24 maggio 1915: l’Italia dimostra al mondo il suo valore

Sono le 03:55 del mattino del 24 maggio 1915 quando il primo colpo di cannone, in località Visinale di Corno di Rosazzo, viene sparato. E’ l’inizio, per l’Italia, della Grande Guerra e della rivalsa morale nei confronti di Austria e Germania, le quali l’hanno sempre considerata un’entità trascurabile costituita, fondamentalmente, da buoni a nulla.

È la libertà l’alto ideale che spinge gli interventisti a vincere la lotta a colpi di comizi avuta luogo fino a pochi giorni prima nelle piazze con i neutralisti; quella degli italiani “oltreconfine” e delle terre irredente il cui martirio nel giogo austriaco è durato troppo a lungo.

“Il momento è giunto, l’unità nazionale non è più un miraggio. La Grande Guerra per l’Italia comincia oggi, e sarà anche la Quarta Guerra d’Indipendenza,” scriveva così un giovane Benito Mussolini sulle pagine de il Popolo d’Italia prima di raggiungere il Reggimento bersaglieri nell’agosto del 1915 e, quasi, sacrificare la propria vita per dare all’Italia i naturali confini che gli spettavano dopo la fase risorgimentale.

Francesco Giuseppe I d’Austria e la Germania la accusano di tradimento, parlano di ingratitudine nei confronti del benessere usufruito dall’Impero austro-ungarico. Sbagliano, ovviamente; l’attacco alla Serbia dopo l’attentato di Sarajevo – senza consultare la Triplice Alleanza – e la violazione della neutralità belga, queste sono le vere infamie.

Il 24 maggio 1915 è per l’Italia il giorno della trasformazione; da semplice espressione geografica, come la definì Klemens von Metternich nel suo viaggio nel 1815, a crogiolo di diverse gioventù gagliarde, provenienti da ogni dove, che hanno dato vita, morte, sudore, lacrime e sangue per degli altissimi valori, che nell’era del post-moderno e dell’anti-italianismo allergico a concetti come “sacralità dei confini” e “sovranità nazionale” sono andati perduti. A loro va il nostro più profondo rispetto.

(di Davide Pellegrino)