Preve contro l’anarchismo moderno di Toni Negri

In questi due estratti da Dalla Rivoluzione alla Disobbedienza – Note critiche sul nuovo anarchismo post-moderno della classe media globale il filosofo marxista Costanzo Preve spiega le contraddizioni del pensiero di Toni Negri, “Bakunin” del nuovo anarchismo globale. 

«Il motivo per cui generalmente i marxisti dicono che è impossibile realizzare una rivoluzione comunista dentro il modo di produzione capitalistico sta appunto nel fatto che essi ritengono che il capitalismo sviluppa falsi bisogni. Se invece partiamo dal “desiderio”, come lo interpretano Deleuze e Negri, effettivamente non c’è più nessun bisogno di una rivoluzione, perché il soddisfacimento dei flussi desideranti delle moltitudini può tranquillamente essere esaudito dentro il quadro della produzione capitalistica stessa. Si ha così una tipica rivoluzione senza rivoluzione, ed è esattamente per questo che Negri piace ai due poli opposti delle oligarchie capitalistiche al potere e dei centri sociali autoghettizzati di consumo detto alternativo».

«Una piccola parentesi. Il nuovo anarchismo post-moderno della classe media globale, di cui Toni Negri è l’indiscusso Bakunin, non sa ovviamente neanche per scherzo che cos’è una formazione economico-sociale, con la conseguente necessità di costruire sul piano politico un’alleanza di classe, che non è mai “data” spontaneamente. Questo curioso “spontaneismo” riproduce infatti “spontaneamente” il processo capitalistico di addensamento sociologico di un “livello medio” dei redditi e dei consumi. La differenza fra il liberale normale e l’anarchico disobbediente è che il liberale è disposto a pagare per consumare, mentre l’anarchico disobbediente vorrebbe consumare senza pagare, e chiama questo comunismo».

Fonte: www.kelebekler.com/

(di Roberto Vivaldelli)