Cuba non si piega: vietato l’ingresso a funzionari USA

Questa settimana, Cuba ha negato l’entrata a Luis Almagro, capo dell’OAS (Organizzazione degli Stati Americani) che avrebbe dovuto ricevere un premio nella capitale. Inoltre, il governo ha negato l’ingresso all’ex presidente messicano Felipe Calderon e a Marianna Aylwin, figlia dell’ex presidente cileno Patricio Aylwin. Calderon e Aylwin erano in viaggio, diretti a quello stesso evento.

I mezzi di comunicazione allineati si sono ovviamente affrettati a dipingere tale decisione di negare l’entrata come ulteriore esempio del “totalitarismo” che vige nel paese. In seguito alle pubblicazioni diffamatorie, il Ministero degli Esteri cubano ha rilasciato una dichiarazione al fine di presentare una difesa contro tali accuse:

«Il piano, concordato durante numerosi viaggi a Washington e in altre capitali della regione, era quello di scatenare nella capitale un’aperta e seria provocazione ai danni del governo cubano, generare stabilità interna e danneggiare l’immagine internazionale del paese.

Venuto a conoscenza di questi piani, il governo ha applicato le leggi che garantiscono la protezione della sovranità nazionale cubana impedendo l’accesso entro i confini del territorio nazionale ai delegati stranieri che avrebbero partecipato all’evento in questione.»

Secondo la dichiarazione del Ministero degli Esteri, il governo ha impedito l’entrata di Almagro nel paese per tre motivi principali.

Innanzitutto a causa dei suoi legami con gruppi di opposizione di destra che operano con l’intento di destabilizzare la nazione cubana. La Rete latinoamericana dei Giovani per la Democrazia, che avrebbe dovuto conferire il premio ad Almagro, è legata all’US National Endowment for Democracy e all’Inter-American Institute for Democracy, organizzazioni che frequentemente invocano il colpo di Stato a Cuba.

Secondo, a causa dei continui attacchi di Almagro ai governi della sinistra antimperialista in America Latina e nel Caraibi. Almagro è un instancabile promotore del cambio di regime in Venezuela e ha stretto forti legami con agenti dell’opposizione come Enrique Capriles e Leopoldo Lopez. Inoltre, Almagro si è espresso in favore del cambio di regime nel caso delle amministrazioni di Daniel Ortega in Nicaragua e di Evo Morales in Bolivia.

Terzo, la OAS su libro paga di Washington ha isolato e attaccato Cuba fin dai tempi della Rivoluzione del ’59, che ha portato al potere il Partito Comunista di Cuba. «Stanno tentando di vendere ai cubani i “valori” e i “principi” del sistema interamericano, malgrado l’evidenza della dura realtà contraria ai principi democratici sviluppatasi nel quadro del suddetto sistema», secondo la dichiarazione del Ministero degli Esteri cubano.

«Cinquant’anni dopo, e con l’appoggio di popoli e governi in diverse parti del mondo, è necessario sottolineare, come il Presidente Raul Castro ci ha assicurato, che Cuba non rientrerà mai nell’OAS».
Il divieto di entrata nel caso di Calderon e Aylwin ha motivazioni simili.

Mariana Aylwin è considerata la guida ideologica della fazione più conservatrice della coalizione governativa cilena. Aylwin era in viaggio verso Cuba per ritirare un premio in nome del padre, il primo Presidente cileno in seguito agli anni della dittatura di Augusto Pinochet. Calderon, dal partito della destra messicana Azione Nazionale, è stato presidente dal 2006 al 2012 e ha avviato la collaborazione sulla guerra alla droga con gli Stati Uniti.

(da TeleSur – Traduzione di Maria Teresa Marino)