Il Centrodestra senza glorie, tra agguati e crisi di identità

 

Nelle ultime settimane, in seguito all’annuncio di Stefano Parisi di voler scendere in campo, è esploso il caos tra le bande senza gloria del cosiddetto centrodestra. Le reazioni rabbiose del duo Salvini-Meloni non si sono fatte attendere mostrando un malcelato nervosismo all’interno di una coalizione che dovrebbe aggregare a suon di passi indietro e non distruggere.

All’indomani della débâcle delle amministrative ci si aspettava un bagno d’umiltà da chi è stato capace di perdere sia presentando un fronte simil-sovranista sia rincorrendo la mitologia del voto moderato, e invece assistiamo all’ennesima guerra tra bande di una coalizione sfilacciata. Una coalizione priva di idee, contenuti e programmi che un giorno strizza l’occhio ai centristi abbandonati a se stessi e l’altro chiede di andare oltre.

Andare oltre però risulta impossibile non comprendendo che la mitologia del voto moderato risulta essere patetica nel momento in cui un italiano su due non si reca alle urne e non si interessa alla cosa pubblica. La madre dell’incoerenza politica si chiama Angelino Alfano, capace di essere al governo con Renzi e allo stesso tempo chiedere giornalmente – a mò di pillola – di realizzare un progetto politico contro lo stesso Renzi. Incredibile, non trovate? Avete mai visto un piromane diventare vigile del fuoco? Beh, l’attuale ministro dell’Interno ne è esempio.

Ai disturbi bipolari alfaniani risponde Salvini, che in una manifestazione leghista sale sul palco con una bambola gonfiabile da paragonare alla Boldrini, dimostrando di non essere superiore a chi strumentalizza l’odio, il dolore e la morte per attaccarlo politicamente. Il perenne cantiere centrodestra trova tristemente un punto d’accordo col Partito Democratico nella demonizzazione dell’avversario politico, nel momento in cui entrambi gli schieramenti si ritrovano a criticare il Movimento 5 Stelle, non comprendendo che questo genere di politica volta a criticare gli altri per valorizzare se stessi è esattamente un boomerang mediatico privo di qualsivoglia lungimiranza.

I politici d’oggi pensano di essere onniscienti, di non poter apprendere nulla ascoltando gli altri, e mentre tutto questo accade, Parisi convoca le forze “liberal-popolari” a Milano il 16-17 Settembre magari costringendo Salvini-Meloni ad un bagno d’umiltà consapevoli dei tanti errori commessi. In attesa di tutto questo, tanti italiani restano a guardare, sperando in un fronte sovranista capace di riforme epocali e non pannicelli caldi renziani. Siamo in attesa. Da fin troppo tempo.

(di Claudio Perconte)