Intervista a De Benoist: “Macron espressione degli ambienti finanziari”

Alain de Benoist, scrittore, politologo e filosofo francese, fondatore del movimento culturale denominato Nouvelle Droite, commenta in esclusiva per Oltre la Linea gli scenari dell’ormai imminente secondo turno delle presidenziali francesi. Macron/ Le Pen, infatti, non è solo la sfida di due visioni contrapposte in terra d’oltralpe, ma soprattutto il primo vero confronto elettorale tra quella che viene chiamata élite economica-finanziaria e il “populismo”, comunemente detto. In Francia, così come in tutta Europa.

Professore De Benoist, una delle poche possibilità di Marine Le Pen di vincere il ballottaggio, è intercettare il consenso di Mélenchon. Eppure, il portavoce del leader della “France insoumise” ha dichiarato a “Le Monde”, che neppure uno dei loro voti deve finire nelle mani del leader del Fn. Alcuni populismi non hanno ancora superato le ideologie?

È un po’ meno semplice di così. Melenchon, il leader di france insoumis, ha lasciato i loro elettori liberi di scegliere e ha rifiutato di dire per chi voterà lui stesso al secondo turno. Ha certamente escluso che voterà per marine Le Pen, ma il solo fatto che si sia rifiutato di invitare a votare per Macron, gli è valso le critiche più feroci di tutta la politica, da destra a sinistra, che hanno esplicitamente preso posizione a favore del movimento en Marche. Molti lo hanno accusato di essere “l’alleato di fatto” di marine Le Pen. Quest’ultima dal suo lato ha accolto positivamente la coraggiosa scelta di Melenchon e ha indirizzato un messaggio ai suoi elettori per chiedere loro di votarla.

Io penso che circa il 15%, se non di più, dei sostenitori di Melenchon voteranno domenica prossima per Marine Le Pen. un grandissimo numero sceglierà di astenersi e questo indirettamente favorirà comunque Marine Le Pen. Ci sono dei populismi di destra e di sinistra. L’invito a superare le ideologie a cui si richiamano non è molto realista. Tutto ciò che si può dire è che, votando per Macron, i sostenitori di Melenchon si schiereranno con qualcuno che è l’esatto incarnazione di tutto ciò che combattono.

Quanto influiranno le elezioni legislative previste per giugno sulla tenuta di Emmanuel Macron nel caso vincesse? Il Front National può confermare il risultato del primo turno delle presidenziali?

Anche se Marine Le Pen venisse battuta il 7 maggio,il solo fatto di essere rimasta sola faccia a faccia con Macron è per lei già una grande vittoria- soprattutto se il suo risultato supera il 40%. Ci si aspetta che alle legislative, un numero relativamente elevato di rappresentanti del Front National saranno eletti (si parla di 80 o 100 deputati), ma questo resta da verificare. È in realtà molto difficile fare dei pronostici seri allo stadio attuale delle cose, perché tutte le forze in campo sono state stravolte dalle elezioni presidenziali. I due principali partiti, i socialisti e i repubblicani, che sono stati eliminati al primo turno, sono oggi totalmente distrutti. Ad oggi si sta assistendo ad una ricomposizione totale dello scenario politico francese.

Houellebecq ha sostenuto che in Francia esista una situazione di nevrosi, una discrasìa tra la rappresentanza partitica e le istanze dell’elettorato. Lei ha più volte parlato di rivolta del ceto medio. Sembrerebbero sintomi di una crisi irreversibile, eppure il fenomeno Macron è stato supportato nelle grandi città urbanizzate, dove il rischio di episodi legati alla jihad si sente in modo più pressante. Come mai?

Si è creata una doppia frattura, da un lato fra la sinistra e il popolo (i vecchi elettori comunisti votano oggi per il front national), dall’altro fra la maggior parte della popolazione e l’insieme della classe politica. Dopo più di 20 anni, tutti i sondaggi attestano un’enorme ondata di sfiducia verso le elite (politiche, finanziarie, mediatiche), che si traduce in una generale crisi di rappresentatività. Si è passati da una società in cui circa i due terzi della popolazione era soddisfatta, a una società dove non più di un terzo lo è. La novità è che questa frattura sociale è al tempo stesso una frattura geografica: la Francia periferica da un lato, le città globalizzate dall’altro. In confronto a questo, la questione degli attentati è molto secondaria.

Macron ha già dichiarato che attaccherà la Siria, con o senza il consenso dell’ONU, per “neutralizzare le armi chimiche di Assad”. Con Macron, qualora vincesse, andrà al potere il Partito delle guerre umanitarie? Dobbiamo attenderci un’altra Libia?

Macron a dire il vero non ha mai detto che farà la guerra alla Siria. Si è accontentato di esprimere la sua ostilità ad Assad e la sua diffidenza verso i russi, allineandosi così sulle posizioni americane e occidentali. Marine Le Pen, a cui Macron rimprovera la sua simpatia per Putin, ha adottato la posizione opposta. È ancora troppo presto per sapere quale sarà concretamente la politica militare di Macron

Le Pen vuole delle relazioni migliori con la Russia, mentre Macron riflette la russofobia tipica delle èlite europee e mondialiste. E’ anche per questo motivo che l’ex banchiere è sostenuto da Bruxelles e dall’establishment?

È un fatto del tutto evidente, ma non è il motivo principale del sostegno che l’establishment apporta a Macron. Le ragioni più importanti sono d’ordine economico. Gli ambienti economici e i mercati finanziari , che hanno creato da zero il “fenomeno Macron” con l’appoggio dei grandi media, contano sul vecchio ministro dell’economia di Hollande per favorire la globalizzazione, la delocalizzazione, i flussi migratori , la precarizzazione del lavoro, lo smantellamento dei servizi pubblici ecc. In genere, gli ambienti economici sostengono un candidato durante le elezioni. Questa volta, hanno trovato più semplice presentare uno di loro.

Secondo Paul Craig Roberts, solo Marine Le Pen rappresenta gli interessi francesi. Secondo Craig Roberts, infatti, «oggi l’intero establishment francese fa riferimento a Washington ed esegue la volontà di Washington, che consiste nel mantenere la Le Pen lontana dalla presidenza della Francia a tutti i costi». Condivide questa lettura?

Questo è un buon riassunto della situazione.

(di Francesco Boezi e Roberto Vivaldelli – Traduzione dal francese di Benedetta Frucci)