Elezioni in Armenia: lo scenario e le accuse ai repubblicani

Venerdì 24 marzo un’organizzazione civica armena ha affermato di avere raccolto prove che i presidi delle scuole pubbliche in tutta l’Armenia esercitano illegalmente pressioni al loro personale e ai genitori degli studenti, per votare il Partito Repubblicano al governo (HHK) alle prossime elezioni.

Un attivista dell’Unione dei cittadini informati (UIC), fingendosi un alto rappresentante del Partito Repubblicano, ha telefonato ai direttori di 136 scuole e asili della capitale Yerevan e di altre località del Paese caucasico. Ha riferito alla stampa che 114 di loro hanno ammesso di aver stilato elenchi di genitori di bambini, così come di insegnanti e personale di scuola materna, che si sono impegnati a sostenere il Partito Repubblicano nelle elezioni del prossimo 2 aprile.

L’UIC sostiene che le liste sono state presentate agli enti locali o agli uffici dello staff elettorale HHK. Ed ha anche pubblicizzato di essere in possesso di file audio delle presunte conversazioni telefoniche.

“Abbiamo telefonato a tutti i distretti amministrativi di Yerevan e di tutte le province”, ha dichiarato Daniel Ioannisian dell’UIC in conferenza stampa. “Più dell’80% dei direttori di scuole e asili hanno ammesso di aver presentato tali elenchi per il Partito Repubblicano e ha dato i dettagli di quelle liste.”
Secondo Ioannisian la lista più lunga, contenente circa 1.700 nomi, è stata redatta dal capo della scuola secondaria di Gyumri n.37. “Alla domanda se queste persone voteranno per i repubblicani, il preside della scuola ha detto che stanno usando tutti i metodi con gli elettori, tra cui l’intimidazione”, ha commentato l’attivista.

Ioannisian, la cui organizzazione sarà presente a monitorare le elezioni parlamentari, ha denunciato la presunta campagna illegale come un “crimine a livello nazionale” impegnato “a livello statale.” “Questi non sono casi isolati”, ha detto. “Non abbiamo telefonato a tutte le scuole. Abbiamo telefonato ad appena 136 direttori scelti a caso, e l’80% di loro ha ammesso di impegnarsi in questa pratica.”

Il Partito Repubblicano ha denunciato queste accuse come una provocazione “disonesta”, volta a screditare i suoi sostenitori. In una dichiarazione scritta, il quartier generale della campagna del partito non ha negato che molti dirigenti scolastici stanno facendo una campagna per la sua vittoria elettorale. Ma ha dichiarato che “il reclutamento, la registrazione, la mobilitazione e l’identificazione del potenziale elettorato” è parte integrante di una campagna elettorale.

“Il codice elettorale non vieta ai cittadini armeni di essere coinvolti in campagne e analoghe attività al di là delle ore e dei compiti lavorativi”, dice la nota. “Un’analisi meticolosa di gran parte delle registrazioni non dà alcuna ragione di affermare che c’è stata una violazione del codice elettorale.”
Il partito, guidato dal presidente Serzh Sarkisian, è stato a lungo accusato dai suoi oppositori politici, membri della società civile e dei media di usare le sue leve del governo per vincere le elezioni. Ed egli ha sempre negato. Del resto i candidati repubblicani in corsa per il parlamento, molti dei quali individui ricchi, si trovano ad affrontare crescenti accuse di acquisto voti. Negano di distribuire denaro o altri aiuti materiali agli elettori.

(fonte: Azatutyun)