenticare i grandi sacrifici e l’abnegazione di questi cavalieri, che combatterono e morirono per difendere i diritti dei Cristiani nelle ancor oggi turbolente terre del Medio Oriente.

(Di Marco Franzoni)