La strage di Orlando e le ridicole posizioni della politica italiana

 

Dopo i fatti di Orlando è scoppiato in Italia il solito polverone di polemiche che ha coinvolto tutti gli schieramenti politici (eccetto i cari esponenti dei cinque stelle che, quando è il momento di prendere una posizione, spesso si tirano indietro).

Da sinistra ritorna prepotentemente l’appello al controllo delle armi (seguendo bene o male lo stesso mantra che Hillary Clinton sta propagandando ai suoi elettori), all’integrazione con lo straniero, tralasciando completamente le origini del terrorista non solo americano ma anche, a quanto si evince dalle ultime notizie, assiduo frequentatore di locali gay.

Da destra invece personaggi di dubbia moralità, armati di una buona dose di ipocrisia e faccia tosta, non hanno esitato a esprimere il proprio cordoglio, malgrado mesi prima inneggiassero ai fucili contro chi lavorava per i diritti degli omosessuali.

L’intera situazione, insomma, sta diventando sempre più grottesca. Anche il buon Nichi Vendola ha deciso di metterci del suo tramite il suo account twitter, spiegandoci bene dove stia il problema: non sono le armi, non sono i fondamentalisti islamici, non sono i nazisti dell’Illinois, ma ovviamente Donald Trump.

“Donald Trump, il miglior alleato dell’ISIS. ‪#‎prayforOrlando‬” twittava il Nichi nazionale tra un ‪#‎Giuliosiamonoi‬, un ‪#‎Veritàpergiulio‬ e un ‪#‎SivotaNo‬, non prendendo neanche minimamente considerazione l’ipotesi che il problema possa essere l’Islam e la sua non compatibilità con uno stile di vita “moderno” (al quale tra l’altro lui deve molto, sia personalmente che politicamente).

Meno male che c’è Nichi a metterci in allerta dai pericoli di Trump, quindi. Non mettendoci mai in guardia, però, da quelli di Hillary Clinton, alla quale dobbiamo l’ottimo lavoro di destabilizzazione del medio oriente. Meno male che tutti ignorano l’Arabia Saudita, che ha avuto e tuttora ha un ruolo attivo nel finanziamento dello Stato Islamico e dei gruppi fondamentalisti di matrice sunnita in giro per il mondo.

Il problema è senza dubbio Donald Trump, che con la sua politica isolazionista vuole addiritttura permettersi di controllare l’operato delle comunità islamiche all’interno dei cinquanta stati. Che affronto per il buon Vendola!

Fortunatamente, dopo l’attentato di Orlando molti membri della comunità gay americana hanno deciso schierarsi dalla parte del miliardario di New York chiedendo più sicurezza nel Paese. È evidente che non seguono i tweet di Vendola, altrimenti saprebbero anche loro che in realtà Trump è uno jihadista sotto mentite spoglie.

(di Enrico Montanari)