Il predominio del diritto europeista

 

La dominazione giuridica dell’Unione Europea nei confronti dell’ordinamento statale italiano viene esercitata non solo per mezzo delle direttive e dei regolamenti. Un altro strumento di dominio giuridico, che nel corso degli anni ha assunto sempre maggiore importanza, è la Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Organo distinto dalla Corte CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), che ha sede a Strasburgo con competenza giurisdizionale vertente unicamente sulla corretta applicazione della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo, la Corte di Giustizia con diverse sue importanti pronunce ha contribuito in maniera fondamentale ad attuare nel nostro ordinamento nazionale italiano i principi liberali e progressisti tanto cari ai politici di Bruxelles.

Basti pensare alla recente pronuncia con la quale la Corte di Giustizia ha bocciato la normativa italiana in materia di concessioni balneari in quanto consentiva agli operatori del settore rinnovi automatici, anziché assicurarne una selezione “imparziale” e “trasparente” attraverso gare d’appalto. Così decidendo, l’organo di giustizia europeo ha però mandato in fumo le prospettive di investimento e di crescita dei tanti concessionari italiani di spiagge.

Ciò, tuttavia, rientra pienamente in una costante linea interpretativa della Corte tesa ad assicurare preminenza ed applicazione a quelle che vengono definite le “libertà fondamentali” dei Trattati istitutivi dell’UE di chiara impronta liberale: libertà di circolazione delle merci; libera circolazione della persone; libera prestazione dei servizi; libera circolazione dei capitali. Sentenze analoghe possono ritrovarsi anche sul fronte “progressista”.

Su questo ultimo aspetto, basti pensare alle numerose sentenze della Corte di Giustizia con le quali è stata condannata l’Italia perché non regolamentava con un’apposita disciplina la situazione delle cosiddette “coppie di fatto”. Decisioni che hanno vincolato fin da subito il legislatore nazionale, in quanto le sentenze della Corte di Giustizia europea sono da considerarsi una vera e propria fonte del diritto. Un diritto di chiara matrice liberale e progressista.

(di Manuele Serventi Merlo)