Jorg Haider, in ricordo di un uomo libero

 

Pensando a Jorg Haider non può che tornare alla mente un politico capace di dire le cose in maniera trasparente, nonostante tutti e tutto. Più volte condannato e ripreso dalla stampa austriaca ed europea in quanto contrario al verbo imperante dell’unione monetaria europea, ce lo ricordiamo tutti come una persona capace di rompere gli schemi e di riproporre all’attenzione riflessioni scomode, come quando elogiò le politiche economiche del lavoro legate alla Germania degli anni 1933-1939, suscitando grande scalpore.

Jorg Haider, nato a Bad Goisern, Alta Austria, nel 1950, fu il fondatore del partito Bündnis Zukunft Österreich, BZÖ, o meglio Alleanza per il Futuro dell’Austria, un soggetto politico nato nel 2005 dopo che lui e altri membri del più noto Partito della Libertà Austriaco vennero espulsi dallo stesso contenitore, a causa di contrasti con i membri della dirigenza.

Jorg, dopo il grandissimo successo ottenuto nel 2008 alle elezioni federali anticipate: 10,7% dei voti, (il 38,5% in Carinzia, dove era stato per lungo tempo governatore), venne ritrovato morto in un incidente stradale l’Ottobre dello stesso anno. Una morte improvvisa, inaspettata e tutt’ora oggetto di numerosi interrogativi. Il suo partito seguiva un filone decisamente euroscettico e nazionalpopolare, al di là degli schemi dominanti oggi, tra sinistre completamente organiche al capitale e dedite al perseguimento dei diritti civili, e destre totalmente avulse dal sentire popolare e dalle necessità di svolta profonda.

Un personaggio già capace di criticare aspramente l’invasione dell’Iraq da parte americana, inviso ad Israele e amico personale di Saif al-Islam Gheddafi, figlio del più noto Mu’ammar. Poco prima della morte, lo stesso Haider aveva puntato il dito contro il sistema bancario mondiale, chiamato Banken Mafia dallo stesso, ripetendo a più riprese che il gotha finanziario globale si regge sulla vendita di prodotti nocivi ai normali e ignari cittadini. Un politico più volte accusato di razzismo, antisemitismo, populismo, ma che in un momento in cui la crisi globale del 2008 cominciava a far sentire i suoi venti nefasti, cominciava a predicare pulizia e onestà anche all’interno della stessa Europa e dei suoi meccanismi economici.

Per Haider invece una strada notturna deserta e senza apparenti ostacoli si è trasformata nel capitolo finale della sua vita. Un incidente grave, l’auto capovolta, con il leader estratto dalle lamiere con gravi ferite alla testa e al torace. La morte arriverà poco dopo in ospedale, e numerose agenzie di stampa straniera presenteranno il suo decesso come un omicidio. Le cause ufficiali di questo sbandamento e del conseguente incidente mortale vennero invece addebitate all’alcool e all’uso di gocce KO, uno stupefacente usato come sonnifero.

Qui però sorgono i primi dubbi: Kathrine Yen, l’anatomopatologo di Graz che ha eseguito l’autopsia, nega categoricamente che Haider abbia fatto uso di gocce, aggiungendo che una seconda autopsia sarebbe auspicabile. «Non ho dubbi sul mio risultato, in quanto è possibile identificare tracce di gocce di KO, ma il test sul corpo di Haider è stato negativo».

Per quanto riguarda l’uso di alcool, si possono riportare alcune dichiarazioni degli amici e delle persone più vicine al politico Carinziano: Dieter Bohmdorfer: «Avrà bevuto al massimo un ottavo (di litro) di vino o mezzo ottavo, e in tutta la vita, lo conosco dal 1969, non l’ho mai visto ubriaco anche solo un pochino. Un comportamento maturo. Nella norma, quando si lavora insieme, ci si fa alla sera tardi l’una o l’altra birretta o vinello, e talvolta si può andar giù pesante, cosa che non si può dire di Haider». «Non è mai stato uno che beveva molto», aggiunge il giornalista Egon Rutter.

A diversi anni di distanza è fuor di dubbio ritenere che le cause legate alla morte del politico carinziano siano sospette e non totalmente chiarite. Fa pensare anche il fatto che successivamente alla sua morte e al successivo boom di consensi sull’onda emozionale, l’Alleanza per il futuro per l’Austria sia crollata alle ultime elezioni del 2014 allo 0.47%.

(di Marco Franzoni)