Da simbolo delle nuove generazioni a simbolo dell’epoca. La vicenda di Donnarumma

Che cosa spinge un ragazzo di 18 anni, adorato da tutti, a rinunciare di diventare il simbolo di una nazione intera, delle nuove generazioni in cerca di futuro e di farsi spazio in questo mondo, oltre che di etica e fedeltà in un mondo “marcio”, o meglio “marcenario” a infrangere tutto? E certamente quel sogno non era gratis: c’erano 5 milioni di buoni motivi più bonus per farlo rimanere non al Vattelapesca calcio ma in una delle società più titolate e prestigiose al mondo, società che lo ha lanciato e lo ha cresciuto, il Milan AC. Nessuno lo sa, nessuno ancora l’ha ben capito. E forse nemmeno lo stesso Gianluigi, “Gigio”, Donnarumma.

E’ colpa del fantomatico procuratore Mino Raiola che pur di ricavarne qualche milione extra viene additato di ogni tipo di scaltrezza? E’ colpa della nuova dirigenza del Milan che potrebbe aver trattato l’intera vicenda con ogni sorta di dilettantismo? E’ colpa di Gigio e della famiglia che per non rimanere nell’incertezza di un cambio societario al Milan hanno preferito levare le tende? Oppure sarà colpa di un’offerta irrinunciabile ricevuta da qualche club come il Real Madrid a suon di milioni?
Qualunque cosa ci sia dietro, pare comunque una scelta incomprensibile.

Innanzitutto perché Gigio ha sempre dichiarato di essere milanista fin da bambino, baciando più volte la maglia, quella rossonera, che gli ha anche dato la notorietà e la possibilità di crescere scommettendo su di lui.

Era osannato dai tifosi rossoneri, considerato la nuova bandiera del Milan. Dopo Baresi, dopo Maldini, ecco finalmente il loro erede. Pronto a sostituire un altro Gianluigi (il quale pur di rimanere nella sua società è finito anche in Serie B) tra i pali della porta azzurra, ma stavolta coi colori rossoneri. Il tutto ancora più incomprensibile soprattutto se si tiene conto che il 18enne avrebbe guadagnato da subito ben di più dello stesso Gianluigi Buffon.

I sogni di un ragazzino, i sogni dei tifosi, i sogni di una società che vuole tornare grande, i sogni degli sportivi: ad un tratto però tutto s’inceppa. Dopo mesi in cui il portiere ostenta fermamente la volontà di rimanere, la trattativa di rinnovo rallenta e arretra, fino poi a scoppiare nel momento in cui Fassone AD del Milan, dichiara in conferenza stampa che la trattativa di rinnovo per Donnarumma è rotta perché il procuratore di Gigio, Mino Raiola, ha dichiarato che il giocatore non rinnoverà ed è la sua decisione definitiva.

A distanza di qualche giorno però gli animi sono ancora infuocati, con accuse reciproche tra le parti e i tifosi che sul web hanno manifestato in maniera apertissima il loro ampio dissenso con insulti e satira, una su tutte quella del calciatore intento a baciare la divisa del Milan nella quale si vedono spuntare banconote di euro. L’ultimo atto è stato il lancio di (finte) banconote di dollari verso il portiere durante la partita della nazionale Under 21 contro la Danimarca di domenica 18 giugno al grido di “Dollarumma”.

Ma c’è ancora movimento nelle ultime ore e la partita non sembra del tutto finita. Il Milan gioca a poliziotto buono poliziotto cattivo, prima facendo trapelare voci che prospettavano al ragazzo un intero anno in tribuna escludendone la vendita, poi smorzando i toni fino a dire proprio nelle ultime ore che non è nemmeno detto che non possa giocare.

A seguito poi delle dichiarazioni del procuratore, Raiola, che ha parlato di minacce da parte del Milan (“Il problema non è economico, è una questione di forma: non potevamo più accettare certe minacce, certe tensioni, lo stress psicologico, la passività della società nei confronti di Gigio”, dice Raiola), l’AD del Milan Fassone ha voluto rimarcare alcune cose: “Raiola vuole valorizzare economicamente il percorso del giocatore e intende spostarlo per massimizzare i ricavi. Per l’assistito e per se stesso. In realtà Gigio ci assicurava di voler restare. Fin dal primo giorno dopo il nostro insediamento abbiamo iniziato a parlare sia con lui, sia con Raiola. E mentre Raiola tendeva sempre a rallentare, il giocatore ci diceva di volere il Milan. E ce lo diceva guardandoci fissi negli occhi. Era assolutamente sincero. Alla fine ha prevalso la linea dell’agente e io sono convinto che in cuor suo Gigio non sia convinto della decisione presa. Se quindi tutto ricondotto a Raiola? Ma certo. La decisione è sua. Ha usato la sua influenza, e lui su Gigio è molto influente. Pensateci un attimo: un ragazzo di 18 anni e un procuratore importante con grande personalità. Come poteva finire?”

L’AD del Milan poi aggiunge: «Se per caso ci ripensasse, non solo sarebbe accolto a braccia aperte dal Milan società, ma alla fine credo anche dai tifosi del Milan. Gli umori cambiano velocemente». E a questo, quasi in maniera coordinata (chissà che non lo sia?) compare un comunicato, altrettanto irrituale, da parte dei tifosi della curva sud.

Dopo la stilettata: “Ci appare strano che un così bravo agente sia stato in grado di non fare l’interesse del suo assistito. Ma abbia distrutto l’immagine agli occhi non solo dei tifosi Milanisti, ma dei tifosi di calcio tutti, che oggi scoprono che un diciottenne può essere irriconoscente verso la società che lo ha lanciato solo per l’interesse di un uomo alle sue spalle, che gli promette montagne di soldi”; ecco il miele e l’apertura dei tifosi: “Sappiamo che negli ultimi giorni deve essere stato difficile, per il ragazzo difendersi dalle migliaia di critiche e insulti che avrà ricevuto, ma quando si giura amore e si tradisce, la situazione non può che essere questa. Sui social molto probabilmente la mano è stata molto caricata, e ovviamente non riteniamo corrette le eventuali minacce, che nulla hanno a che fare con la nostra presa di posizione.

Crediamo possa ancora esserci la possibilità di rifarsi, ma è ormai legata all’estromissione dai suoi affari di chi lo ha spinto a farsi del male, rovinandogli l’immagine”. Via Raiola, insomma, prossima strada di Milano.

Eppure dietro tutto questo ci sono anche altre ombre. Altre insinuazioni. Da migliore dei thriller. Dopo la vendita, particolare, del Milan ai cinesi, chiusasi in modo del tutto irrituale, nulla sembra essere così chiaro in casa Milan, nemmeno da dove vengano i soldi. Ma c’è di più. Il piano finanziario presentato dal Milan all’Uefa è abbastanza surreale, dicono alcune fonti. Vi è un +200 milioni di euro da “incassi dal mercato asiatico”. Il Real Madrid, a titolo di esempio, incassa 180 milioni dal quel mercato. Davvero il Milan in un anno pensa di superarlo?

Sempre nello stesso piano poi, sono inseriti i ricavi dalla partecipazione alla Champions League 2018-2019. Una stagione ancora tutta da giocare. Possibile? Così Raiola sembra abbia chiesto che a prescindere dall’ingaggio di Donnarumma nel contratto del suo assistito sia inserita una clausola che permetta a Gigio di svincolarsi ad una determinata cifra qualora la situazione societaria del Milan dovesse collassare.

Con un piano finanziario così complicato inoltre il Milan rischierebbe di ritrovarsi con il mercato bloccato, compromettendo in questo ragionamento la carriera di Gigio. Se allo scadere di giugno 2018 infatti il gruppo Elliott (fondo patrimoniale USA che sembra aver prestato i soldi) non dovesse tornare in possesso dei 300 milioni di euro di cui è in credito, il Milan diventerebbe di proprietà di Elliott e il suo futuro potrebbe essere lo smembramento. Così Raiola vuole la clausola, ma la società Milan risponde picche e c’è la rottura.

Di tutte le versioni possibili, però, vi sono solo tre cose certe. La prima è che Donnarumma se ne sta in silenzio. La seconda è che anche nel caso di rinnovo e fallimento del Milan sarebbe stato libero di andarsene dove voleva, avendo mercato assicurato. La terza è che nulla è davvero ancora concluso e tutto questo, alla fine, potrebbe essere anche stato lo scherzetto architettato da qualcuno a scopo di lucro per alzare la posta.

Col forte rischio però, forse irresponsabilmente non calcolato nemmeno da Raiola, che non aver già firmato il rinnovo contrattuale comporta per il giovane portiere. Dovesse rompersi seriamente una gamba in questo periodo perderebbe 25 milioni netti. Chi troppo vuole nulla stringe? Sarebbe solo l’ennesimo segno dei tempi, e forse l’unica vittima di tutto questo è proprio Donnarumma.

(di Riccardo Piccinato)