Il nichilismo dei terroristi? Lo stesso dell’Occidente

Ancora una volta una capitale europea viene colpita dal terrorismo islamista. Ancora una volta, siamo stati colpiti nel cortile di casa nostra, a Bruxelles, da quegli stessi terroristi che il 13 novembre hanno dato luogo alla strage di Parigi. Non è un caso che tutto questo accada immediatamente dopo l’arresto di Salah Abdeslam, quasi a comunicare che averne colpito uno non servirà certo a educarne cento.

Eppure eravamo già stati ammoniti: già il colonnello Gheddafi ed il legittimo presidente siriano Bashar al-Assad avevano profetizzato l’ingresso dei terroristi nei territori europei, mentre noi abbiamo preferito scaricare su di loro tonnellate di bombe ed ora, in un certo senso, ne paghiamo le conseguenze. E che ne è rimasto? La Libia è in preda all’anarchia, con Sirte nelle mani dello stesso Daesh che ripetutamente vuole incuterci paura in casa nostra, mentre la Siria è in preda alla ormai quinquennale guerra civile combattute dall’esercito lealista, unico garante di stabilità della regione, le milizie curde, che giusto pochi giorni fa hanno dichiarato l’autonomia dei territori da loro controllati nella Siria settentrionale, i ribelli da noi finanziati e addestrati, cobelligeranti con al-Nusra, cellula siriana di al-Qaeda, e il Daesh stesso che, per quanto sembrasse sul punto di cedere pochi giorni fa, ha strappato ai ribelli “moderati” una buona fetta del territorio meridionale siriano, al confine con la Giordania, paese soverchiato dai rifugiati e in una posizione sempre più critica, sempre più simile a quella del Libano, dove il terrorismo islamista si è diffuso proprio a partire dai campi profughi palestinesi.

Potrà sembrare che l’invasione terrorista arrivi da noi attraverso l’immigrazione: ciò è vero solo in parte. Il problema è che, per quanto i flussi migratori possano portare nel loro grembo potenziali terroristi, la maggior parte di coloro che ci colpisce è rappresentata da noi stessi. Non fraintendiamoci: non è che ognuno di noi è un potenziale terrorista. Ma il fatto che il seme del terrorismo si sia instaurato nel suolo fertile dell’Europa è dovuto ad un altro fattore: la mancanza di valori concreti in un Occidente espressione del mercato e del consumo. Un Occidente espressione della sregolatezza, che conduce la nostra società e la nostra gioventù verso il più buio nichilismo e che, per citare Sartori, sta correndo verso il nulla, gettandosi in un burrone.

Daesh, o le altre forme di terrorismo islamico, non sono altro che lo specchio di tutto ciò: sono la nostra immagine riflessa e invertita, dove la vita quotidiana è scandita da regole rigide, capaci di dare un ordine mentale alla gioventù europea, priva di valori concreti in base ai quali vivere ed anche morire. Chiariamoci: cosa significano libertà e democrazia quando le riforme costituzionali che vengono fatte in Italia sono tutte basate sul rispetto dei criteri economici? Cosa vuol dire la libertà di espressione quando bisogna raggiungere il pareggio di bilancio e rispettare i criteri di Maastricht? E non è un caso che il punto in cui il terrorismo abbia colpito sia proprio Bruxelles, capitale del Belgio, a testimonianza del fatto che essere grande potenza guerrafondaia come la Francia non è una condizione sufficiente per essere colpiti, ma anche sede di alcune delle più importanti istituzioni dell’Unione Europea, che ha ormai perso (ammesso che ci sia mai stato) il suo orientamento fondato su valori concreti per lasciarsi affogare nel caos e nella liquidità della finanza e dell’iperindividualismo.

La nostra disumanizzazione, dovuta al perfetto compimento della società capitalista, dove l’uomo è ridotto ad un mero consumatore, è la ragione per cui il nemico siamo noi. Il nemico è la nostra società. E se vogliamo combattere il terrorismo di matrice fondamentalista, che infonde un messaggio chiaro e concreto, cioè quello della ricostituzione del Califfato sotto le leggi della Shari’a, noi dobbiamo poter contrapporre un messaggio altrettanto concreto ma più incisivo, e non le vuote parole dei tecnicismi economici, della società del consumo e dei diritti civili: questa società è destinata a cadere e l’Occidente sarà decostruito, ed è meglio se a farlo siamo noi, erigendo sulle sue macerie un sistema di veri valori, piuttosto che il Daesh.

(di Elia Bescotti)