L’ennesima sberla all’Europa del meticciato

 

Gli oltre 30 morti e 130 feriti di Bruxelles sono, nella loro tragica prevedibilità, qualcosa che noi di Oltre la Linea non possiamo fare a meno di portare sulle spalle, non per una presunta sopravvalutazione di noi stessi di cui non ci interessa assolutamente nulla, ma per la sequela infinita di dichiarazioni pubbliche che la politica sistemica (europeista e non) ci obbliga ad ascoltare da decenni.

Tornare sul melting pot forzato in salsa europeista è come sparare sulla Croce Rossa, ma si possono sempre sottolineare i mille modi con cui i nostri supposti rappresentanti vi facciano sempre riferimento. La televisione può essere criticata in tanti modi, ma è lo strumento moderno di propaganda per eccellenza, e in tal senso non si può non rilevare la sua importanza per spegnere le coscienze e asservirle ai soliti dettami di massima, generici e senza alcuna sostanza ideologica: più Europa, più Schengen, più democrazia.

Non ne sono affatto sorpreso, non dimentichiamo che la nostra è l’epoca in cui i social network sono pieni di meme celebrativi sulla presunta ritrovata amicizia tra l’Avana e Washington, invece che sottolineare il fatto che gli USA si stiano appropriando dell’ultimo spazio di influenza oltreoceano che ancora mancava al suo controllo.

È l’epoca in cui, tornando al dramma terrorista, due esponenti di schieramenti teoricamente opposti spesso si trovano a dire le stesse cose: il piccolo schermo si è alternato dalle frasi di Lara Comi di Forza Italia, secondo cui la soluzione dovrebbe essere quella di imperversare nella costruzione di un’Europa completamente unita anziché prendere atto dei suoi numerosi fallimenti, a quelle di David Sassoli del PD che parla della priorità di “difendere prima di tutto la vita umana”, salvo poi tornare a difendere la concertazione europeista, lo stile di vita occidentale, e le “soluzioni ragionate” (che nel linguaggio mentalmente aperto vogliono dire, da sempre, non fare nulla se non mantenere le frontiere aperte in modo permanente).

Un copione che si presenta sempre allo stesso modo, nella sua noiosa ripetitività oltre che nelle sue stucchevoli manifestazioni esterne. a questo infinito elenco non si possono escludere i soliti buonisti a difendere il fatto che i terroristi siano già europei cresciuti nel nostro sistema, nei paesi ad alta concentrazione islamica, eccetera eccetera.

È l’Europa degli Hollande e delle Merkel, ci si potrebbe irritare sul fatto che sia anche l’Europa degli Obama (il che è anche peggio), ma ci basta guardare ai contenuto per capire che si tratta semplicemente dell’Europa dei nulla. Gli stessi che, non avendo la forza di gestire il flusso dei migranti, si affidano ad una potenza straniera, che con la cultura europea nulla ha a che fare, con tutta probabilità invischiata fino al collo in affari ben stretti con Al Baghdadi e compagnia cantante (anzi, compagnia esplodente). Ma quali migranti, non scherziamo, sono cittadini belgi, francesi, ormai europei a tutto tondo, perché l’Europa è il tuo passaporto e il tuo luogo di nascita, non certo la tua provenienza etnico-culturale che ehi, guai a ricordare, che il circo s’offende: ed ecco che da questo infinito elenco non si possono escludere i soliti buonisti a difendere il fatto che i terroristi siano già europei cresciuti nel nostro sistema, nei paesi ad alta concentrazione islamica, eccetera eccetera.

Nessuno che sottolinei la debolezza estrema di questo anti-ragionamento, nessuno che sottolinei la stortura di far diventare europei coloro che europei (tranne rarissime eccezioni) non saranno mai e non mi riferisco solo ai terroristi.

Nessuno che sottolinei il rischio enorme che comporta far nascere e crescere bimbi di altri mondi nel nostro, nemmeno quando la storia gli dà spudoratamente torto come da un anno e mezzo a questa parte.

Detesto le banalità. È una frase inflazionata nei tempi moderni, tocca riconoscerlo, il che la rende geneticamente banale, chiunque la proferisca. Ma detto fatto, preferiamo rispondere alle banalità che ci propinano da anni con altrettante banalità, con la differenza che noi ci basiamo sui fatti e diciamo senza mezzi termini che quegli oltre 30 morti e 130 feriti sono sulla coscienza di Hollande, Merkel, Renzi.

(di Stelio Fergola)