Francia multiculturale e attentati, affinità da 10 e lode

Non si fermano più. La sparatoria agli Champs Elysee è solo l’ultimo atto di oltre un biennio di sangue transalpino. In Francia sono stati uccise in più di due anni oltre 230 persone, da quando la scia rossa  ha preso il largo tra i galletti mondialmente aperti e liberi.

È proprio il caso di dirlo: dall’attentato alla redazione di Charlie Hebdo e all’intera città della “tre giorni” 7-9 gennaio 2015, con i 17 morti registrati, di strada ne è stata fatta tanta. Una strada piuttosto terrificante. Nella redazione del quotidiano satirico vengono uccise 12 persone, le altre subiranno la stessa sorte nelle giornate di guerriglia successive.

Il massacro del 13 novembre 2015 al teatro Bataclàn e allo Stade de France è quello forse più sanguinolento: oltre 140 vittime.

Magnaville, 13 giugno 2016Un uomo uccide un poliziotto e sua moglie, anche lei agente di polizia, nella loro abitazione. Larossi Abballa, questo il suo nome, rivendica poi su Twitter l’omicidio a nome dell’Isis. Viene ucciso dalle forze speciali.

A Nizza, nel luglio 2016, un nuovo primato della Francia multiculturale: l’attentato in camion. Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, alla guida di un veicolo pesante, fa fuori oltre 80 persone e ne ferisce più di 200, con il più tradizionale dei metodi: le mette sotto. La modalità di attacco sarà ripetuta con un certo successo da aspiranti jihadisti nel dicembre 2016 a Berlino e poche settimane fa a Londra.

Una bella moda. Infine, il poliziotto ucciso nella capitale qualche ora fa. L’altro è in condizioni gravi.

Insomma, in decenni di lavoro intenso, la Francia multi-etnica non solo ha prodotto un Paese completamente vulnerabile agli arrivi di migranti sospetti, ma anche allevato un bell’esercito di arabi con passaporto transalpino, pronti a lottare in nome dell’Islam wahabita per uccidere, ormai, nei più svariati modi: passeggiando per strada ed entrando in un ristorante o in un bar, guidando un veicolo qualsiasi, entrando in un locale serale. Per le prossime puntate, aspettatevi pure un possibile incidente durante una partita a bocce.

Davvero un grande successo.

(di Stelio Fergola)