L’Economist: “Marx ha ancora molto da insegnare ai politici”

Una regola non scritta delle elezioni britanniche vuole che non si citino i grandi pensatori. Il 7 maggio John McDonnell, il cancelliere-ombra, ha infranto questa regola menzionando nientemeno che Karl Marx. Il giorno successivo, il leader labour Jeremy Corbyn ha acclamato Marx come un “grande economista”. La cosa ha scatenato i giornali: il Daily Telegraph ha soprannominato McDonnell e Corbyn “i fratelli Marx”; il Daily Mail ha ricordato loro la storia sanguinosa del comunismo. David Gauke, ministro conservatore, ha avvertito che “la dirigenza marxista dei Labours” vuole trasformare il paese in un “esperimento socialista”, aggiungendo che il pensiero di Marx è “insensato”.

Invece McDonnell ha ragione: c’è molto da imparare da Marx. Molto di ciò che ha scritto diventa più importante ogni giorno che passa. La summa del suo pensiero è che la classe capitalista consista non di “creatori di ricchezza” ma di “cercatori di rendita” – persone brave a espropriare il lavoro altrui e presentarlo come il proprio. Marx non dava rilevanza all’importanza dell’imprenditoria nella società; ignorava il ruolo dei manager nell’aumento della produttività. Ma uno sguardo all’economia inglese conferma che ci sono molti “cercatori di rendita”. Nel 1980 i capi delle prime 100 aziende inglesi guadagnavano 25 volte un operaio. Oggi, 130 volte. I loro già enormi salari aumentano grazie a pensioni sostanziose e generose buonuscite. Tra il 2000 e il 2008 l’indice FTSE crollava del 30% ma i grandi manager vedevano i propri guadagni crescere dell’80%.

Anche il sistema politico funziona così. I politici fanno cassa grazie alla propria attività pubblica per poi riciclarsi nel privato con attività di lobby, consulenza alle compagnie o offrendo discorsi per cifre esorbitanti di denaro. Tony Blair si è arricchito offrendo servizi a banchieri e dittatori del terzo mondo. L’ex cancelliere George Osborne non è da meno: riceve più di 650.000 sterline all’anno per lavorare un giorno alla settimana alla BlackRock investment, lavora come editore presso l’Evening Standard e riceve decine di migliaia di sterline per un discorso.

Marx ha predetto che il capitalismo si sarebbe concentrato nel tempo. La concentrazione avviene soprattutto nei settori più avanzati dell’economia: Google controlla l’85% del traffico dei motori di ricerca in Inghilterra. Marx aveva ragione a sostenere che il capitalismo sarebbe stato dominato sempre più dominato dalla finanzia, la quale si sarebbe poi dimostrata senza scrupoli e ciclicamente in crisi.

E che dire della sua profezia più famosa, cioè che il capitalismo avrebbe impoverito sempre più i poveri e al contempo prodotto sempre più ricchezza per i ricchi? La “immiserazione” è una parola giusta per descrivere la condizione dei poveri del paese, che vivono di stipendio minimo e sussidi statali. Gli stipendi medi sono ancora al di sotto dei livelli pre-crisi del 2008 e non si vede miglioramento. La nascita del modello economico “Uber” minaccia di trasformare milioni di persone in lavoratori precari che mangiano solo ciò che possono uccidere.

Il problema di Marx non è che la sua analisi sia “insensata”, come ha detto Gauke, bensì che la sua soluzione sia peggiore del problema. E il problema di Corbyn e McDonnell non è che hanno imparato qualcosa da Marx ma che non hanno imparato nulla dagli ultimi cento anni di storia. McDonnell non ammira solo Marx ma anche Lenin e Trotsky. Corbyn ha descritto Castro come un “maestro della giustizia sociale”. Un capitolo del manifesto dei Labour parla di rinazionalizzare le industrie e di estendere i contratti collettivi. Il partito conservatore si avvia a una grande vittoria elettorale proprio a causa della disgregazione dei Labour, ma il voto della Brexit ha dimostrato che milioni di persone sono profondamente insoddisfatte della situazione attuale.

Il sistema sociale britannico è sempre stato in grado di riformarsi per evitare il collasso. Ciò significa che bisogna fare qualcosa di più che fissare i prezzi dell’energia come hanno i proposto i conservatori (mossa stupida, perché potrebbe far calare gli investimenti e portare a prezzi più alti). Significa che bisogna impedire ai monopoli di nascere: le regole antitrust britanniche devono essere aggiornate alla nostra epoca. Significa che bisogna ridurre i salari dei dirigenti e dare più poteri agli azionisti. Significa porre un freno alla precarietà del lavoro, e soprattutto chiudere la “porta girevole” tra politica e business. Il migliore modo di evitare di diventare la prossima vittima di Marx è di iniziare a prenderlo sul serio.

(The Economist – Traduzione di Federico Bezzi)