Assad e le armi chimiche, l’Occidente ci riprova ma non convince

Secondo il solito Osservatorio siriano per i diritti umani, istituto con sede a Londra e gestito da uno storico oppositore di Assad, l’esercito lealista avrebbe impiegato armi chimiche. Neanche il tempo di accertare la verità che Mogherini, UE e Netanyahu accusano il governo siriano. La Francia, che deve rendere conto alle petrolmonarchie, chiede urgentemente una riunione dell’ONU. E come potevano mancare in questo quadro gli “Elmetti Bianchi” di Al Qaeda?

In questa narrazione che fa acqua da tutte le parti non esiste possibilità di contraddittorio e bisogna frettolosamente arrivare a una conclusione per “inchiodare” il nemico; un avversario che la guerra contro gli islamisti la sta vincendo e probabilmente non ha alcun interesse a impiegare armi proibite dal diritto internazionale per attirarsi le ire del mondo intero.

Ci sono almeno ben tre motivi, come spiega Adam Garrie su The Duran, per non credere alla versione occidentale:

  1. La Siria non dispone di armi chimiche

Nel 2013, un rapporto dell’ONU realizzato a seguito di una missione ufficiale in Siria ha stabilito che tutte le armi chimiche erano state distrutte o rimosse dal governo. Alcune, tuttavia, sono entrate in possesso dei ribelli jihadisti e impiegate, come il gas sarin.

2. Non sono stati condotti attacchi aerei a Idlib

In un comunicato l’esercito russo ha confermato che gli aerei russi non sono stati mai stati impiegati in nessuna zona del governatorato di Idlib.

3. Notizie false dalle solite fonti inaffidabili

Tutti i media hanno citato come fonte l’Osservatorio siriano per i diritti umani, autore di innumerevoli  bufale smentite dai fatti.

In aggiunta a questo, va ricordato che ogni notizia relativa all’impiego di armi chimiche da parte dell’Esercito Arabo Siriano è stata sempre smentita. Riportiamo questa notizia apparsa su Rai News e questa a firma di Gian Micalessin.

(di Roberto Vivaldelli)