Paul Craig Roberts: “La verità è anti-americana”

Washington e Israele sono minacce per la pace. Washington desidera l’egemonia mondiale, e Israele desidera l’egemonia nel Medio Oriente. Ci sono due paesi attualmente in contrasto all’egemonia mondiale degli Stati Uniti: la Russia e la Cina. Di conseguenza, gli USA hanno stilato dei piani per lanciare attacchi nucleari preventivi contro queste due nazioni.

E’ difficile immaginare una minaccia più seria per l’umanità, e nessuno pare rendersene conto: non il Congresso, non i Media, non il pubblico statunitense né quello europeo. Due paesi, e parte di un terzo, contrastano il progetto della Grande Israele. Israele vuole le risorse idriche del sud del Libano, ma non può averle a causa della milizia Hezbollah, finanziata dalla Siria e dall’Iran. Per questo motivo, la Siria e l’Iran sono nel mirino di Washington.

Non è chiaro se la Russia e la Cina capiscano che l’ostilità verso di loro non è una cosa che si può risolvere con un po’ di diplomazia. Chiaramente la Russia non ha interferito nelle elezioni statunitensi o invaso l’Ucraina, così come non intende invadere la Polonia o le regioni del Baltico. La Russia si è liberata del passato sovietico. L’est Europa sotto il dominio sovietico fu usato da Stalin per scongiurare l’invasione occidentale. Il Patto di Varsavia non aveva intenti di offesa. Non era l’inizio, come intendevano gli Stati Uniti, del dominio globale sovietico. Non capisco come possa il ministro russo Lavrov cercare a tutti i costi un patto con Washington. Come può Lavrov scendere a patti con gli Stati Uniti quando questi intendono dominare e isolare la Russia.

Lavrov e i media russi non sembrano aver capito che Washington non ha alcuna intenzione di dare credito agli interessi di un altra nazione. E non può essere altrimenti, per tre motivi:

1) Gli USA posseggono il maggiore budget per la difesa del mondo. E’ più grande del PIL di molti paesi. Messo insieme a quello delle agenzie di intelligence, supera i mille miliardi di dollari all’anno. Un impero di queste dimensioni non svanisce solo perché un presidente o una parte dell’elettorato vuole la pace. La “minaccia russa” è funzionale agli interessi del complesso bellico, come ha dichiarato il Presidente Eisenhower 56 anni fa.
2) I neocon, che controllano la politica estera statunitense, credono che il collasso del comunismo sovietico sia il segno che la Storia ha scelto gli USA come perno del dominio mondiale, e che gli USA debbano avere il predominio sulla Terra. Per loro, gli Stati Uniti sono un paese indispensabile. Ergo, tutti gli altri paesi sono dispensabili.
3) Israele usa il suo potere su Washington per eliminare gli ostacoli al proprio espansionismo. Fino ad oggi, Israele ha ottenuto la caduta di Saddam Hussein in Iraq, la guerra in Siria e la demonizzazione dell’Iran, nella speranza che questa divenga il pretesto per una guerra. Che il ministro degli esteri russo creda di poter ottenere un accordo con gli USA è insensato. Forse Lavrov usa la diplomazia per ritardare il più possibile un attacco di Washington. Oppure, fa semplicemente il suo lavoro.

Molti media russi credono che la mala-interpretazione della Russia in Occidente sia solo un errore, e pensano di poterla correggere. Questi giornalisti non capiscono che a Washington i fatti non interessano. Washington ha bisogno di un nemico, e la Russia è il nemico perfetto. Sottovalutando il rischio di una guerra, la Russia e la Cina non riescono a mobilitare il mondo contro la spregiudicatezza dell’America, permettendo ad essa di avvicinarsi alla guerra. La stampa asservita al National Security State continua a gettare benzina sul fuoco. Basta guardare la copertina di Newsweek del 26 maggio 2017: “Il complotto contro l’America. Dentro la campagna di Putin per distruggere la democrazia negli USA”.

La democrazia in America è stata distrutta dai gruppi di interesse, dalla Corte Suprema e dalla presunta guerra al terrore che sta sfasciando la Costituzione. E quello che ci dicono è che Putin sta distruggendo la democrazia statunitense! Basta guardare la nuova copertina del Times, dove la Casa Bianca si trasforma nel Cremlino (in realtrà la Cattedrale di San Basilio), per simboleggiare la sottomissione dell’America alla Russia per colpa di Trump.

Perfino voci critiche come Paul Street, e il suo recente articolo su CounterPunch e sul sito russo Stategic Culture Foundation, non sembrano rendersi conto che gli USA hanno bisogno di un nemico, e che la Russia è il nemico perfetto. Street scrive di “come la Russia è diventata ‘di nuovo’ il nostro avversario”. Secondo l’autore, la Russia è stata scelta come nemico perché ha protetto parte del mondo dal venire inglobata dal capitalismo globale. La Russia è il nemico numero uno degli USA anche perché Putin ha impedito all’America di rovinare la Russia economicamente. Molto di ciò che dice Street è corretto, ma è un po’ esitante nell’andare dritto al punto. Deve diluire il suo messaggio con la solita propaganda. Street chiama Trump “un bruto dai capelli arancioni che ammira le maniere autoritarie di Putin”.

I problemi di Trump sono iniziati quando ha voluto normalizzare i rapporti con la Russia. La Clinton è il vero bruto che vuole peggiorare le relazioni. La Pace con la Russia e la Cina porterebbe al collasso di quel sistema bellico da mille miliardi di dollari, e il sistema bellico è figlio del governo americano. La verità è l’elemento più raro in occidente, e se ne trova sempre meno. Cercatela finché potete.

(Paul Craig Roberts, GlobalResearch – Traduzione di Federico Bezzi)