Dal ’68 ad oggi, il servilismo dei “Politicamente corretti”

Sembra sicuro che soltanto un’infima minoranza degli “studenti” in ebollizione a Bologna sia effettivamente composta da iscritti all’Università. Si avrebbe dunque a che fare, in primo luogo, con i soliti “antagonisti” dei centri sociali. Voglio ricordare che questi sono, per il modo d’essere e di agire, una specie di equivalente moderno del “lumpenproletariat” ottocentesco, inviso al movimento operaio, a Marx e suoi seguaci, ecc.

Oggi, però, tale accozzaglia di apparenti “disperati” sono spesso figli di riccastri e ben introdotti nei gangli del potere economico e politico di questa gelatinosa società. Sono in genere drogati, completamente sbandati dal punto di vista della vita quotidiana e dei modi di pensare; e certamente non sanno proporre nulla che veramente avvii verso un nuovo ordine sociale.

La vera rivoluzione provoca caos solo per un dato periodo di tempo; ed è tuttavia diretta e controllata da chi sa più o meno dove vuole arrivare, quale obiettivo intende raggiungere per poi, se ci riesce, pensare a stabilizzarlo nell’ambito di una nuova organizzazione della società. Gli attuali rivoltosi sono soltanto violenti, scontenti di tutto, disadattati ad ogni modo civile di convivenza sociale.

Tuttavia, dietro a loro ci possono essere proprio quelli che essi combattono (cioè credono di combattere), i quali danno ampi spazi ai loro capi (sia pure con accordi assai coperti), autentici farabutti dalla “doppia faccia”, di cui fu pieno zeppo il ’68. Vili truffatori e pericolosi individui, pronti ad ogni mascalzonata pur di creare quei disagi sociali, che poi li vedono spesso ascendere (non tutti certo) ai posti di potere.

Oggi, però, accanto a questa sorta di nuovo “lumpen” vi sono anche molti migranti. Sembra quindi che anche una mia recente previsione possa entrare in fase di realizzazione. I “poteri costituiti” attuali (e che lo sono da decenni), quelli ormai affidati ad una presunta “sinistra” del “politicamente corretto” (e di tutte le più dementi “innovazioni” di costume), sono attualmente spaventati perché stanno crescendo quelli che loro definiscono, ridicolmente, “populisti”, cioè gente ormai stufa delle loro “trovate” semplicemente distruttive di una cultura e di una civilizzazione di lunga tradizione.

La massiccia “invasione” di africani, slavi, ecc. degli ultimi anni è stata senza dubbio provocata dalle strategie americane, messe in azione da una serie di Amministrazioni successive al crollo del mondo bipolare, convinte che fosse ormai facile affermare il monocentrismo statunitense. In realtà, ci si è avviati, sia pure con una partenza incerta e non subito compresa, verso il multipolarismo. Appena tale processo si è reso più chiaro, vi è stata un’accentuazione della strategia Usa tesa ad impedirlo, suscitando un indescrivibile caos.

Oggi sembra che la nuova Amministrazione Trump abbia l’intenzione di usare metodi assai diversi (almeno in alcune decisive zone dello scacchiere mondiale) per difendere le proprie aree di influenza; si va da una decisa lotta (almeno così sembra) contro l’islamismo radicale, precedentemente alimentato da Obama, ad un ammorbidimento dell’atteggiamento verso la Russia, una delle artefici del multipolarismo. Da ciò dovrebbe derivare un ripensamento del ruolo della Nato e anche della politica nei confronti della UE. Difficile dire al momento se tale tentativo della neopresidenza americana potrà proseguire con una certa energia. Se lo fosse, non vi è dubbio che dovranno esserci profondi cambiamenti nella strutturazione delle relazioni intereuropee e, dunque, anche nei suoi organi dirigenti. Ne sta seguendo una reazione da parte di quelli attuali, i quali sembrano allora voler sfruttare a modo loro il massiccio arrivo dei migranti.

Non è quindi escluso che si arriverà alla formazione di “squadracce” atte a spaventare le popolazioni europee e a mitigare i tentativi di rimettere in discussione quegli assetti, da cui derivano tanti vantaggi per gli inetti e superati dirigenti odierni al comando nei vari paesi della UE, che si vedono minacciati dalla crescita di gruppi finalmente convinti di una maggiore autonomia del nostro continente dalla settantennale subordinazione a poteri estranei.

I soliti cretini, anche di “destra”, qualificano tale reazione, detta appunto “populista”, come una sorta di rinascita del fascismo. Una vera idiozia; si tratta invece dell’antifascismo, quello di mera facciata, quello sviluppatosi soprattutto a partire dagli anni ’70 del ‘900. In Italia, in particolare, il fenomeno ha assunto i connotati del ben noto “compromesso storico” tra Dc e Pci, messo in piedi tramite contatti “coperti” di quest’ultimo (ormai in mano alla frazione berlingueriana) con gli Stati Uniti per attuare, con iniziale circospezione, il cambio di campo rispetto al precedente filosovietismo di tale partito.

La “sinistra” Dc fu pienamente complice; e non furono esenti da tale errore (si pensava che fosse un passaggio obbligato e non troppo doloroso) ampi settori “diccì” (anche Andreotti, ad es.). E’ evidente che non fu messo in conto, da certi ambienti governativi italiani di quegli anni, cosa sarebbe accaduto con il crollo del mondo bipolare. Il Pci si andò invece preparando adeguatamente; anche, fra l’altro, con la forte penetrazione nella magistratura. Ed infatti da questo settore partì l’offensiva per eliminare i vecchi subordinati agli Usa e affidare il potere ai nuovi, assai più servili perché puri e semplici voltagabbana con tanti scheletri negli armadi e quindi ben ricattabili.

Il “caso Moro”, su cui ancora oggi alcuni imbecilli (se non sono in malafede) continuano ad inventarsi novità di disguido, fu un momento chiave di preparazione del passaggio di campo dei piciisti in oggetto e di completo fallimento di coloro che, in buona fede per carità, crederono di poter sfruttare rivoluzionariamente la presunta “guerra fredda” tra Usa e Urss (parlo delle Br ma non solo perché anche altri settori, apparentemente “legalitari”, erano in relazione “nascosta” con esse); gli intenzionati all’impossibile rivoluzione divennero invece pedine nel gioco degli Usa, dei loro nemici del Pci, della “sinistra Dc” e via dicendo. Chi sa o sapeva tace; molti sono proprio morti.

E gli storici vanno esclusivamente a caccia di farfalle per le loro immeritate carriere universitarie. D’altronde, gran parte d’essi era ed è connivente con i poteri da sempre asserviti allo straniero, quindi se ne sta tranquillamente a godere i frutti dei voluti fraintendimenti. Nel contempo, grazie alla massiccia occupazione dell’insegnamento scolastico d’ogni ordine e grado da parte dei pretesi ex “rivoluzionari”, vengono allevati dei “figlioletti” totalmente privi di memoria storica, di qualsivoglia intendimento dei processi in atto, solo in vena di distruggere e manifestare il loro disadattamento sociale e lo sfacelo mentale. Comunque passiamo oltre per il momento.

Il 2017 dovrà probabilmente assistere alla prosecuzione decisa, o invece all’indebolimento, di quella che appare essere la nuova strategia americana per ritardare il multipolarismo in avanzata. Se non vi saranno arretramenti importanti, si dovrebbe accentuare lo scontro tra l’attuale dirigenza UE e dei governi europei e le forze di orientamento più autonomista e sovranista. Dunque, come già detto, assisteremo al tentativo di rafforzare le squadracce “antifasciste” nel tentativo di opporsi al (e schiacciare il) possibile nuovo orientamento di rilevanti forze politiche in Europa e, ovviamente (e ancor più), in Italia.

Tali squadracce non useranno certo il manganello e l’olio di ricino, metodi tutto sommato blandi e quasi misurati. Avremo autentici assassini e criminali fra i più feroci e selvaggi in azione. Non ci si difende contro simili abbrutiti se non con metodi altrettanto brutali. In condizioni diverse – con il governo in mano a forze sovraniste, in grado di ripulire le “forze dell’ordine”, gli apparati militari, i Servizi, dal personale di cui sono infarciti dopo decenni di prevalenza dei “politicamente corretti”, strettamente dipendenti dagli Stati Uniti delle passate Amministrazioni – sarebbe possibile utilizzare gli organi di sicurezza interna per debellare le squadracce in questione.

Se continuiamo ad avere al governo gli attuali successori (perfino in via di peggioramento) dell’ex Pci e Dc di “sinistra” – quelli messi in sella dopo “mani pulite” sotto la direzione degli Usa – la lotta dovrà assumere contorni diversi. Se nessuno sarà in grado di pensare alle “novità” indispensabili, cadremo sotto il tallone di delinquenti di una violenza selvaggia difficilmente immaginabile.

Pensateci, esercitate almeno un po’ la vostra intelligenza; e dimenticate le mollezze di questo lungo periodo di pace, assicurato da un servilismo che ormai non è più adeguato alla nuova epoca in avanzata. Non ci potrà più essere la vecchia “regolamentazione” statunitense del sedicente “mondo libero”; l’epoca è cambiata, datevi un brusca sveglia perché andiamo incontro ad un mondo assai poco piacevole.

(di Gianfranco la Grassa)