I curdi siriani e l’alleanza con l’Arabia Saudita e Israele

La nuova faida tra Qatar e Arabia Saudita sta generando ricadute alquanto interessanti. Il dato più rilevante è che i media siriani ha riferito che gli attacchi e le mobilitazioni dei terroristi finanziati dalle petro-monarchie del Golfo in Siria sono diminuite. Allo stesso modo, l’emittente statale del Qatar Al Jazeera ha improvvisamente denunciato i crimini della guerra saudita in Yemen, dopo aver ignorato la storia fino alla settimana scorsa – quando è stata formalizzata l’uscita di Qatar dalla coalizione saudita.

Ma lo sviluppo più strano è il nuovo appoggio saudita alle ambizioni curde nella regione. Come la maggior parte delle strategie dei wahabiti, questa è una mossa del tutto in malafede, architettata per punire la Turchia per il suo sostegno del Qatar. I social media sauditi, sono stati riempiti di parole di sostegno ai curdi in Siria e in Iraq. Questi curdi sono naturalmente il nemico giurato della Turchia. Il Partito dei lavoratori curdi turchi (PKK) è da tempo una spina nel fianco dei governi turchi. Ora sembra che abbiano un alleato nuovo e molto ricco – l’Arabia Saudita – almeno per il momento.

Sotto Trump, il sospetto è che l’amministrazione americana usi il sostegno ai curdi per minare la pace siriana, appoggiando l’autonomia o addirittura l’indipendenza curdi. Nel frattempo, i curdi iracheni hanno indetto un referendum per il prossimo settembre. Questi due eventi sono stati ampiamente condannati sia dal governo iracheno, sia dal governo turco, anche se gli Stati Uniti sono rimasti sostanzialmente silenti sulla questione.

L’isolamento della Turchia voluto dagli Stati Uniti si amplificherà dopo gli ultimi sviluppi. Non solo la Turchia ha adottato una linea pro-Qatar, mentre Donald Trump ha manifestato simpatie per l’Arabia Saudita, ma ora che Riyad ha deciso di sostenere i curdi, Ankara potrebbe reagire. Questo potrebbe inoltre consolidare la tacita alleanza tra Arabia Saudita e Israele, ciò che Trump auspicava. Israele è stata per lungo tempo un alleato regionale dei curdi, un fattore che ha minato i buoni rapporti tra Ankara e Tel Aviv, talvolta tesi con Erdogan.

Se il tentativo saudita di isolare il Qatar sembra frutto di una strategia a breve termine, le ripercussioni potrebbero protrarsi per un lungo periodo. Prima di tutto, la Turchia si sta muovendo lontano dall’orbita americana, nonostante sia un membro della NATO. Inoltre Ankara partecipa al processo di pace di Astana guidato dalla Russia insieme all’Iran. Infine, Turchia e l’Iran sono entrambi alleati contro i sauditi nell’attuale crisi del Qatar.

Se la Turchia continua ad avvicinarsi ulteriormente verso la Russia e troverà altre partnership con l’Iran, la metamorfosi di Ankara sarà completa. Detto questo, c’è ancora una grande diffidenza nei confronti della Turchia non solo nel mondo arabo, ma anche in Iran. In privato, molti in Russia rimangono anti-turchi, anche se sotto Vladimir Putin il governo russo è stato in grado stringere una partnership economica che avvantaggia enormemente la Turchia. Questa è una ragione in più per Ankara di consolidare questo nuovo allineamento.

Se i sauditi sosterranno i curdi insieme agli americani, questo potrebbe essere il conflitto principale in Siria proprio mentre la Repubblica Araba siriana è sul punto di vincere la guerra contro i terroristi salafiti.

Uno dei motivi per cui la Siria si oppone all’Indipendenza curda è perché non vuole che uno stato favorevole a Israele e agli Stati Uniti venga istituito nel suo territorio giuridico. Se l’Arabia Saudita si unisce all’alleanza anti-ba’athista sulla sponda curda (dopo aver sostenuto i jihadisti), la Siria sarà ancora più determinata a combattere contro tali movimenti.

Per quanto riguarda l’Iraq, le relazioni con l’Arabia Saudita si deterioreranno se quest’ultima deciderà di appoggiare il Kurdistan iracheno. E’ ancora troppo presto per dire se un nuovo schieramento è emerso, ma dato che gli Stati Uniti continuano a perdere il controllo dei suoi alleati, è più probabile che gli eventi vadano da soli. In questo caso, la Russia, che è l’unica grande potenza a mantenere buoni rapporti con tutti gli stati del Medio-Oriente, potrebbe risultare la vera vincitrice.

(di Adam Garrie, The Duran – Traduzione di Roberto Vivaldelli)