I repubblicani indagano sui finanziamenti di Soros

Alcuni senatori repubblicani stanno chiedendo al Segretario di Stato Rex Tillerson di indagare sui finanziamenti pubblici alle associazioni collegate al miliardario George Soros. Una lettera spedita martedì chiede una inchiesta sull’uso, da parte di agenzie come la USAID (Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale), di elargizioni di denaro pubblico a gruppi politici di sinistra all’estero.

Il Senatore repubblicano Mike Lee, uno dei cofirmatari della lettera, ha aggiunto che alcuni leader politici e ufficiali stranieri gli hanno consegnato dei rapporti di attività statunitensi nei loro paesi. Ha dichiarato: «È stata riportata l’attività lobbistica di alcuni diplomatici [statunitensi], il finanziamento dell’USAID a gruppi politici violenti e la marginalizzazione dei movimenti politici moderati e conservatori. Questo favoritismo politico è inaccettabile»”

La lettera a Tillerson è stata firmata anche dai senatori repubblicani James Inhofe, Thom Tillis, David Perdue, Ted Cruz e Bill Cassidy, e segue la lettera scritta a febbraio dagli avvocati del Partito Repubblicano che chiedeva di investigare su finanziamenti pubblici alle attività di Soros in Macedonia, attualmente retta da un governo conservatore.

In particolare, i finanziamenti dell’USAID alla Open Society di Soros in Macedonia hanno sollevato il sospetto che l’ambasciata statunitense stia prendendo parte nei problemi politici del paese. L’obiettivo della Open Society è «costruire democrazie tolleranti, nelle quali i governi rispondano ai propri cittadini», ma i critici sostengono che sia una copertura per le manovre politiche di Soros. Il sito della USAID mostra che tra il 2012 e il 2016 sono stati elargiti quasi 5 milioni di dollari di denaro pubblico alla Open Society in Macedonia per il “Civil Society Project”, il quale punta a «educare i cittadini della Macedonia verso un governo responsabile». Il sito della USAID rimanda a www.soros.org.mk e dichiara che il progetto ha educato centinaia di giovani macedoni «all’attivismo giovanile e l’uso dei nuovi media».

Il Dipartimento di Stato ha dichiarato che, oltre a quel progetto, l’USAID ha finanziato un nuovo “Progetto di impegno civico” sostenuto da quattro organizzazioni, tra le quali Open Society Macedonia. Il costo è di circa 9,5 milioni di dollari.

Dopo aver ricevuto una risposta insoddisfacente da parte degli ambasciatori statunitensi, i senatori hanno scritto a Tillerson, evidenziando non solo la situazione in Macedonia, ma anche ciò che descrivono come «una serie di attività allarmanti in questo paese fragile», riferendosi anche alla vicina Albania. «I rispettabili leader albanesi hanno parlato apertamente di pressioni da parte dei diplomatici USA e delle organizzazioni di Soros per spingere ad alcune riforme nel paese», recita la lettera in riferimento a una riforma giudiziaria appoggiata dalla Open Society che i critici sostengono darebbe pieno controllo al sistema giudiziario da parte del governo socialista.  «Gli effetti destabilizzanti di tali azioni in una nazione NATO sono chiari, e il rischio di una escalation è evidente in quanto l’Albania sta anticipando le elezioni a quest’anno». Simili pressioni si riscontrano anche in Africa e America Latina. «Chiediamo», continua la lettera, «di usare la sua autorità per indagare sui finanziamenti alle associazioni di promozione della democrazia, e di dichiarare quante sono queste attività».

Il premier conservatore dell’Ungheria Viktor Orban, lo scorso mese, ha espresso preoccupazioni sull’interferenza di Soros negli affari interni del suo paese, e ha lanciato l’allarme sull’“impero trans-nazionale” del magnate. Il Ministro degli esteri ungherese Péter Szijjártó ai microfoni di Fox News ha espresso la speranza che «il cambio di amministrazione USA porti a una diminuzione delle interferenze di Soros negli affari del suo paese». Ha dichiarato: «Non è un segreto che esista una forte correlazione tra Soros e i Democratici. È ovvio che se Hillary Clinton avesse vinto, ora le pressioni contro l’Ungheria sarebbero ancora più forti. Con la vittoria di Trump vogliamo sperare che diminuiscano».

Un chiaro esempio dell’influenza di Soros sull’amministrazione Obama si può trovare in una email del 2011 pubblicata da Wikileaks nella quale Soros premeva su Hillary Clinton per fare qualcosa in Albania a causa delle proteste nella capitale Tirana. Nella mail, Soros chiede alla Clinton di «spingere la comunità nazionale a chiedere al Primo Ministro Berisha e al leader dell’opposizione Edi Rama di abbassare i toni per prevenire altre manifestazioni pubbliche» e nominare un alto funzionario europeo come mediatore.

(da Fox News – Traduzione di Federico Bezzi)