Dopo i #JeSuis ecco le #BellesChose, perché l’idiozia non ha limite

Doveva accadere anche questo. Dopo #JeSuisCharlie e #JeSuisParis, dopo i gessetti, dopo #PrayforParisBruxellesLondonBerlin, dopo Imagine ormai diventata la melodia più odiosa dell’universo, qualcuno avrebbe anche potuto pensare – legittimamente – che la corsa sfrenata alla stupidità del mondo occidentale fosse giunta al capolinea.

La ridicolaggine di certe iniziative, prima o poi, dovrà cozzare con l’evidente disastro che giorno dopo giorno le cosiddette società libere si stanno trovando davanti, qualcuno avrà pensato. Lo ammetto candidamente, l’ho sperato anche io.

E invece no. Troppa intelligenza dietro considerazioni del genere. Ecco che nasce #BellesChose, l’erede designato della stirpe dell’inconsistenza summenzionata, il faro nuovo del semicoltismo, l’Alfa e l’Omega della libertà democratica: cose belle.

La traduzione è proprio quella, “cose belle”. Resistenza alla paura, dice Il Fatto Quotidiano. “La bellezza come rimedio al terrore”, che diciamolo, potrebbe essere anche la nuova pubblicità di un cosmetico, per cui sarebbe lecito interpellare Charlize Theron per realizzare un bello spot ribadendo che “noi valiamo” perché la nostra libertà e i nostri “valori” sono sacri: quali siano ancora non si è capito, visto che tutti quelli che richiamano alla storia europea vengono ammazzati senza pietà in nome dell’europeismo e dei dogmi liberali, ma vabbé.

“La serenità” la definisce invece The Post Internazionale. Per cosa, non si è altrettanto ben capito.  Devo essere particolarmente ottuso io, ma evidentemente subire decine di attentati in due anni, subire centinaia di morti, assistere a una media di attacchi che ormai è quasi settimanale deve essere il non plus ultra del rilassamento dell’anima.

“Per placare gli animi e far sognare”, citando Euronews. Anche qui la comprensione del concetto di “sogno” sfugge a qualsiasi soggetto che non abbia il cervello invaso dagli effetti del crack. Dal momento che gli Stati europei vivono nella paradossale situazione di non difendersi, ciò che è prospettabile si può assimilare più ai toni dell’incubo.

Un tipico esempio di irreprensibile reazione al terrore

In ogni caso siate lieti e soprattutto sereni. Da oggi in poi continueremo a pregare i #Pray senza minimamente credere in Dio, continueremo con i #JeSuis senza spostarci dalla nostra comoda sedia di fronte al PC, imperverseremo con i nostri album infantili da murales e, non contenti di ciò, mostreremo “cose belle” prima che vengano distrutte dai cattivissimi jihadisti criminali, ben soddisfatti della pioggia di like che otterremo.

Califfato e affini staranno senza dubbio tremando dalla paura. “Cose serie”.

(di Stelio Fergola)