Friedrich Engels e l’immigrazione

È questo il concorrente contro cui è costretto a lottare l’operaio inglese, un concorrente che si trova sul più basso gradino possibile in un paese civile, e che appunto per questo ha bisogno di un salario minore di chiunque altro. Perciò è del tutto inevitabile che, come dice Carlyle, il salario dell’operaio inglese si abbassi sempre più in tutti i settori in cui l’irlandese può fargli concorrenza. E questi settori sono numerosi.

Tutti quelli che esigono poca o nessuna abilità sono aperti all’irlandese. […] Ma là dove si presenta un lavoro semplice, meno preciso, dove sia necessaria, più la forza che l’abilità, l’irlandese vale quanto l’inglese. Perciò è soprattutto in tali settori di lavoro che abbondano gli irlandesi; i tessitori a mano, i manovali, i facchini, i jobbers e simili, contano su masse irlandesi, e l’intrusione di questa popolazione ha contribuito ad abbassare il salario della stessa classe operaia.”

(Friedrich Engels, La situazione della classe operaia in Inghilterra, capitolo sull’immigrazione irlandese, 1845)