Ungheria, al via maxi-piano di incremento delle nascite

La scorsa settimana il premier Ungherese Viktor Orbàn ha lanciato il suo piano per l’incremento delle nascite, cosa impensabile nel nostro paese se non si vuole essere tacciati di attuare politiche fasciste.

Il governo ungherese punterà quindi ad incrementare le natalità attraverso vari sgravi fiscali, con una riduzione del costo dei mutui per famiglie con tre o più figli, con investimenti in asili nido e con il taglio degli interessi per i prestiti studenteschi. Orbàn, nel corso della conferenza stampa, ha inoltre dichiarato la sua contrarietà alla risoluzione della crisi demografica attraverso l’importazione di masse di immigrati. Attraverso questo programma il paese magiaro si pone l’obbiettivo di aumentare il numero di nati per donna dall’1.5 odierno al 2.1 entro il 2030.

E’ necessario però considerare, per avere una politica demografica di successo, che lo Stato, oltre agli incentivi economici, offra garanzie di un futuro sereno verso le nuove generazioni; che supporti i nuclei familiari attraverso servizi pedagogici; che metta a disposizione un’istruzione di livello, e soprattutto che disponga di vari strumenti per la tutela delle maternità e della famiglia in generale. Combinando queste politiche è quindi più che fattibile pensare di poter rilanciare la natalità in paesi che in questo momento ne soffrono una flessione, sia essa più o meno grave.

Con buona pace degli immigrazionisti, negrieri del terzo millennio, che vorrebbero porre freno alla crisi demografica importando da paesi extraeuropei il numero più alto possibile di individui che “ci pagheranno le pensioni”, e delle femministe, che vedono nella maternità la sottomissione della donna a logiche maschiliste, e non l’importanza cruciale che questo ruolo ricopre per il bene superiore della nazione.

(di Pietro Ciapponi)