Gli interessi di Soros in Guinea

Una battaglia legale da dieci miliardi di dollari è in corso contro il sedicente filantropo George Soros, accusato di aver piegato la politica di un paese africano per i suoi interessi.  Il magnate ottantaseienne, il quale controlla una rete di organizzazioni no-profit in aggiunta al suo vasto impero finanziario, ha usato la propria influenza con il governo della Guinea per impedire alla compagnia israeliana BSG Resources di accedere agli appalti per le miniere di ferro presenti nella nazione africana. “Soros ha agito per dispetto, in quanto non possiede attività economiche in Guinea”, sostiene l’azienda.

Qualunque sia il risvolto della faccenda, non è la prima volta che Soros viene accusato di fare pressioni sui governi per i propri interessi. I critici sostengono che il finanziere usi le proprie fondazioni umanitarie per manipolare la politica, anche nella sua natale Ungheria.
“Dobbiamo fermare con ogni mezzo legale le finte organizzazioni umanitarie, come quelle guidate da Soros” ha dichiarato il Ministro dell’Educazione ungherese Zoltan Balog.

Negli Stati Uniti, Soros ha speso molto denaro sia nelle campagne locali che in quelle presidenziali. Anche se sostiene di voler ottenere una migliore giustizia, una maggiore redistribuzione dei redditi e di combattere il cambiamento climatico, i critici sostengono che abbia usato le proprie risorse per ottenere influenza nel Partito Democratico. Soros è stato accusato anche di usare la sua Open Society Foundation per interferire con il governo macedone, come ha dichiarato il senatore dello Utah Mike Lee.

Nel 2002, Soros è stato condannato in Francia per aver acquistato illegalmente azioni di aziende precedentemente possedute dal governo, inclusa la banca Société Générale, usando informazioni finanziarie riservate.

La BSG è controllata dal miliardario e avversario di Soros, Beny Steinmetz, il quale ha accusato Soros e le sue fondazioni di aver sabotato la sua azienda lanciando il sospetto di una corruzione. Steinmetz sostiene che Soros, con il quale non è in buoni rapporti da più di vent’anni, sia ostile allo stato di Israele. La BSG si è visto rescisso il contratto di sfruttamento delle miniere quando si è rifiutata di pagare centinaia di milioni di dollari per rinnovare le licenze; nell’accusa si sostiene anche che Soros abbia fatto pressione sul Dipartimento di Giustizia americano per indagare l’azienda. I portavoce di Soros negano e dichiarano che la BSG usi questo pretesto per sviare l’attenzione dai propri problemi legali.

J. Christian Adams, ex procuratore del Dipartimento di Giustizia sotto Obama e ora a capo della Public Interest Legal Foundation, ha dichiarato a Fox News che Soros ai tempi di Obama aveva un collegamento diretto con il Dipartimento. “Le sue organizzazioni hanno plasmato la politica del Dipartimento negli anni di Obama. Gli americani non hanno idea di quanto sia grande la sua influenza”.

(da FoxNews – Traduzione di Federico Bezzi)