Atomici doppiopesismi

 

Sia negli ambienti neo-conservatori che negli ambienti della sinistra progressista piovono critiche a tratti deliranti in merito all’esperimento nucleare compiuto dall’esecutivo di Pyongyang. Critiche che, a rigor di logica, hanno completamente oscurato un’analisi lucida e a freddo di tale evento. 

La scelta della Corea del Nord di compiere un test nucleare può risultare inconcepibile ed esecrabile dal punto di vista dei mezzi ma, dal punto di vista geopolitico e strategico, risulta essere una mossa alquanto furba e strategicamente eccellente. Nell’epoca delle “esportazioni di democrazia” – sigla propagandistica che sotto intende solo ed esclusivamente una criminale appropriazione indebita di risorse altrui – ogni Stato che non si piega ai tentacoli velenosi del “villaggio globale” pre-confezionato è visto come uno Stato canaglia. 

Lo è l’Iran degli Ayatollah, lo è il Sudan, lo è la Siria di Bashar al-Assad e lo sono stati, anni prima, la Libia di Mu’ammar Gheddafi, la Serbia di Slobodan Milosevic e l’Iraq di Saddam Hussein. Da questa lista non sfugge il regime di Pyongyang. Ben conscio che, da qui a pochi anni, la sorte del regime comunista seguirà quella del socialismo nazionale panarabo e della Serbia di Milosevic, Kim Jong-un, il “Supremo Leader”, ha voluto chiaramente dimostrare come una qualsivoglia aggressione armata che violi esplicitamente la sovranità nazionale della Corea del Nord avrà come risposta l’utilizzo di armamenti nucleari contro gli invasori. 

Una dimostrazione di forza notevole, ma anche autodistruttiva e che fa sorgere ilarità, poiché un lancio di un ordigno nucleare avrebbe gravi conseguenze ambientali e, molto probabilmente, segnerebbe la totale cancellazione di Pyongyang dalle cartine geografiche (lo avrà messo in conto il Supremo Leader? Chi lo sa). 

A fare sorgere ilarità più grandi, che rasentano anche il ridicolo per quanto siano spudoratamente false ed ipocrite, sono i piagnistei mielosi dell’Occidente – USA su tutti – ai quali bisogna ricordare, casomai l’avessero dimenticato, che i primi ad utilizzare armi nucleari furono loro, in quel di Hiroshima e Nagasaki 70 anni fa, causando la bellezza (si fa per dire) di 250.000 morti ed oltre. 

Non solo, dando un’occhiata ai dati, specialmente per quanto concerne il periodo post-bellico – quindi della Guerra Fredda – si nota come gli Stati Uniti abbiano compiuto 215 test nucleari nell’atmosfera e 812 sottoterra. 

Dietro agli Stati Uniti, seguono la Francia con 45 nell’atmosfera e 147 sottoterra e Gran Bretagna con 21 in atmosfera e 24 sottoterra. Francia e Gran Bretagna che, ricordiamo, si sono unite al coro di proteste nei confronti di Pyongyang. 

A differenza degli esperimenti nucleari della Corea del Nord, i quali non hanno procurato mai dei danni ambientali ingenti, gli esperimenti nucleari delle potenze occidentali si sono resi protagonisti di danni enormi alla flora e alla fauna. Danni ovviamente messi a tacere e/o minimizzati dalle giravolte della stampa occidentale, i cui atteggiamenti, da 70 anni a questa parte, non sono mutati di una virgola. 

Basti pensare ad Oriana Fallaci, strumentalizzata da destra a sinistra per via delle sue “profezie”, la quale, tra i molteplici deliri mentali provenienti dai salotti radical chic newyorkesi e l’atlantismo spiccio, non si fece scrupolo alcuno ad approvare l’intervento militare in Iraq nel 2003 per defenestrare Saddam Hussein additando chiunque fosse (giustamente) contrario come “nemico della cultura occidentale” e “sostenitore di al-Qaeda”. 

Così come molti altri, da Gad Lerner – il quale sostenne, nel 2011, che l’intervento armato contro Mu’ammar Gheddafi non avrebbe prodotto flussi migratori alcuni dalla Libia – a Pier Luigi Bersani, il quale sostenne che la democrazia in Siria sotto l’insegna dei “ribelli moderati” era da sostenere senza se e senza ma. 

Tutta gente figlia di quella corrente ideologica che griderebbe o ha gridato allo scandalo dopo la decisione di Pyongyang ma che ha prodotto, con prese di posizione ed opinioni discutibili, danni più gravi di quanti ne abbia fatti il brutto e cattivo regime nordcoreano.

(di Davide Pellegrino)