Armi chimiche, Damasco: “Opera di ribelli e jihadisti sponsorizzati dall’Occidente”

DAMASCO – Una fonte del ministero degli esteri ha riferito Martedì che la Siria nega categoricamente di aver utilizzato un qualsiasi gas velenoso a Khan Sheikhoun o in qualsiasi altra parte della città o del paese, affermando che l’esercito arabo siriano non dispone in alcuna forma di armi chimiche.

La fonte ha aggiunto in una dichiarazione a SANA che il coro dei gruppi armati terroristici che operano a Khan Sheikhoun, e gli sponsor occidentali e regionali affiliati che sostengono loro e i loro media, hanno fatto circolare notizie su un attacco con gas velenosi sulla città di Khan Sheikhoun nella provincia di Idlib.

“Come al solito è da quattro anni, che quei lati fabbricano accuse false contro le forze armate della Repubblica araba siriana”, dice la nota.

Essa ha aggiunto che la Siria afferma di aver addempiuto a tutti i suoi obblighi verso la Convenzione sulle armi chimiche (OPCW) dopo la sua adesione al trattato nel 2013.

“Questa nuova campagna arriva dopo i successi ottenuti dall’esercito arabo siriano e dalle forze che la seguono nella guerra contro il terrorismo negli ultimi giorni e settimane, in aggiunta, queste invenzioni vengono prima della convocazione della riunione UE di domani sulla Siria al fine di lanciare un attacco contro il paese e giustificare risoluzioni ostili che saranno adottate in questo incontro “, ha detto il ministero degli Esteri.

Esso ha aggiunto che la Siria ribadisce la propria condanna del crimine perpetrato dalle organizzazioni terroristiche armate a Khan Sheikhoun che sarebbero parte del quadro del profitto politico di base a scapito degli spiriti delle donne siriane e dei bambini, affermando che respinge l’uso di tali materiali tossici da qualsiasi lato o in qualsiasi luogo e in qualsiasi condizione.

“La Repubblica araba siriana sottolinea che tutte queste accuse fabbricate non gli impediscono di continuare la sua guerra contro il terrorismo, i loro sostenitori, i loro sponsor in Arabia Saudita, Turchia, Qatar e alcuni dei paesi dell’Unione europea, e di lavorare per una soluzione politica alla crisi in Siria” ha detto il Ministero degli Esteri, invitando la comunità internazionale a sostenere i suoi sforzi nella lotta al terrorismo.

(da Sana – Traduzione di Roberto Casagrande)