“La mia Russia”, il comunismo patriottico di Gennadij Zjuganov

Nonostante il contenuto de La mia Russia risalga alla prima metà degli anni ’90, questo libro costituisce un’opera di fondamentale importanza per la comprensione delle dinamiche che hanno portato alla crisi dell’URSS, nonché una base indispensabile per tutti coloro i quali sono interessati allo studio e al rilancio del pensiero socialista nel XXI secolo.

Nonostante il testo prenda come riferimento la disastrosa situazione della Russia eltsiniana, esso si rivela ancor più utile per analizzare la situazione dei partiti della sinistra occidentale, che in maggioranza oscillano tra un dogmatismo ormai avulso dalla realtà e i miti decadenti del sessantottismo statunitense. Con un’onestà e una chiarezza di vedute esemplari, Gennady Andreyevich Zjuganov, leader del Partito Comunista della Federazione Russa, espone chiaramente quali sono stati i punti di forza ed i punti di debolezza del socialismo sovietico ed in cosa è consistito il tradimento della perestrojka e l’avvento della “democrazia” nell’ex Unione Sovietica.

Zjuganov espone punto per punto le sue posizioni su ogni tema: economia, geopolitica, welfare, etica, cultura, storia, educazione e difesa demolendo ogni antico pregiudizio e filtrando attraverso una grande esperienza e capacità di analisi a tutto campo l’intero percorso socialista. L’autore inoltre parla chiaramente di come il socialismo non sia estraneo (tantomeno in antitesi) al patriottismo e alla spiritualità, e spiega come esso sia una caratteristica insita nel popolo russo, da ancor prima della Rivoluzione d’Ottobre del 1917.

Si chiarisce con molta forza anche come in Russia siano sempre esistite, in ogni epoca, forze nazionali ed antinazionali e come solo attraverso il socialismo sia possibile difendere i valori dell’identità, della tradizione e della giustizia sociale, rispetto ad un sistema liberista nel quale gli unici valori sono determinati dalle transazioni finanziarie e dagli interessi del mercato.

Zjuganov apre la sua opera parlando innanzitutto di sé stesso, della sua terra natale, della sua famiglia, delle sue esperienze scolastiche, lavorative e politiche, facendo emergere come il frutto del suo pensiero politico si basi su di un’ampia e concreta esperienza personale, per poi parlare di ciò che ha causato nel concreto il crollo del sistema sovietico. In seguito viene esposto sinteticamente il programma del suo partito nei vari ambiti: riforme, libero mercato e proprietà privata, democrazia, religione, scienza, cultura, storia e rapporti con l’Occidente, viene inoltre inserita una analisi estremamente puntuale sul ruolo della Russia sulla scena mondiale odierna.

Il segretario comunista analizza poi punto per punto tutto il processo che ha portato alla catastrofe culminata con il crollo dell’URSS, illustrando bene cosa si nascondesse dietro la “democratizzazione” di inizio anni Novanta, gli anni dei grandi fallimenti, degli scaffali vuoti, dei sabotaggi, delle inefficienze e dei conflitti interetnici. In questa fase si spiega come ha potuto vedere la nascita una tale condizione di anarchia, in cui i vecchi apparati amministrativi non erano più in grado di gestire il caos in cui avevano gettato l’URSS.

In questa fase nasce anche lo strapotere della carica presidenziale, assieme alla demonizzazione e al tentativo di mettere fuori legge i comunisti. Contro questo tipo di sfacelo, Zjuganov spiega chiaramente come l’unica soluzione consista in un rafforzamento di tutte le forze politiche social-patriottiche attorno ad un unico blocco, che sappia riportare l’ordine soddisfacendo i bisogni più elementari della popolazione.

Zjuganov parla anche della difesa della sovranità e dell’identità nazionale della Russia (“Che la Russia sia la Russia!”), di fronte ad un “Nuovo Ordine Mondiale” nel quale i nuovi mezzi di conquista risiedono in primo luogo nella colonizzazione culturale e successivamente nell’imposizione di un unico modello globalizzato da estendere a tutto il mondo, facente gli interessi dei paesi dominanti. L’opera termina infine parlando dell’esperienza delle elezioni del 1996, esponendo il programma elettorale per far fronte alla disastrosa situazione russa ed in seguito facendo le debite considerazioni sulla sconfitta della propria coalizione.

Un libro, in definitiva, la cui lettura risulta scorrevole e coinvolgente soprattutto per il lettore italiano, che vi troverà contenuti e punti di vista difficilmente rintracciabili in altre fonti, esposti dall’autore con schiettezza e lucidità.

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(di Luca Tentori)