Sostituire Renzi non serve a nulla se il sistema resta lo stesso

 

Con la spettacolarizzazione della politica, venuta alla luce con l’avvento del berlusconismo e sviluppatasi nel corso degli ultimi venticinque anni attraverso l’uso fin troppo cinematografico dell’agenda politica interna, è emersa questa dannosa – seppur comprensibile – abitudine tutta italiana nell’individuare come unico nemico il Premier di turno, identificando in lui tutto ciò che, in un dato momento, è il male per il povero cittadino italiano.

Ma come può un uomo, seppur a capo del governo e quindi del potere esecutivo, incarnare tutto ciò che c’è aldilà del velo rappresentativo intrinseco della democrazia? E’ saggio pensare che una volta rimosso l’uomo, venga rimosso tutto ciò che noi giudichiamo dannoso per noi e per il nostro paese? Assolutamente no.

Oltre alla facciata democratica delle tornate elettorali, bisogna individuare realmente quali poteri e interessi hanno permesso a quest’uomo di sedersi sulla poltrona di Primo Ministro italiano. Serve essere coscienti della continuità che questi stessi gruppi di pressione possono tramandare attraverso le loro scelte. Prendere atto della continuità che il governo Renzi ha con i precedenti colleghi Mario Monti ed Enrico Letta; riconoscere quel filo conduttore tecnocratico ed arci-europeista, così inebriato dai fumi del progressismo e dai voleri del Mercato (usura, deterioramento del tessuto sociale, depauperazione del patrimonio culturale, svendita dell’industria nazionale, pensiero unico, cancellazione dei confini geografici ecc.…) da far diventare la sua prassi politica un mantra ineludibile.

Non solo è fuori luogo asserire che il Capo del Governo venga scelto attraverso le primarie di un qualsivoglia partito (per evitare di dire ciò basterebbe solo sfogliare le prime pagine del manuale di Diritto Pubblico), ma bisogna al più presto possibile rinsavire da questa sbornia mediatica e aprire gli occhi sui burattinai che tirano i fili delle marionette che vediamo agitarsi davanti ai nostri occhi, nei salotti tv o in europarlamento.

Questa è la priorità. A poco serve cambiare la persona, se il sistema di estrazione resta il medesimo.

(di Federico Casali)