La religione laica politicamente corretta e la rovina dell’Occidente

Se pensiamo agli avvenimenti che quotidianamente riempiono le prime pagine dei giornali occidentali, noteremmo subito come l’uso della propaganda sia cambiato notevolmente dal ‘900 ad oggi. Se l’intento conclamato dei mezzi di comunicazione del secolo precedente era quello di trasmettere messaggi diretti, volti a rendere i cittadini consapevoli delle volontà e delle idee che erano proprie del regime, del partito, del leader, oggi siamo giunti ad una propaganda indiretta che lascia al fruitore di essa una parvenza di libero arbitrio. 

Ovvero, il destinatario di questa propaganda si sente un libero pensatore, inconsapevole del fatto che tutte le sue idee siano influenzate da questo bombardamento quotidiano dei media ed incapace di partorire un’idea che sia veramente sua. Egli si adegua al pensiero comune che dilaga nella società, nutrendosi di frasi fatte e pensieri banali che lo fanno sentire partecipe a dibattiti di cui, in realtà, sa poco o nulla. La frase fatta, ad esempio “l’importante è l’amore” abusata dai difensori della causa LGBT, diventa a sua volta uno strumento di propaganda che si impone sui debolissimi ideali che il cittadino medio occidentale, e soprattutto europeo, ancora possiede. 

Egli diventerà a sua volta veicolo di questa propaganda, tenterà di intervenire nei dibattiti sui social media, per dimostrare di essere informato, riportando sempre e solo questi slogan e compiacendosi dell’essere apprezzato da altre centinaia di persone come lui che si ritroveranno nel pensiero preconfezionato che egli scriverà. 

La frase fatta verrà ripetuta migliaia di volte finché non diverrà un dogma e dal relativismo imperante si passerà ad un nuovo assoluto. Ed ecco che da questi slogan si possono estrapolare le divinità “atee” del nuovo millennio. Esse sono l’Amore, la Libertà, il Progresso e vanno a comporre il nuovo Pantheon del cittadino occidentale che non potrà far altro che venerarle. Chi le difende e chi le adora incarna il Bene. Automaticamente, chi si oppone ad esse, incarna il Male e va eliminato, emarginato, il suo pensiero è retrogrado ed errato perché non si uniforma all’assoluto del pensiero comune. 

L’individualismo più sfrenato viene pubblicizzato costantemente, diventano sempre più ricorrenti modi di dire come “Ognuno è libero di fare quel che vuole”, mentre si denigrano le vecchie ideologie, le religioni e chi le sostiene. La storia stessa fa paura, perché porta verità che non piacciono e i fatti storici vengono rivisitati, riadattati per essere conformi al mondo nuovo. Chi si oppone al cambiamento è un nemico, privo di alcuna umanità. 

Gli Untermenschen contemporanei diventano quindi gli “omofobi” e i “razzisti”, basta molto poco per finire in queste categorie, a cui deve essere negato anche il diritto di esprimersi, in quanto le loro opinioni sono considerate abominevoli, indegne per una società così progredita. Ed ecco che i paladini del pensiero comune si ergono anche a difensori dei diritti umani che si ampliano, col tempo, sempre di più fino a contemplare tutto ciò che piace all’uomo politicamente corretto. 

Sembra quasi che questi diritti non abbiano natura umana ma divina, sono innati, previsti dalla natura stessa e contestarli è un atto blasfemo. I tentativi da parte degli “omofobi” e dei “razzisti” di argomentare le proprie posizioni sono inutili perché troveranno le solite risposte bigotte che, sotto la solita forma di slogan pubblicitario, chiuderanno qualsiasi discussione con un nulla di fatto. 

Nel peggiore dei casi, il cittadino medio occidentale tenterà, con fervore missionario, di persuadere il suo interlocutore ad abbandonare i suoi pensieri peccaminosi e ad abbracciare quella deriva delle religioni secolari che è la religione del politicamente corretto. Per farlo ricorrerà ancora una volta a frasi in stile hollywoodiano, incalzato quotidianamente da film, canzoni, ricerche pseudoscientifiche e notizie assolutamente vuote di contenuti. È il trionfo del nulla.

(di Marco Montanari)