Le profezie di Bettino Craxi su europa e immigrazione in un cortometraggio

“Ecco il nuovo cortometraggio realizzato dalla Fondazione Craxi! In questi giorni in cui tutti parlano di Europa, ecco le preveggenti parole di Bettino Craxi. Più di un ventennio fa, Craxi, metteva già in guardia l’Europa dei rischi che correva e delineava cosa dovesse essere o meno l’integrazione comunitaria…”. Così la figlia Stefania Craxi ha presentato sui social il nuovo cortometraggio dedicato al padre- statista e alla sua visione dell’europa (QUI il link).

Ne emerge la straordinaria lucidità e la lungimiranza politica dell’esponente socialista, nonché la sua chiara visione dell’Italia inserita nel contesto geopolitico del Mediterraneo. Profetiche le sue parole sull’immigrazione dall’Africa subsahariana pronunciate al Forum “L’Europa e il Maghreb” del 1987: “Dobbiamo sapere che nella riva sud del Mediterraneo queste popolazioni sono soggette ad un tasso di incremento demografico che è ancora molto alto. Sono iniziate correnti emigratorie e migratorie che, in assenza di un accelerato processo di sviluppo che abbracci tuta la riva sud del Mediterraneo sono destinate a gonfiarsi in maniera impressionante. E saranno delle tendenze inarrestabili e incontrollabili. Paesi con popolazioni giovanissime che, naturalmente vanno verso le luci della città, se noi non accenderemo le luci in quei Paesi”.

Italia centro nevralgico della vita del mondo

“La regione mediterranea è stata, è e sarà un centro nevralgico della vita del mondo…è questo l’orizzonte naturale dell’Europa” – disse Craxi al Forum sul Maghreb, ben documentato nel cortometraggio realizzato dalla Fondazione Craxi. “L’Italia è una nazione immersa, per definizione, nel Mediterraneo. Siamo una nazione euro-mediterranea. Purtroppo nel Mediterraneo ci sono due fenomeni su cui bisogna fare i conti: una è la tendenza alla separazione, che è una tendenza culturale, ideologica, la tendenza a determinare una separazione radicale tra l’identità culturale e religiosa islamica e la civiltà occidentale.

Una tendenza molto forte, che nasce da fenomeni di frustrazione, di un bisogno di identità più marcato e più difeso, che nasce dall’insufficienza dei rapporti o dai rapporti mal costruiti sulla base del colonialismo e del post-colonialismo dai pesi europei in queste nazioni. Bisogna lavorare in modo che questa tendenza, che è molto forte – e del resto abbiamo sotto gli occhi certe sue esplosioni nel Nord Africa che potrebbero dilagare in tutti gli altri paesi – deve essere vinta attraverso il dialogo, il confronto, l’integrazione sulla base del rispetto reciproco e della conoscenza reciproca”.

La competitività all’interno dell’Europa

“Certo andiamo verso una europa in cui la competitività si farà assai più diretta e assai più aggressiva. Quindi da noi da un lato dobbiamo temere la modernità e la forza dei sistemi produttivi delle grandi nazioni europee, anche se penso che loro debbano temere la creatività, l’intraprendenza e l’intelligenza degli italiani”.

(di Roberto Vivaldelli)