Ritorno al passato nei licenziamenti

Il diritto del lavoro italiano, in tema di licenziamento del lavoratore, è sempre stato molto “garantista” nei confronti di quest’ultimo. Emblematico in tal senso è il disposto letterale della Legge n.°604 del 1966 che stabilisce la licenziabilità soltanto in presenza di un giusto motivo o di un giustificato motivo oggettivo.

La precisa codificazione di questi due diversi motivi di licenziamento del lavoratore rientrava appieno nella volontà del legislatore di allora di impedire possibili comportamenti abusivi del datore di lavoro a tutto detrimento della parte debole del rapporto lavorativo. La giurisprudenza del lavoro, inizialmente, ha sostanzialmente rispettato gli intendimenti del legislatore dell’epoca, riconoscendo legittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo soltanto in un limitato numero di casi ben precisi.

Ma i tempi cambiano. A partire dagli anni ’90 del secolo scorso – guarda caso, con l’avvento delle politiche neoliberiste – la giurisprudenza comincia a cambiare atteggiamento e allarga significativamente le “maglie” del licenziamento legittimo. I giudici del lavoro cominciano considerando legittimo licenziare per giustificato motivo oggettivo dovuto alla soppressione del posto di lavoro a seguito di “esternalizzazione” dell’attività a terzi, ovvero alla ripartizione delle mansioni tra personale già in forza all’azienda. Dulcis in fundo, la Corte di Cassazione, con la sentenza n.° 2520/2016, è arrivata ad affermare legittimo il licenziamento del lavoratore da parte del datore di lavoro per assicurarsi un maggiore profitto.

Così decidendo, di fatto, Cassazione Lavoro è andata contro lo spirito della legge n.° 604/1966 dando di nuovo al datore di lavoro ampie facoltà “di vita e di morte” del rapporto di lavoro con il dipendente. Un ritorno al passato, quindi, molto pericoloso che potrebbe dare via libera a veri e propri licenziamenti di massa di lavoratori che, in questi tempi di crisi, ben difficilmente potrebbero ritrovare un nuovo impiego.

(di Manuele Serventi Merlo)