Bombardamenti francesi: buoni. Bombardamenti russi: cattivi

 

Sorprende, ma in realtà neanche più di tanto, il doppiopesismo dei media occidentali in merito ai bombardamenti sul territorio siriano da parte della Federazione Russa e della NATO.

Dal 30 settembre 2015 una costante macchina del fango si è abbattuta sull’intervento russo a sostegno del Presidente Bashar al-Assad, tirando fuori cifre spesso ingigantite o, ancora peggio, inventate su presunte vittime civili.

Aggiungendo, inoltre, la tesi secondo la quale non abbia bombardato le postazioni del Daesh ma quelle dei cosiddetti “ribelli anti-Assad”, sigla, quest’ultima, creata ad hoc dalla macchina giornalistico-propagandistico occidentale per definire terroristi funzionali alla geopolitica occidentale che, contrariamente al Syrian Arab Army, sarebbero maggiormente impegnati nella lotta contro lo Stato Islamico.

Una propaganda nociva, che intorta le menti dei soliti creduloni, ma che cozza ufficialmente con la realtà dei fatti e la situazione in Medio Oriente. Il fatto che Vladimir Putin bombardi, oltre allo Stato Islamico anche i “ribelli moderati” è un fatto positivo,

e ciò è dimostrato dal rientro in patria di molti rifugiati accolti da fanfare e “‪‎welcomerefugees‬” in ogni dove.

L’Occidente miope non ha ancora ben chiaro come tra le file di questi ribelli ci siano altri nuclei jihadisti che nulla hanno di diverso dallo Stato Islamico, come, ad esempio, la Fratellanza Musulmana, autrice, 33 anni fa di attentati terroristici ai danni di Hafez al-Assad e forza predominante all’interno del “democratico”, “moderato” e “laico” Free Syrian Army; Jahbat Al Nusra, cellula satellite di Al Zarkawi in Siria; Jaysh Al Islam, organizzazione jihadista legata alla Fratellanza Musulmana; il Fronte Islamico, cellula jihadista finanziata dall’Arabia Saudita e la Brigata Ahfad al-Rasul, organizzazione jihadista di provenienza Qatar.

Non sono quindi gli interventi di Vladimir Putin a dover preoccupare, bensì quelli di François Hollande, giudicati, dai media occidentali sacrosanti, candidi e puliti nonché completamente privi di vittime civili, perché telecomandati, perché compiuti sotto dettatura dei loro padroni, perché, analogamente agli interventi della coalizione NATO prima di quelli di Putin, faranno danni relativi allo Stato Islamico preferendo invece colpire le postazioni del Syrian Arab Army di Bashar al-Assad, il nemico dei loro sporchi interessi, o bombardando inutilmente senza fornire appoggio all’esercito siriano, a differenza del modus operandi russo.

Ma siamo sicuri che ai Charlie di casa nostra basti questo?

(di Davide Pellegrino)