Chi protesta contro Trump è strumento delle élite

Chi sono gli individui che, protestando contro Trump, stanno infangando il nome dei veri progressisti? Questa gente infatti si ritiene progressista senza però accettare i risultati delle elezioni presidenziali. Hanno un aspetto ed un modo di fare che è peggiore della «immondizia bianca» che stanno criticando. Io lo so chi sono. Sono dei criminali prezzolati, pagati dall’Oligarchia per delegittimare la presidenza di Trump esattamente come Washington e il Fondo Marshall tedesco hanno pagato gli studenti a Kiev per protestare contro il governo ucraino democraticamente eletto e preparare la via per un colpo di Stato.

L’organizzazione che guida il movimento anti-Trump, change.org, potrebbe essere solo una copertura (insieme a tanti altri gruppi) per l’Oligarchia. Questa organizzazione infatti sta distruggendo la buona reputazione di tutte le vere forze progressiste diffondendo una petizione che richiede ai Grandi Elettori di annullare i risultati del 9 novembre trasferendo i propri voti a Hillary. Vi ricordate come erano sconvolti i cosiddetti progressisti quando Trump aveva detto che non avrebbe accettato i risultati delle elezioni se ci fosse stata evidenza di brogli? Ora questi cosiddetti progressisti stanno facendo la stessa cosa per cui hanno ferocemente criticato Trump quando aveva affermato che avrebbe contestato il voto in caso di particolari condizioni.

Le presstitute occidentali hanno usato le proteste a Kiev per delegittimare un governo eletto democraticamente e favorire un colpo di Stato. La paga per protestare era così alta che ai disordini parteciparono persino stranieri dai paesi limitrofi, solo per prendersi i soldi. A suo tempo pubblicai le somme sborsate quotidianamente ai facinorosi. Persone provenienti sia dall’Europa occidentale che da quella orientale mi confessarono che, pur non essendo ucraini, erano stati pagati per protestare come se fossero ucraini.

La stessa cosa sta accadendo con le proteste anti-Trump. CNN sostiene che «per molti statunitensi in tutto il paese la vittoria di Donald Trump è un fatto che non può essere accettato e basta. Decine di migliaia di persone hanno riempito le strade in almeno 25 città nell’arco di una sola notte». E’ l’unico punto di vista che l’Oligarchia richiede alle presstitute. E naturalmente l’ha ottenuto. Spero che nessuno arrivi a credere che proteste svolte in contemporanea in 25 città possano essere ritenute un evento spontaneo. Come hanno fatto 25 manifestazioni di protesta ad essere organizzate autonomamente l’una dall’altra con gli stessi slogan e gli stessi messaggi grafici nell’arco di una sola notte dopo le elezioni?

Qual è il vero fine delle proteste e l’interesse di chi tutelano? Come i romani si chiedevano sempre: «Cui prodest?» La risposta è una sola: tutelano gli interessi dell’Oligarchia e solo dell’Oligarchia.
Trump è una minaccia per l’Oligarchia, poiché intende fermare la cessione di posti di lavoro statunitensi agli stranieri. Simile cessione, santificata dagli insulsi economisti neoliberali, è una delle ragioni principali che hanno determinato il peggioramento, nel 21° secolo, della distribuzione del reddito negli USA. Soldi che prima confluivano negli stipendi e nei salari da classe media per beneficiare i lavoratori e i laureati statunitensi sono stati dirottati nelle tasche del cosiddetto Un Per Cento.

Quando una corporazione statunitense trasferisce in Asia (Cina e India) la propria catena produttiva indirizzata al mercato americano, i costi salariali diminuiscono sensibilmente. Il denaro sborsato prima alla classe media va ora ad aumentare i bonus produttivi dei dirigenti, mentre i dividendi e i profitti vanno agli azionisti. Il sistema della scala mobile, che ha reso gli USA una terra di grandi opportunità, è stato annientato per rendere plurimiliardaria solo una manciata di persone.

Trump è un pericolo per l’Oligarchia perché vuole avere delle relazioni pacifiche con la Russia. Sappiamo infatti che l’Oligarchia e i suoi agenti neocon, per rimpiazzare la comodissima scusa della minaccia sovietica, hanno lavorato freneticamente demonizzando la Russia. Abituato a decenni di immensi guadagni ricavati dalla Guerra Fredda, il cartello dell’industria bellica era furioso col presidente Reagan, quando quest’ultimo la fece cessare. Prima che questi elementi corrosivi che gravavano sui contribuenti statunitensi avessero potuto ricostituire lo status quo con l’Unione Sovietica, quest’ultima crollò a causa di un colpo di Stato contro il presidente sovietico Michail Gorbachev.

Il cartello dell’industria bellica e i suoi agenti neocon sionisti si inventarono allora «la guerra al terrorismo» per permettere ancora un flusso continuo di denaro verso l’Un Per Cento. Ma per quanto le presstitute lavorassero duro per creare lo spauracchio della «minaccia islamica», persino gli statunitensi più ottusi sapevano che i musulmani non avevano né testate nucleari in grado di distruggere completamente gli USA in pochi minuti né un’Armata Rossa capace di attraversare l’Europa in un paio di giorni. Infatti i musulmani non hanno avuto bisogno di un esercito, poiché l’Europa la stanno già attraversando con l’aiuto degli stessi europei. In qualità di profughi in cerca di salvezza dalle guerre di Washington.

Nella realtà dei fatti, la scusa per il budget annuale di un trilione di dollari era venuta a mancare al cartello. Per questo l’Oligarchia ha creato un «nuovo Hitler» in Russia. Hillary è stata il maggior agente dell’Oligarchia per creare una nuova Guerra Fredda.

Hillary è uno strumento foraggiato dall’Oligarchia. Il suo compito da presidente sarebbe stato quello di tutelare ed incrementare il budget di un trilione di dollari per il cartello. Con Hillary alla Casa Bianca, il saccheggio dei contribuenti statunitensi in favore dell’Un Per Сento sarebbe continuato in una maniera spietata. Se però Trump fa dissolvere la «minaccia russa», l’Oligarchia riceve un colpo durissimo.

Come presidente, Hillary avrebbe dovuto anche privatizzare il settore della Sicurezza Sociale in modo che i benefattori di Wall Street potessero depredare gli statunitensi esattamente come questi ultimi sono stati depredati dalle compagnie assicurative durante l’Obamacare.

Gli statunitensi che non si preoccupano più di tanto di queste cose pensano erroneamente che l’FBI abbia assolto Hillary dall’accusa di aver violato i protocolli di Sicurezza Nazionale con le sue mail. In realtà, l’FBI ha riconosciuto che Hillary ha compiuto delle infrazioni, per quanto non in maniera dolosa, ma per semplice mancanza di precauzione o per ignoranza. Ne è uscita fuori pulita per il semplice fatto che l’FBI ha concluso che non ha violato intenzionalmente i protocolli di Sicurezza Nazionale. Le indagini sulle attività della Fondazione Clinton invece continuano.

In altri termini, per coprire Hillary l’FBI ha fatto uso dell’antico cavillo secondo cui «non esiste crimine senza intenzione» (vd. PCR e Lawrence Stratton, «The Tiranny of Good Intentions»). Siamo profondamente convinti che le masse che ora protestano, se veramente fossero masse oneste e in buona fede, dovrebbero esultare per la vittoria di Trump. A differenza di Hillary, Trump sta promettendo di ridurre le tensioni con la possente Russia e, si spera, anche con la Cina. A differenza di Hillary, Trump si dichiara preoccupato dall’assenza di posti di lavoro proprio per quelle persone che ora stanno protestando in 25 città contro di lui.

In altre parole, le proteste contro il popolo statunitense per aver eletto Trump come proprio presidente non hanno senso. Queste proteste stanno accadendo per una sola ragione. L’Oligarchia vuole delegittimare la presidenza di Trump. Una volta che Trump sia delegittimato, per l’Oligarchia sarà più facile assassinarlo. A meno che l’Oligarchia non riesca ad influenzare e controllare il governo di Trump, il nuovo presidente statunitense è il primo candidato che l’Oligarchia intenda assassinare.
Le proteste contro Trump sono sospette per un altro motivo. A differenza di Hillary, Obama e George W. Bush, Donald Trump non ha massacrato o costretto al destino di profughi milioni di persone in sette paesi, facendo abbandonare loro patrie distrutte dalle guerre dell’Oligarchia in un esodo di massa verso l’Europa.

Trump ha costruito la sua fortuna forse a volte con mezzi poco ortodossi, ma in ogni caso non ha mai venduto l’influenza del governo statunitense ad agenti stranieri, come invece hanno fatto Bill ed Hillary. Quindi su che base queste masse stanno protestando? Non esiste una base. Queste masse sono state semplicemente «assunte» per protestare. Allo stesso modo i dimostranti del Majdan a Kiev vennero «assunti» dagli USA, mentre la Germania finanziò le Organizzazioni non Governative.

Anche le proteste a Kiev non avevano alcun motivo d’essere, poiché le elezioni presidenziali erano ormai vicinissime. Se gli ucraini avessero realmente creduto che il loro presidente aveva stipulato degli accordi segreti con la Russia per impedire all’Ucraina di divenire una marionetta europea e avessero voluto diventare dei maggiordomi europei a tutti i costi, avrebbero dovuto aspettare pochissimo per esprimere formalmente la loro volontà. La ragione reale delle proteste era una sola: orchestrare un colpo di Stato. Gli USA riuscirono a mettere un loro agente a capo del nuovo governo ucraino, come sappiamo dalla conversazione tra Victoria Nuland e l’ambasciatore statunitense a Kiev. Questa conversazione è disponibile su internet.

Le proteste del Majdan avevano come unico scopo quello di rendere possibile un colpo di Stato. Le proteste vennero senz’alcun dubbio organizzate da Washington tramite il Segretario Ausiliario di Stato Victoria Nuland, una neocon introdotta nel Dipartimento di Stato da Hillary Clinton con l’intenzione di creare ad arte un conflitto con la Russia. Trump sta venendo contestato per poter essere reso vulnerabile nel caso in cui si riveli realmente quella minaccia che l’Oligarchia ritiene sia.
Trump ha vinto le elezioni, ma l’Oligarchia detiene ancora il potere, il che rende ogni reale riforma estremamente difficile. Riforme simboliche possono essere il risultato del conflitto tra il Presidente Trump e gli oligarchi.

Karl Marx comprese dall’esperienza storica, e Lenin, Stalin, Pol Pot appresero da Karl Marx che nessun cambiamento reale è possibile se la classe dominante spodestata è lasciata intatta dopo una rivoluzione. Abbiamo una prova di questo fatto nell’esperienza sudamericana. Ogni rivoluzione vinta dagli indigeni ha risparmiato la classe dominante spagnola, ed ogni rivoluzione in quel continente alla fine è stata neutralizzata grazie alla collusione tra la classe dominante e Washington.

In diverse occasioni, Washington ha cospirato con le elites conservatrici per eliminare presidenti legalmente eletti dell’Honduras. DI recente, Washington ha aiutato elites locali a togliere di mezzo le presidenti donne di Argentina e Brasile. I presidenti di Venezuela, Ecuador e Bolivia sono sotto mira e difficilmente sopravvivranno. Washington è fermamente intenzionata a mettere le mani su Julian Assange. Per raggiungere questo scopo Washington vuole far cadere il governo ecuadoriano che, sfidandola, ha concesso ad Assange asilo politico.

Hugo Chavez aveva il potere di esiliare o sterminare la classe dominante spagnola in Venezuela, dove tale classe aveva partecipato ad un colpo di Stato organizzato dalla CIA contro di lui. Ma prima che la CIA potesse uccidere Chavez, la gente comune e i militari costrinsero il defunto presidente venezuelano a scegliere la variante più umana. Invece di punire esemplarmente i criminali che avrebbero voluto ucciderlo, Chavez li ha lasciati liberi.

Secondo Marx, Lenin e Stalin, questo è il classico errore delle rivoluzioni. Sperare che la classe dominante deposta possa ravvedersi è la via più sicura per il fallimento di ogni rivoluzione.
L’America Latina ha dimostrato di non aver acquisito questa lezione: le Rivoluzioni non possono essere conciliatorie. Trump è un affarista. L’Oligarchia può permettergli di avere l’oro che vuole in cambio di non attuare reali cambiamenti. Trump non è perfetto.

E’ possibile che fallisca di suo, senza pressioni esterne. Ma noi siamo tenuti a sostenerlo nei due punti più importanti del suo programma: ridurre la tensione tra le due maggiori potenze nucleari e porre fine alla politica di Washington di distruggere le prospettive economiche degli statunitensi in favore di un neoliberalismo sfrenato. Se le tensioni tra le due potenze nucleari peggiorano, presto non saremo qui a discettare di altri problemi. la combinazione di un’economia erosa da globalismo ed immigrazione è un incubo. Trump lo capisce e questo è già un motivo per supportarlo.

N.B.: alcuni ritengono che Trump sia un trucco dell’Oligarchia. No. Un trucco così sofisticato è inutile, perché è Hillary la marionetta finanziata dall’Oligarchia, per cui è preferibile vincere restando sulla propria piattaforma che sistemare un presidente sulla piattaforma opposta e poi farlo passare dalla propria parte. Lo svendersi aumenta la rabbia della gente. Se Hillary avesse vinto, l’Oligarchia avrebbe avuto invece per la propria piattaforma un appoggio popolare incondizionato.

Di Paul Craig Roberts, Strategic Culture Foundation. Traduzione di Claudio Napoli