La battaglia dei media contro Aleppo

 

Negli ultimi giorni abbiamo sentito spesso al telegiornale (presunti) esperti gridare al massacro ed al genocidio per i bombardamenti del “cattivo” Assad e del suo alleato Putin. Come mai, dopo mesi di quasi completo silenzio, i nostri organi di stampa si sono svegliati ed hanno ricominciato ad attaccare il Presidente siriano? Forse perché ora il governo sta riuscendo ad avanzare nei sobborghi settentrionali di Aleppo. Ma, andiamo con ordine.

Era il giorno di Natale del 2013 quando i ribelli, a seguito di un lungo assedio, riuscirono a conquistare l’ospedale al-Kindi. All’epoca, la conquista di questa struttura medica provocò scalpore per la modalità con cui i terroristi erano riusciti ad abbattere il sistema difensivo degli uomini di Assad: avevano usato un attentatore suicida per penetrare nell’edificio. Fu un segnale chiarissimo dell’estremizzazione sempre maggiore dei ribelli siriani che sta continuando anche in questo periodo; oggi, infatti, gli attentati suicidi sono spesso usati dagli oppositori del governo per creare scompiglio ai nemici.

Nei giorni scorsi l’Esercito Arabo Siriano ha riconquistato il campo di Handarat e, dopo la presa di questo bastione difensivo, sta avanzando abbastanza celermente nelle aree urbanizzate della città: ha riconquistato anche l’ospedale al-Kindi, vendicando così quei soldati uccisi dai terroristi quasi tre anni fa (si deve sapere che i ribelli sono così moderati da non fare quasi mai prigionieri). Tuttavia, non si sono fermati alla riconquista di questo luogo simbolico, ma hanno preso possesso anche degli importanti distretti di Suleiman al-Halabi e di al-Bureij. È stata proprio quest’offensiva a svegliare i “giornalisti” ed i media, e a dare nuovo inizio alla macchina del fango che, ormai da cinque anni, continua a colpire la Siria ed i suo soldati.

«Da siriano, vedo chiaro e con molta evidenza che la pianificazione di questa guerra è stata fatta molto prima del 2011: tutto era studiato. Quindi, la Siria è nel mirino delle grandi forze ed è come una torta da dividere. Perché questa guerra serve agli interessi economici dell’Occidente». Queste poche parole, proferite dall’Arcivescovo Maronita di Aleppo a Radio Vaticana, sono una chiosa perfetta ad anni e anni di mistificazioni e falsità diffuse dai media, e sostenute dalle semplificazioni e dalle invenzione di una certa frangia di “esperti”.

(di Riccardo Ponzio)