La dittatura della democrazia: come si crea il Pensiero Unico

La realtà osservata dall’essere umano non corrisponde praticamente mai alla realtà oggettiva, ma è sempre il frutto di un’osservazione mediata da filtri mentali inconsci capaci di distorcere, modificare, annullare la realtà stessa; come degli occhiali che permettono il passaggio di una determinata quantità di luce, senza consentire però la visione del sole nella sua interezza. Questo funzionamento intrapsichico è molto conosciuto dagli esperti di pubblicità e di marketing, che riescono quindi a cambiare i meccanismi inconsci di potenziali consumatori in veri e propri diktat mentali che pulsano verso l’acquisto di un determinato bene rispetto ad un altro. E’ per questo motivo infatti che tutte le più grandi aziende produttrici continuano a spendere tantissimi soldi in pubblicità, nonostante i beni prodotti siano già ampiamente noti al grande pubblico. Il fine infatti, non è più quello di presentare e far conoscere il prodotto, bensì quello di creare dei meccanismi inconsci, tali per cui quando ci si trova di fronte ad una vetrina o a uno scaffale del supermercato, una parte del cervello, la più importante a dire il vero, quella inconscia, spinga verso l’acquisto del prodotto pubblicizzato. Per creare queste nuove sinapsi i messaggi devono essere continuamente ripetuti fino all’esasperazione, esattamente come un mantra e devono possedere una forte carica emozionale.

Anche i mass media, giustamente chiamati quarto potere, basano il loro funzionamento sulle tecniche psicologiche per imporre gusti, stili di vita e visioni del mondo a loro più comode, o meglio ancora, comode ai proprietari degli stessi mezzi di comunicazione, che ovviamente detengono interessi ben più grandi rispetto a quelli semplicemente editoriali, radiofonici o televisivi. Sempre più organi di stampa e canali tv sono in mano a sempre meno persone, andando così a formare quello che viene più semplicemente chiamato Pensiero Unico, ovvero l’egemonia culturale del neoliberismo. E’ risaputo infatti che, nella quasi totalità dei casi, i proprietari o gli azionisti di maggioranza dei più grandi network informativi mondiali, corrispondano agli azionisti dei più grandi fondi finanziari speculativi, come ad esempio State Street Corporation, Vanguard, Black Rock ecc… Nonostante possano sembrare realtà lontane dal quotidiano, bisogna ricordarsi che quando si parla di questi signori, si parla degli stessi signori che con le loro decisioni pilotano la geopolitica mondiale finanziando finte ribellioni e guerre. Questi burattinai occulti modificano anche la politica interna dei singoli Stati, le scelte economiche, il successo o il fallimento di interi settori industriali. Sono coloro che possono causare mancanza di lavoro o di servizi. Meno soldi nel portafoglio insomma, così giusto per rendere l’idea.

Anche Lucio Caracciolo, direttore di Limes, sostiene ad esempio che l’influenza del colosso Black Rock sia stata alla radice dei grossissimi problemi economici italiani nel 2011. Dichiarazioni importantissime sono state anche quelle di Alexei Pankin, oppositore del presidente russo Vladimir Putin e già collaboratore USA nell’era sovietica. Pankin, nel 2006, ha scritto sulla rivista Russia Profile: “Ho guidato un programma dello USAID di supporto ai media con un budget totale di 10,5 milioni di dollari e un programma analogo della fondazione Soros con budget annuale di 1,8 milioni di dollari. Dovevo relazionarmi con un numero considerevole di supervisori, ispettori, consiglieri”.

Chi detiene la forza economica, da sempre, investe moltissimo negli organi di propaganda, pensati e progettati per plasmare l’inconscio collettivo, in quanto si riconosce l’importanza strategica che i mezzi di informazione hanno verso la società civile. Partendo dal presupposto che un cittadino americano in media guarda 153 ore di tv al mese, è facile pensare che forza devastante possano avere i messaggi che passano sullo schermo. I mass media che fanno capo all’oligarchia globalista bombardano letteralmente di informazioni, suggestioni, immagini il comune spettatore che basa quindi la sua idea su ciò che gli viene propinato, in maniera passiva quindi. Queste informazioni, tralasciando quei pochi che tentano di nutrire la loro curiosità, vengono introiettate dallo spettatore medio che si crea quindi un’idea già confezionata riguardo un determinato avvenimento, la stessa idea che fungerà quindi da cardine sul quale far poggiare eventuali deduzioni o ragionamenti. Per aiutare ancora di più l’immagazzinamento dei concetti cari ai mondialisti, il potere cerca di suscitare emozioni, in quanto è risaputo che se un concetto è associato ad un’emozione forte, tale concetto rimarrà per sempre in memoria. Tutto il mondo, infatti, ricorda perfettamente cosa stava facendo il giorno dell’11.9.2001- Ecco, questo è solo un esempio.

Da arma di informazione di massa, molto spesso giornali, radio e tv si trasformano in armi di distrazione di massa, creando fantomatici spauracchi per avere il consenso della società civile. E’ così infatti che, tentando di creare dal nulla un nemico con l’appoggio delle elite culturali, ci si può occupare di altri sporchi affari in sordina; l’identificazione di un nemico comune rafforza inevitabilmente i legami all’interno del gruppo. Le fantomatiche armi di distruzione di massa (mai trovate) di Saddam, dovrebbero ricordare qualcosa. Questi aspetti fanno leva sull’ancestrale bisogno di sicurezza dell’esser umano, che ovviamente può portare anche a giustificare “guerre preventive” per tutelare la propria sopravvivenza.

Il pensiero unico cerca di annoverare all’interno del proprio esercito non solo giornalisti e uomini di cultura, ma anche personaggi che provengono dal mondo dello spettacolo e dello sport, in quanto un messaggio dato da una persona sulla quale già si ha una predisposizione positiva, ha sicuramente una forza diversa rispetto allo stesso messaggio pronunciato da uno sconosciuto. Si pensi ad un adolescente che riceve una raccomandazione da un insegnante oppure dal suo campione sportivo preferito; nonostante il concetto sia il medesimo, la carica emozionale investita dal modello di riferimento produrrà totalmente un altro effetto sulla mente del ragazzo. Una sorta di: “ Se lo dice lui vuol dire che è giusto”.

E’ bene sottolineare che l’organismo della propaganda del pensiero unico mondialista non si ferma al possesso di giornali, televisioni e radio. Sono innumerevoli infatti le istituzioni mondiali che, sfruttando una facciata filantropica e caritatevole, sono a libro paga dei soliti giganti dell’economia. Emergency è solo la più famosa. L’importanza di questi organismi internazionali non è seconda a quella di giornali, radio e tv in quanto le prese di posizione di queste istituzioni incidono moltissimo sulla formazione del pensiero del comune cittadino. Il meccanismo è davvero subdolo e gioca anche in questo caso su un altro aspetto tipico della nostra specie, l’empatia e il senso di colpa. Le televisioni proiettando continuamente immagini di bambini malnutriti e morenti, cercano di toccare il lato empatico dell’uomo comune che immedesimandosi in quella povera vita sofferente, si sente a disagio e vede nell’organizzazione umanitaria di turno una speranza di cambiamento e di aiuto tangibile verso quelle povere anime che stanno attraversando una crisi umanitaria. Ecco come con una semplice strategia si possa creare un’associazione mentale tra organizzazione umanitaria ed emozione empatica. Poco conta poi che le cause della crisi umanitaria vengano sempre taciute. Si badi bene che non si vuole colpevolizzare tutti i membri di queste realtà, i quali sono spesso mossi da reali motivazioni filantropiche, bensì si vuole semplicemente mettere in evidenza come i direttori d’orchestra della propaganda siano consapevoli del meccanismo psicologico che sottende queste scelte.

L’ultima cura rinvigorente della propaganda di regime si chiama “Lotta alle notizie false”. Anche in questo caso dietro la facciata dall’intento rispettabile si nasconde un orrendo tranello. Tutte le notizie che non sono in linea con il pensiero unico devono essere cancellate. Praticamente si vuole annullare anche quella sterile resistenza composta da voci controcorrente che credono ancora nella reale informazione. Il ministero della verità di Orwell è diventato realtà e sta iniziando a fare le prime vittime. In sostanza, è facile comprendere come per l’uomo comune sia quasi impossibile ricevere un’informazione neutrale e scevra da influenze oligarchiche; con ciò non si vuole giustificare la mancata conoscenza approfondita dei temi geopolitici, ma almeno si può capire come mai purtroppo il pensiero unico è ancora oggi cosi forte. Con il mantra dell’esportazione di democrazia hanno annullato il concetto di sovranità, con il mantra dell’accoglienza hanno annullato quello dell’identità, con il mantra del progresso hanno annullato la tradizione. Attraverso la retorica sulla libertà e sui diritti civili le oligarchie hanno così creato uno specchietto per allodole in grado di accecare il libero arbitrio. Poco conta poi se la libertà di esprimere dissenso verso questa dittatura della democrazia non venga tutelata.

(di Marco Terranova)