Le peggiori frasi pro-immigrazione dal 2013 al 2017? Eccole qui

Sappiamo bene che la cosa più fastidiosa della bibbia globalista, mondialista e immigrazionista è il suo ergersi a verità assoluta, sacra, inoppugnabile. In questi ultimi anni ci siamo sorbiti un’overdose nauseabonda di “immigrazione fenomeno inarrestabile”, “accoglienza uguale umanità” più varie ed eventuali da quelli che Preve chiamava i rappresentanti del “clero mediatico”, pronto a imporre la sua nuova religione della distruzione e della disumanità.

Avendo la faccia tosta di negare l’esistenza di un pensiero immigrazionista, al contrario ben evidente dal modo in cui questi signori negano la realtà dei fatti anche quando gli viene spiattellata davanti senza troppi complimenti.

4 anni di tristezza, frasi al miele pronunciate da attici milionari in barba alle sofferenze della gente comune e insensibilità cruda e cinica, ostilità per i concetti di identità culturali e nazionali.

Abbiamo selezionato ciò che, secondo noi, rappresenta il meglio (ma sarebbe più consono definirlo il peggio) della retorica progressista immigrazionista. Boldrini e Saviano recitano ovviamente la parte dei leoni, ma new entry di tutto rispetto come l’ormai sdoganato Enrico Mentana e l’ospite di quel fantastico nuovo programma di Santoro M, Donatella Di Cesare, entrano a gamba tesa dimostrando tutto il loro valore. L’ultima citata è forse la più geniale: leggerete un’artificiosissima descrizione del nazismo storico che può essere applicata al sacrosanto diritto di uno Stato a controllare i confini, a tutelare i suoi cittadini e sì, assolutamente, a far decidere i propri cittadini “con chi coabitare”. Il passaggio indottrinale è molto semplice: sostenere ancora una volta la civiltà dello ius soli. Ma senza farlo recepire direttamente allo spettatore. Psicologia inversa, o chiamatela pure come vi pare.

Chi vincerà? Giudicate pure voi.

Ci permettiamo di darvi solo un consiglio: leggetele con un bel sottofondo musicale. Ad occhio quello del Benny Hill Show potrebbe andar bene. O comunque un motivetto da circo equestre, se preferite, potrebbe fare il suo bel lavoro.

“Buona lettura”.

Siamo ancora un Paese provinciale. Gli italiani parlano poco le lingue. I media trascurano quanto accade all’estero. Invece dobbiamo occuparcene. Perché ci riguarda. Perché le decisioni si prendono sempre meno dentro i confini nazionali e sempre di più in Europa e negli organismi multilaterali.

                                   Laura Boldrini, intervista al Corriere della Sera, 12 aprile 2013

Per me, accogliere a casa propria chi viene dal mare è un onore. Anzi, un raro privilegio di cui esser grati.

                                                              Erri De Luca, 25 agosto 2014

Questo tema ha ripercussioni sociali, economiche, demografiche, politiche; durerà non meno di mezzo secolo, cambierà il pianeta, sconvolgerà le etnie vigenti, accrescerà ovunque le contraddizioni che sono il tratto distintivo della nostra specie; tenderà ad avvicinare le diverse religioni ma contemporaneamente ecciterà i fondamentalismi e i terrorismi che ne derivano.

Eugenio Scalfari, Un fiume vivo può liberare i migranti dai ghetti, la Repubblica, 6 settembre 2015

L’unica risposta possibile all’orrore è accogliere. Il terrorismo si combatte solo con l’integrazione.

                      Roberto Saviano su Facebook, dopo gli attentati di Bruxelles 22 marzo 2016

Quel muro di filo spinato al Brennero ci rivela che qualcuno in Europa oltre all’anima ha perso pure la memoria.

Enrico Mentana, 12 aprile 2016 (dopo l’annuncio del parlamento austriaco – poi disatteso – riguardante l’intenzione di chiudere le frontiere al Brennero per frenare il flusso di migranti)

Mai ricetta più sbagliata di quella di chi dice che bisogna prima pensare ai nostri concittadini.

                                                                 Laura Boldrini, 18 luglio 2016

                                                   Roma vuole fare la sua parte nell’accoglienza.

Virginia Raggi, 9 dicembre 2016 (farà un dietrofront clamoroso il 13 giugno 2017, quando presenterà una moratoria sui migranti a nome del Comune)

                                                Dedico il premio Unesco alle vittime del mare.

Giusi Nicolini, ex-sindaco di Lampedusa, al ritiro del premio Houphouet-Boigny per la “ricerca della pace” (19 aprile 2017)

Sui social tanto tanto livore per chi manifesta a Milano oggi. Si può non essere d’accordo in nulla con le ragioni di chi marcia, ma perché tutto questo veleno? Perché un odio così forte verso l’idea di accoglienza? Perché quelle litanie sul sostegno che non si darebbe invece agli italiani poveri? Chi non lo darebbe, l’Unicef? Emergency? La Caritas? O invece, molto più probabilmente, una buona parte degli stessi autori dei commenti? Vi rode forse che tutto questo avvenga nella città che è stata sempre l’emblema dell’accoglienza, negli anni delle migrazioni dal sud, che tuttora accoglie più di tutti, e ciò nonostante produce occupazione e sviluppo?

Enrico Mentana su Facebook, 20 maggio 2017, dopo la marcia pro-migranti di Milano.

                        Solo gli imbecilli posso essere contrari alla marcia a sostegno dei migranti.

                                     Roberto Vecchioni, 20 maggio 2017, durante la marcia di Milano

Giustissimo ripartirci ogni onere con l’Europa, giustissimo verificare celermente chi ha diritto a restare e chi no, ma dare la colpa di un fenomeno come quello migratorio a chi salva la gente in mare.

                             Enrico Mentana su Facebook, 29 giugno 2017, in difesa delle ONG

L’idea del nazionalsocialismo è che si possa decidere con chi coabitare. Cioè il nazismo è il primo progetto politico di rimodellamento planetario dell’umanità. Vale a dire: io decido con chi coabitare.

Donatella Di Cesare, 29 giugno 2017, durante la trasmissione M di Michele Santoro, Rai 2 (tentativo, abbastanza raffinato bisogna ammetterlo, di collegare il rifiuto del multiculturalismo e delle invasioni di migranti forzate al ricatto morale di “essere nazisti”).

(di Stelio Fergola)